martedì 31 luglio 2007

Interessante articolo su Dica33 sugli aiuti umanitari

Beneficenza inopportunaSono dure le accuse mosse da un esperto statunitense, dalle pagine di JAMA, a tutto il sistema internazionale degli aiuti sanitari, ma lo scopo è nobile. Lawrence Gostin, infatti, può studiare il problema dall'interno, lavorando per l'O’Neill Institute for National and Global Health Law di Washington e il Department of Health Policy and Management di Baltimora (Maryland) e propone una soluzione modello.In buona fede, non a buon finePremesso che l'errore sta già nel metodo, poiché inviare aiuti ingenti per tamponare emergenze a forte impatto emotivo (AIDS, SARS, tsunami) non può avere, e in effetti non ha, alcun effetto sulle necessità sanitarie quotidiane delle popolazioni coinvolte. Quel che è peggio è che spesso queste iniziative umanitarie ottengono risultati inferiori agli sforzi compiuti.Da un lato le donazioni, da parte di nazioni più ricche o di organizzazioni filantropiche, sono legate al rispetto di priorità che non rispecchiano le reali esigenze del territorio cui sono destinate, ponendosi in contrasto o addirittura scoraggiando le iniziative locali. Nel tentativo di evitare utilizzi impropri, si finisce in alcuni casi per anteporre gli interessi del donatore, vincolando per esempio il 33% di una somma, per la prevenzione dell'AIDS, alla promozione di castità e fedeltà e non a programmi per l'impiego di aghi sterili. Inoltre gli aiuti esterni sono iniziative singole e frammentarie: non coordinate tra loro anzi, in alcuni casi in aperta competizione, che invece di integrarsi con le strutture e i programmi locali, approfittano delle maggiori disponibilità monetarie per accaparrarsi anche i talenti migliori. Insomma più che un aiuto costruttivo una prepotente ingerenza, di mezzi e competenze, che ignora e sminuisce il ruolo dei governi locali.Governi locali che, nella migliore delle ipotesi si affidano a questi aiuti caritatevoli senza sforzarsi di acquisire autonomia, nella peggiore continuano a rivolgere il loro impegno al consolidamento militare, e distraggono gli aiuti sanitari stranieri per eccessiva burocrazia, incompetenza o corruzione. Basti dire che, secondo la Banca Mondiale circa la metà di tutti i fondi internazionali destinati all'Africa sub-Sahariana risulta impiegata per altri scopi, come pagare servizi fantasma, farmaci contraffatti, equipaggiamenti finiti al mercato nero, bustarelle. I bisogni primariServizi igienici, fognature, controllo della peste, acqua e aria pulite, alimentazione, farmaci e vaccini essenziali, riduzione del fumo di tabacco, sistemi sanitari nazionali funzionanti. Questi sono secondo Gostin i fondamentali bisogni cui si deve rispondere per istituire una eguaglianza sanitaria mondiale e garantire la sopravvivenza quotidiana. Interventi in questi settori sono quelli capaci di migliorare lo stato di salute di base di una intera popolazione, rendendola capace di sconfiggere le malattie più diffuse nei paesi poveri e, quindi, di fronteggiare quelle tragedie a forte impatto emotivo che sollecitano gli aiuti internazionali. Le risposte a queste esigenze sono molto semplici, economiche e non richiedono programmi complessi: una zanzariera impregnata di insetticida costa solo 5 dollari e protegge da malaria, cecità da filariosi, elefantiasi e altre malattie veicolate dagli insetti. Il modello da consegnareL'Organizzazione Mondiale della Sanità si è ritagliata un ruolo tecnico-scientifico, sottraendosi per 60 anni alla possibilità di emanare leggi internazionali per la tutela della salute. Uniche eccezioni le International Health Regulations e la Framework Convention on Tobacco Control, due trattati che suggeriscono linee generali d'indirizzo per le politiche nazionali. L'autore dell'articolo propone una Framework Convention on Global Health: uno schema condiviso sulle strategie per promuovere la salute globale. Questo primo documento non dovrebbe essere troppo dettagliato, ma delineare i concetti fondamentali, che poi si potranno ampliare e declinare sulla base delle esperienze acquisite e della fattibilità a livello locale. Strategie mirate a creare:
capacità costruttive, così che ciascun paese sia in grado di avere un sistema sanitario solido efficiente e duraturo
graduatoria di priorità per far convergere gli aiuti sui bisogni primari
coinvolgere tutti gli interessati, così da raccogliere le competenze e le risorse economiche di stati e associazioni
coordinare le attività al fine di armonizzare tutte le iniziative e sinergizzarle verso fini comuni.
In tutto questo per promuovere davvero una progressività degli interventi, non deve mancare un puntuale monitoraggio delle azioni intraprese, così da valutare lo stato di avanzamento degli obiettivi proposti. Elisabetta LucchesiniFonteLawrence O. Gostin. Meeting the Survival Needs of the World's Least Healthy People A Proposed Model for Global Health Governance. JAMA 2007; 298: 225-228

Sidney: cattive notizie in tema di Aids

COMUNICATO STAMPA DI MEDICI SENZA FRONTIERE
Conferenza Mondiale sull’AIDS di Sydney
Quintuplicati i costi delle nuove terapie E i bambini continuano a essere trascurati

Sydney / Roma, 23 luglio 2007 – Un nuovo rapporto di Medici Senza Frontiere (MSF) mostra che i prezzi dei farmaci antiretrovirali di seconda linea per i paesi poveri di risorse hanno finalmente iniziato a diminuire nel corso dell’ultimo anno. Ma il rapporto illustra anche che le nuove combinazioni di prima linea, meglio tollerate e per questo ora raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), costano cinque volte più delle precedenti: da 99 dollari a 487 dollari per paziente all’anno, principalmente a causa dell’assenza della competizione dei generici. Il rapporto di MSF "Untangling the web of price reductions"(1) è stato presentato oggi alla quarta conferenza dell’International AIDS Society a Sydney. “È incoraggiante che i prezzi delle cure di seconda linea inizino finalmente a scendere”, afferma Karen Day, farmacista che lavora alla Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali di MSF. “Ma siamo preoccupati perché l’assenza di generici mantiene i prezzi dei nuovi farmaci di prima linea drammaticamente più alti; così, i malati nei paesi poveri di risorse sono esclusi dalle cure più recenti e migliori, che invece diventano immediatamente disponibili nei paesi ricchi” Lo studio di MSF mostra che l’introduzione di farmaci generici, anche attraverso il legittimo strumento delle licenze obbligatorie, è lo strumento di gran lunga più efficace per fornire un accesso finanziario davvero universale alle terapie antiretrovirali, come dimostrato dai recenti casi di Brasile e Tailandia. Nel gennaio 2007, la Tailandia ha emesso una licenza obbligatoria per potere importare o produrre localmente, in maniera perfettamente legale, un importante farmaco di seconda linea, il lopinavir/ritonavir. “Solamente un anno fa, curare un paziente con un trattamento di seconda linea contenente il lopinavir/ritonavir in Tailandia costava 2'800 dollari all’anno”, racconta Kannikar Kijtiwatchakul, operatore di MSF in Tailandia. “Grazie al superamento del monopolio permesso dall’emissione della licenza obbligatoria, curare lo stesso paziente con un trattamento di seconda linea costerà adesso 695 dollari – quattro volte meno. Tuttavia, è un prezzo ancora troppo elevato per la maggioranza degli abitanti della Tailandia, dove il salario medio annuale è di 1'600 dollari”. Occorre quindi continuare a mantenere alta l’attenzione, per dare priorità alla salute rispetto al commercio e per potere garantire un reale accesso alle cure per tutte le persone colpite dall’HIV/AIDS. L’esperienza di MSF dimostra che ritardi significativi persistono tra il momento in cui la nuova cura salvavita diventa disponibile nei paesi ricchi e quello in cui lo diventa nei paesi poveri di risorse. “È sconcertante osservare come, dopo tanti anni, essere colpiti dall’HIV/AIDS in Africa ed esserlo in Europa dia prospettive di vita completamente diverse”, afferma Raffaella Ravinetto, presidente di Medici Senza Frontiere Italia. “E sconcertante è la situazione dei bambini colpiti dal virus in Africa: ogni giorno 1'500 bambini, la maggior parte neonati, vengono infettati, perché gli sforzi per prevenire la trasmissione materno-infantile rimangono insufficienti nei paesi del sud del mondo. Circa il 50% dei bambini che nascono sieropositivi muoiono prima di avere compiuto due anni a causa della mancanza di test e cure adeguate”.

lunedì 30 luglio 2007

Lucca, mia cara



Adoro Lucca ma dimenticavo sempre il nome di quella strada strana che la attrversa spaccandola in due. Il decumano appunto, cosa ben diversa dalla bella ed elegante Via Fillungo dove ho fatto sempre acquisti interessanti e molto sfiziosi. Stamane in motorino riflettevo, 'ma come diavolo si chiama quella via'??? Decumano? Fatta ricerca ed ecco il risultato....


Il decumano (decumanus) era, nella pianificazione urbanistica romana una strada con orientamento est–ovest in un accampamento militare o in una colonia.
Il decumano principale era detto Decumanus maximus. Questo incrociava perpendicolarmente il cosiddetto Cardus Maximus, l’altra grande arteria principale. Di regola il Foro si trovava all’intersezione tra il Cardus Maximus e il Decumanus Maximus. Il decumano inoltre collegava due porte dell’accampamento: la Pretoria (la più vicina al nemico) e la Decumana.
La parola ha origine dalla linea tracciata dagli auguri da est a ovest quando interpretavano i presagi degli dei.

Oggetti di culto


Non male, ma 9000 euro sono davvero troppi, almeno per le mie tasche. Mi limitero' a guardarlo e ammirarlo per strada. E' il Tmax BLACK MAX della Yamaha. Ma se proprio non sapete cosa regalarmi per la mia festa, beh....

Parole parole parole...


Ci sono parole che non sopporto piu', inflazionate, abusate, spesso usate a sproposito. In principio era 'sinergia', poi fu l'epoca del briefing, la gente faceva briefing anche per stilare la lista della spesa.

Oggi e' il momento (immensamente lungo per i miei gusti) della FILIERA, della COMPETITIVITA', INNOVAZIONE e SUSSIDIARIETA'.

Non ne posso piu'. E voi? Quali sono le parole che non sopportate proprio piu'? Tra un ghiacciolo e una nuotata potreste anche pensarci.

martedì 24 luglio 2007

Gente che conosco con lo stesso problema....

Comincio a pensare che il fatto sia più diffuso di quanto non si pensi...

Comunque, ecco la notizia rilanciata da tutti i maggiori quotidiani italiani.

Sorprendente scoperta di un'equipé di neurologi a MarsigliaUn impiegato di 44 anni ha l'organo corrispondente al 10% di uno normale
Ha il cervello piccolo come un uovo, intelligenza media e sta bene
L'uomo ha un quoziente intellettivo di poco inferiore alla norma
Ha il cervello piccolo come un uovointelligenza media e sta bene"

La risonanza magnetica del quarantaquattrenne con il cervello piccolo scoperto a MarsigliaPARIGI - Ha un cervello piccolo come un uovo di gallina, ma è una persona assolutamente normale con un quoziente intellettivo di 75, appena dieci punti in meno rispetto alla livello medio che è 85. Come questo sia potuto accadere è un enigma per i neurologi di un ospedale di Marsiglia, che si sono trovati di fronte alla Tac della testa di un impiegato di 44 anni che conduce una vita tranquilla malgrado il suo cervello sia il dieci per cento della grandezza abituale. Il resto del cranio è vuoto. La scoperta dell'equipe del dottor Lionell Fuillet dell'ospedale 'de la Timone' nel capoluogo della Francia meridionale sarà pubblicata domani sulla rivista medica britannica Lancet. I dottori hanno ricostruito la storia medica del paziente e hanno individuato la probabile causa della sorprendente configurazione cerebrale con un un grave episodio di idrocefalia, l'accumulo di liquido spinale nei ventricoli cerebrali, all'età di sei mesi. Per superare il problema venne sottoposto a un intervento per rimuovere l'eccesso di liquido che comprimeva la piccola "massa" cerebrale, che in seguito non si è ulteriomente sviluppata.
"Gli esami di laboratorio hanno rivelato delle immagini veramente inusuali - ha spiegato all'agenzia France Presse il neurologo Lionel Feuillet - il cervello, sia la materia grigia che quella bianca, è completamente compresso sulla parete della scatola cranica, e nonostante ciò l'uomo riesce a condurre una vita normale". "Non è il primo caso riportato di persone che con importanti lesioni riescono a mantenere delle buone capacità cognitive, anche se i danni al cervello di questo paziente sono impressionanti - commenta Alfonso Caramazza, direttore del Centro Interdipartimentale Mente Cervello (Cimec) dell'università di Trento - negli anni '60 ad esempio l'epilessia grave si curava togliendo metà del cervello, eppure i bambini sviluppavano delle eccellenti capacità cognitive all'età di 18-20 anni. E' un esempio della plasticità del cervello, che riesce comunque a funzionare pur essendo danneggiato, secondo meccanismi che ancora sono del tutto sconosciuti. Bisogna inoltre sfatare il mito che le dimensioni del cervello sono proporzionali alle capacità: basti pensare che Einstein, secondo uno studio di due anni fa, aveva un cervello più piccolo della media". (20 luglio 2007)

lunedì 23 luglio 2007

Puo' servire?



MOSCA, PSICOLOGO APRE "ACCADEMIA" PER TROVARE MARITO MILIARDARIO
Roma, 23 luglio - Esultino le signorine russe in età da marito
che aspirano a trovare il principe azzurro: sappiamo tutte che, in ogni favola
che si rispetti, l'amore si trova con l'aiuto di una magia o di un
incantesimo. Ed ecco che arriva, in Russia, un'insolita "fatina" ad aiutare i
protagonisti delle storie d'amore: si chiama Alexandr Rakovski ed è uno
psicologo di Mosca che ha deciso di aiutare le sue clienti, attraverso veri e
propri seminari, a trovare il partner ideale. Sembra, però, che l'interesse
principale delle aspiranti "Giuliette" in cerca del principe azzurro non si
focalizzi tanto sulle sue qualità spirituali o fisiche, quanto su quelle
"principesche": Rakovski, infatti, tiene dei seminari per insegnare alle donne
come si "accalappia" un partner multimilionario. Le lezioni - non si offendano
le "studentesse" - si svolgono presso la Bitch Academy, l'Accademia delle
"poco di buono". Numerose le prede cacciate dal team di aspiranti milionarie:
al primo posto, Roman Abramovich, presidente del Chelsea, che possiede una
fortuna di 13.500 milioni di euro. A seguire, Mijail Projorov, 41 anni, che
vanta una "dote" di 9.800 milioni di euro, ed è in realtà il più ambito
perché, a differenza di Abramóvich, non ha una compagna. "Se proprio dovete
spendere, cercate almeno di non usare i vostri soldi", recita un antico detto
popolare, che potrebbe essere utilizzato come grido di battaglia delle
scatenate pretendenti.

Breve considerazione


Con quello che negli ultimi anni sono riuscita a spendere in rossetti e lucidalabbra (cosa a cui non riesco assolutamente resistere) ci avrei sanato il debito estero di un paese del Terzo Mondo tipo il Sudan Mi sento un po' in colpa, anzi no.

Piccolo sfogo

Oggi mi rode, in parte perche' ho dormito poco, in parte perche' ho delle questioni da chiarire con me stessa. In parte perche' mi secca essere provocata, stuzzicata, in parte perche' ogni tanto sarebbe opportuno lasciarmi tranquilla, cosa che si realizza quando uno accende il cervello prima di parlare. Insomma, sono nervosa ma mi passera', non mangio nessuno ma sono di certo piu' caustica.
Il motto della mattinata e':
la madre delle zoccole e' sempre incinta
E poi per un approccio come si deve ci vuole classe, cosi' come l'abbigliamento per andare al ristorante. Ma come si fa ad abbordare un uomo in una toilette? A seguirlo al bagno per provarci mentre il tuo accompagnatore e' seduto al tavolo?
L'eleganza, signora, l'eleganza non e' sabbia della spiaggia.
Che orrore.

domenica 22 luglio 2007

Nonna ti amo

Ho parlato diverse volte di mia nonna sul blog e si sarà capito quanto io la amassi e quanto lei meritasse di essere amata perchè era così semplice da essere speciale.
Allora da alcuni mesi io e la mi mamma abbiamo cominciato ad appuntare tutti i modi di dire che aveva nonna e che mi sono rimasti attaccati alla memoria e al cuore. Li ripeto spesso e questo vuol dire che lei è dentro di me e lì non morirà mai.
Si, lo so, hanno significato solo per me e la mia famiglia, ma chissà che qualcuno non ne conosca alcuni o abbia voglia di raccontarmi i modi di dire di casa sua.
I nostri, sono molto singolari, colpa delle radici sicule e arabe.
Ecco una lista:

Tu che sei scienziata...(rivolto a me quando volevo chiedermi spiegazioni su qualcosa...tipo il funzionamento del telecomando)

Per non sapere nè leggere nè scrivere...

Adesso vengo e mi spiego

A proposito di Cavour, dove sono le mie ciabatte? (Frase rimasta nella storia e ripetuta spesso)

Urasbuk (parola araba di significato incerto che significa qualcosa tipo 'stavo pensando la stessa cosa'...)

Fischia... (se c'era qualcuno che andava in cucina dove c'era qualcosa da non assaggiare)

Come ti chiami... (nel bel mezzo di una conversazione, dall'agitazione perdeva il filo..)

Che nicche e nacche cassatelli Pasqua...(intraducibile ma tipo 'che c'entra???')

Tanto ti dian di dote.. (se la dose di quello che le davi era insufficiente)

Gugliata lunga, maestra matta (durante il cucito)

Santa Madre Maria prima la mano vostra e poi la mia (quando si doveva cominciare qualcosa di particolarmente complicato)

Sant'Antonio peloso peloso (invocazione usata quando si perdeva qualcosa)

Picio Pacio malato (il suo personaggio, quando voleva farsi fare le coccole)

Pesciolino della nonna (io)

Ci vorrà una seconda puntata...

Proverbio africano

"Quando non sappiamo dove stiamo andando
dobbiamo ricordarci da dove veniamo".
Perchè solo questa memoria, della storia e della cultura, permette di sapere dove vogliamo andare.
Da Lo spirito dell'ateismo di Andrè Comtte-Sponville
Ponte alle Grazie

Mica sto a pettinà le bambole...



Dedicato a Paoletta e Laugar.

E' il nostro modo di dire, sopravvissuto a due anni di assenza.

Facciamo cose (molte) vediamo gente, prepariamo puntate impegnative in stagioni che contrastano anche la sola idea di lavorare. Quindi di solito non pettiniamo mica le bambole, noi. Di solito, perchè l'attività invece mi tocca quando torno a casa e il salotto è diventato un enorme loft di quella esaurita di Barbie e delle sue amiche, belle ma disordinate, che lasciano i loro abitini ovunque.

Insomma, quando torno per una mezzoretta mi tocca, pettino,acconcio, vesto e spoglio.

E alla fine le ragazze, molto meno stanche di me, indossano i loro lievi abiti da sera e si consentono anche un bel servizio fotografico.

Il doppio lavoro? Che fatica, ma almeno le posso pettinare sdraiata sul divano, l'unica posizione compatibile con la mia vita dopo le 20.00.

A settembre

Due giorni al Tombolo Talasso Resort di Marina di Castagneto Carducci (LI) non me li leva nessuno. Voglio provare il nuovo programma di cromoterapia dove vengono usati fasci di luce per eliminare lo stress. Diverse piscine, ognuna con un colore diverso: rosso vitalità, blu relax, verde armonia. Oppure l'arcobaleno nelle cabine di bellezza, un ventaglio di tinte che avvolgono il corpo rigenerandolo.
Non so se sia vero o se abbia fondamenti scientifici ma penso che per due giorni di relax potrei anche fregarmene e crederci.
Per info: www.tombolotalasso.it oppure 0565-74530) e si, è pubblicità...

Galateo: perchè non si dice...


Buon appetito.

Chiedo a Maurice che è un esperto della tavola. Ma perchè augurare al proprio commensale un buon pasto è diventato maleducazione? Gli americani continuano a dire Enjoy your meal e mi pare carino. Voi direte che gli americani spesso solo cafoni (e su certe cose posso essere anche daccordo) ma trovo invece che anche il galateo si stia adeguando ad una cafonaggine imperante che prevede il NON salutare il vicino che abita nello stesso palazzo se lo incontri sulle scale, il NON dire 'salute' se una persona starnutisce e, quindi, anche il NON usare la frase 'buon appetito'. Credo invece che piccoli segni di attenzione verso gli altri siano segno di buona educazione e di educazione sociale. In realtà la gente è sempre più egoista e individualista. Se ne frega, insomma. Se t violentano per la strada nessuno alza un dito per difendersi perchè in fondo non è affar suo. Solo le grandicatastrofi sono in grado di mobilitare quello che resta della sensibilità e della solidarietà. Ma non voglio pensare che sia necessario uno tsunami al mese o un attentato in stile 11 settembre l'anno per farci sentire cittadini dello stesso paese e, tra l'altro, fratelli.

Voi che ne pensate? Potete commentare anche dalla spiaggia, non mi offendo.

Linguine ai calamari


Dato che in questo periodo non posso mangiare nulla per motivi di salute mi sfogo con le ricette.


Ricetta per 4 persone:

20 asparagi

250 gr. di calamari

350 gr. di linguine

2 spicchi d'aglio

1 ciuffo di prezzemolo

5 rametti di timo limone

1 ciuffo di basilico

olio extra vergine di oliva

sale fino e pepe q.b.


Stacco le teste dei calamari e pulisco le interiora. Sciacquo e sgocciolo le sacche, sfilo la penna trasparente e li taglio a rondelle. Cuocio la pasta al dente. Trito le aromatiche con l'aglio e le faccio dorare in padella con un cucchiaio d'olio aggiungo gli asparagi e il battuto di aromi. Cuocio il tutto sino a che gli asparagi non siano diventati teneri (a cui ho prima tolto la parte più dura del gambo), aggiungo i calamari e innaffio con un po' di vino bianco. Lascio evaporare il vino, aggiungo la pasta e salto per qualche secondo. Servire subito.

Idee in cucina


Oggi vi propongo una ricettina interessante, che a me è piaciuta molto. Tranquilli, questo non sta diventando un blog di ricette, ma la cucina rientra nei miei interessi (cosa che condivido con Maurice) e oggi che è domenica mi rilasso così.


Gnocchetti alla menta, pinoli e pecorino.

Per 4 persone

400 gr. ricotta di pecora

150 gr. parmigiano grattugiato

120 gr. pecorino sardo mediamente stagionato

2 uova

40 gr pinoli

180 gr. farina

30 gr. di burro

1 rametto di menta

olio extravergine di oliva

sale q.b.


Innazitutto bisogna preparare gli gnocchetti. Schiaccio la ricotta con una forchetta e la mischio al parmigiano, 50 gr di pecorino grattato, le uova, la farina e una presa di sale. Impasto il tutto e formo dei bastoncini dello spessore di un dito. Li taglio a tocchetti. Vanno cotti in acqua bollente salata e li tiro su appena salgono a galleggiare. Nel frattempo riduco in scaglie il pecorino e rosolo i pinoli per un paio di minuti in un padellino con un cucchiaio d'olio. Condisco gli gnocchetti con burro fuso, li mescolo a pecorino, menta e pinoli. Va servito subito, caldo.

La ricetta è stata scopiazzata dal settimanale Grazia.

sabato 21 luglio 2007

BAMBLINARE....


Voce del verbo...

Il termine è dialettale piemontese e significa...perdere tempo....

Ecco, oggi voglio bamblinare e ci riesco in maniera eccelsa, passo dal divano dove sfoglio e strappo riviste e articoli utili per le nuove puntate al pc dove commento e bloggo. Non so se andrò all'outlet oppure in piscina qualche oretta. Non lo so e non mi interessa deciderlo.

Ora trasmigrerò allegramente verso la cucina dove mangerò yogurt e cereali, perchè fa troppo caldo per cucinare e perchè non digerisco null'altro. Stasera al Villa Celimontana Jazz c'è Sarah Jane Morris, ma forse avere un si impegnativo programma sconvolgerebbe il mio proposito di bamblinare e anche questo va fatto in maniera seria...mica così per fare.

Dona il tuo vecchio cellulare, partecipa ad iun progetto di cooperazione

Vi segnalo questa iniziativa che mi piace. Personalmente ho intenzione di raccogliere i cellulari vecchi dagli amici e fare una piccola campagna nella scuola di mia figlia. Se volete partecipare contattatemi.

''Abbiamo tanti progetti appesi a un filo''. Campagna nazionale del Magis per la raccolta di cellulari usati
Servirà a finanziare progetti di cooperazione e sviluppo nel Sud del mondo. In particolare due importanti iniziative in Africa: la realizzazione di cucine solari in Ciad ed il sostegno ad un ospedale per bambini malati di Aids in Kenya
PALERMO - “Abbiamo tanti progetti appesi ad un filo”. Parte la campagna di raccolta di cellulari usati del Magis, che servirà a finanziare progetti di cooperazione e sviluppo nel Sud del mondo. Gli introiti ricavati da questa raccolta verranno utilizzati per finanziare alcuni progetti, a partire da due importanti iniziative in favore dell’Africa: la realizzazione di cucine solari in Ciad ed il sostegno ad un ospedale per bambini malati di Aids in Kenya.
Si tratta un’iniziativa che verrà accompagnata da un adeguato sostegno informativo basato su poster e altro materiale di comunicazione, mirante a sottolineare come a volte la solidarietà sia appesa ad un filo. Un filo che può essere sostenuto anche con un piccolo gesto, come donare il proprio telefonino che non si usa più.

I telefoni cellulari sono oggetti che diventano rapidamente obsoleti (la vita media di un telefono mobile non supera i due anni), e quindi inutili, spesso dimenticati in un cassetto, anche perché non si sa mai bene dove buttarli.
Attraverso la campagna di raccolta promossa dal Magis, i vecchi telefoni cellulari possono acquisire molto valore perché collegati a progetti sociali molto importanti.
La macchina della raccolta si è appena messa in moto: in questa prima fase, è in corso l’allestimento di alcuni punti per il recupero dei vecchi cellulari presso le case dei Gesuiti sparse sul territorio italiano (per ora Padova, Torino, l’Aquila, Napoli, Messina e Palermo, oltre ai due centri logistici della Ong a Roma e a Gallarate) e si sta mettendo a punto la rete dei responsabili di zona, che a loro volta si avvalgono di alcuni collaboratori territoriali.
Nei prossimi giorni verranno attivati anche altri centri di raccolta grazie anche ai movimenti aderenti al Magis – in particolare la Lega Missionaria Studenti e le CVX Comunità di Vita Cristiana - : l’obiettivo è quello di avviarne almeno 15 entro l’estate lungo tutta la penisola.
Per ulteriori informazioni sulla campagna raccolta cellulari ci si può rivolgere a: Mario Greselin – tel. 06/69700280 – e-mail campagna.cellulari@magisitalia.org. (set)

"Nero è bello", no ai saponi al mercurio


Un interessante articolo sulla campagna lanciata in Africa dalla missionaria Chiara Castellani.


''No ai saponi al mercurio per schiarire la pelle''. Campagna ''Nero è bello''

La campagna parte dal Congo ed è appoggiata dall'associazione PeaceLink e diffusa sul sito www.kimbau.org. La denuncia del medico Chiara Castellani, missionaria laica nel Congo
I saponi al mercurio TARANTO - ''Nero è bello'' è il nome della campagna contro i saponi al mercurio lanciata dalla dottoressa Chiara Castellani, medico chirurgo che opera come missionaria laica nel Congo. Infatti i congolesi stanno utilizzando un sapone al mercurio per schiarire la propria pelle. La dottoressa Castellani ha quindi denunciato quanto sta accadendo: “Il primo aspetto criminale è la tossicita neurologica del mercurio e di conseguenza del prodotto a base di mercurio, che proprio per questo è stato proibito in Europa”, spiega Chiara Castellani. “Nel mio piccolo - continua - la campagna l'ho iniziata da almeno dieci anni, lanciando nelle latrine il micidiale sapone, insistendo con i giovani che il mercurio paralizza gli spermatozoidi, dicendo alle studentesse della scuola infermieri che Rita Levi Montalcini aiuta le donne nere e che - se vogliono divenire bianche - perderanno il diritto alla borsa di studio".I saponi al mercurio di cui la dottoressa è riuscita a inviare delle foto provengono l'uno dalla Svizzera e l'altro dagli Emirati Arabi. Ufficialmente il sapone viene esaltato per suoi poteri germicidi: “Qui - sostiene la dottoressa – tutti lo chiamano "sapone antisettico" senza contare che la flora batterica normalmente presente sulla nostra pelle non va eliminata perché ha un ruolo protettivo contro i funghi e contro la flora patogena”. “Ma il secondo aspetto veramente criminale – chiarisce la Castellani – è il razzismo insito nella pubblicità del prodotto, in modo più o meno palese. Il sapone infatti distrugge anche i melanociti, che divengono incapaci di produrre la melanina, il pigmento che scurisce la pelle e che rende la pelle nera. Sottovoce, nel nome commerciale ("extra-clair"), si sottolinea che schiarisce la pelle. Ancora più sottovoce si sottolinea che la pelle bianca sarebbe molto più bella della pelle nera”. La campagna “nero è bello” è appoggiata dall'associazione PeaceLink ed è diffusa sul sito http://www.kimbau.org/ sul quale la dottoressa Chiara Castellani mantiene una canale di comunicazione con i sostenitori dei suoi progetti. (Daniele Marescotti per Redattore Sociale)
Nella foto: il cantante americano Jay Z

Gelo di anguria


Tra il sorbetto e il semifreddo la ricetta viene dalla rivista A, ma mi è sembrata così appetibile, specialmente in questo momento di caldo torrido che attanaglia le nostre città che mi pare irrinunciabile.


Ingredienti per 6 persone:


40 gr. amido di mais


1 litro di succo d'anguria


100 gr. di zucchero


15 gr. di gelatina (colla di pesce)


50 gr. di zuccata (zucca candita)


50 gr. di gocce di cioccolato




In una casseruola stemperate l'amido con un quarto di litro di succo d'anguria, versate lentamente il resto del succo con nlo zucchero e portate ad ebollizione mescolando. Intanto fate ammorbidire la gelatina in acqua fredda, strizzatela, mettetela in una ciotola e fatela sciogliere con un mestolo nel liquido caldo.


Aggiungete questo composto al resto del succo e mescolate con cura. Distribuite la zuccata tagliata a tocchetti piccolissimi in 6 stampini, versatevi lentamente il composto di anguria, lasciate intiepidire e poi passate in frigo per almeno tre ore. Sformate, guarnite con gocce di cioccolato e un fiore di gelsomino fresco e servite.




Commento: Si presenta davvero bene anche se ho qualche dubbio sull'abbinamento anguria/cioccolato. Provatela e fatemi sapere, ok?

Opere d'arte


Essere vegetariani fa bene alla natura



La produzione di ogni chilo di carne causa grandi quantità di inquinamento: lo stesso di un'auto in marcia per 250 chilometri o di una lampadina accesa per quasi 20 giorni

Avreste mai immaginato che un chilo di carne di manzo che compriamo al supermercato è responsabile dell'emissione di gas responsabili per l'effetto serra e in generale di un livello di inquinamento maggiore che se ci mettessimo a guidare la nostra auto per tre ore, dimenticandoci le luci di casa accese?
Si tratta di uno dei dati emersi da uno studio eseguito da Akifumi Ogino, del National Institute of Livestock and Grassland Science a Tsukuba, in Giappone. Il ricercatore, insieme ai suoi colleghi, ha cercato di valutare gli effetti della produzione di carne di manzo sul riscaldamento globale, sull'aumento dell'acità e dell'eutrofizzazione (ovvero l'eccessivo accrescimento delle piante acquatiche) nell'acqua, e sul consumo di energia.
I ricercatori hanno analizzato la produzione dei vitelli, concentrandosi sulla gestione degli animali, sugli effetti della produzione e sui mezzi di trasporto utilizzati per la ditribuzione.
Combinando i dati emersi da queste osservazioni con quelli emersi da studi precendenti sull'impatto dei sistemi di alimentazione degli animali, i ricercatori sono stati in grado di calcolare il "peso" che l'ambiente è costretto a sopportare per la produzione di ciascuna porzione di manzo.
La loro analisi ha dimostrato che la produzione di ciascun chilo di carne porta all'emissione di gas che causano l'effetto serra, che hanno un potenzionale di riscaldamento globale equivalente a 36,4 chilogrammi di anidride carbonica. La produzione di carne causa anche l'emissione di fertilizzanti pari a 340 grammi di diossido di zolfo e 59 grammi di fosfati, e consuma 169 megajoule di energia.
In altre parole, un chilogrammo di manzo è responsabile dell'equivalente della quantità di anidride carbonica emessa da una tipica auto europea che viaggia per 250 chilometri, e causa un consumo di energia pari a quello necessario per mantenere accesa una lampadina da 100 watt per quasi 20 giorni.
I calcoli, basati sui metodi industriali standard di produzione di carne in Giappone, non hanno incluso l'impatto ecologico dell'intera infrastruttura delle fattorie, ne i costi del trasporto: questo significa che il "costo ambientale" potrebbe essere ancora peggiore di quanto emerso.
La maggior parte delle emissioni dei gas-serra vengono prodotte sotto forma di metano rilasciato dagli apparati digestivi degli animali, mentre le sostanze acide e fertilizzanti vengono principalmente dai loro escrementi. Più di due terzi dell'energia viene invece utilizzata nella produzione e trasporto del cibo per gli animali.
Per migliorare la situazione, i ricercatori suggeriscono di migliorare la gestione dei rifiuti che emrgono durante il ciclo di produzione, e ridurre di un mese gli intervalli di accoppiamento degli animali.
Una migliore gestione potrebbe portare a una diminuzione di quasi il 6 per cento del costo ambientale. Uno studio svedese svolto nel 2003 aveva suggerito che la carne organica, allevata in libertà invece che rinchiusa in catene di produzione, causava il 40 per cento in meno di emissione di gas-serra e consumava l'85 per cento in meno di energia.
"Le emissioni di metano prodotte dall'allevamento di bestiame bovino stanno diminuendo, grazie alle più recenti innovazioni nei processi di alimentazione", afferma Karen Batra del National Cattlemen's Beef Association in Centennial (in Colorado, negli Stati Uniti).
"Tutti stanno cercando di trovare soluzioni per ridurre le cause di inquinamento", conclude Su Taylor della Vegetarian Society, in Inghilterra, "ma l'unica soluzione davvero efficace sarebbe quella di smettere di mangiare carne".
(Fonte: Scienza 7)

venerdì 20 luglio 2007

Per la mia amicuccia Laugar...


...giustizia e' fatta.

E grazie per la scatolina che e' un amore, meravigliosa.


Il mio 5 per mille


Il gatto non e' niente contento....


Blog la vera frontiera del giornalismo

Un interessante articolo del Corriere.it

A tutto «blog», il trionfo dei diari in Rete
Nati dieci anni fa, ora sono almeno 70 milioni. E le aziende se li contendono. «Ma qui in Italia sono ancora poco valorizzati»

L'home page del blog di Beppe Grillo, il più famoso tra quelli delle «celebrità italiane» MILANO — E fu così che i «diaristi anonimi dalla sessualità incerta» (definizione coniata a Napoli nel «lontano» 2004, a margine di una tavola rotonda su weblog e scrittura) si trasformarono negli interlocutori più ambiti dal mondo del business. I blog, altrimenti detti «diari online», compiono 10 anni e si prendono la rivincita: più dinamici dei siti, conquistano i vertici dei motori di ricerca, diventando la nuova frontiera del marketing globale.

Il blog, per i suoi sostenitori, è un’onda d’urto democratica. In occasione dell’11 settembre o dello tsunami, i media si fecero bagnare il naso dai blogger, veri campioni del citizen journalism, il «giornalismo dal basso». Bloggano i politici (il più tecnologico, con tanto di sbarco su Second Life, è Antonio Di Pietro), i manager (si chiamano corporate blog), gli scrittori. Qualche blogger ha compiuto il percorso inverso ed è diventato una celebrità, dall’inglese Belle de Jour all’italiana Pulsatilla. Gli italiani, ecco. «Siamo ancora una comunità ristretta — spiega Granieri — per problemi di lingua e cultura: qui si è iniziato a sdoganare il blog solo nel 2005». «I media ci valorizzano poco —aggiunge Luca Conti, re dei blogger con il suo Pandemia — mentre all’estero siamo spesso considerati come fonti».

No comment


Dona...il cellulare usato

Un progetto che mi piace....

Da Redattore Sociale

SOLIDARIETA'
12.0316/07/2007
''Abbiamo tanti progetti appesi a un filo''. Campagna nazionale del Magis per la raccolta di cellulari usati
Servirà a finanziare progetti di cooperazione e sviluppo nel Sud del mondo. In particolare due importanti iniziative in Africa: la realizzazione di cucine solari in Ciad ed il sostegno ad un ospedale per bambini malati di Aids in Kenya
PALERMO - “Abbiamo tanti progetti appesi ad un filo”. Parte la campagna di raccolta di cellulari usati del Magis, che servirà a finanziare progetti di cooperazione e sviluppo nel Sud del mondo. Gli introiti ricavati da questa raccolta verranno utilizzati per finanziare alcuni progetti, a partire da due importanti iniziative in favore dell’Africa: la realizzazione di cucine solari in Ciad ed il sostegno ad un ospedale per bambini malati di Aids in Kenya.
Si tratta un’iniziativa che verrà accompagnata da un adeguato sostegno informativo basato su poster e altro materiale di comunicazione, mirante a sottolineare come a volte la solidarietà sia appesa ad un filo. Un filo che può essere sostenuto anche con un piccolo gesto, come donare il proprio telefonino che non si usa più.

I telefoni cellulari sono oggetti che diventano rapidamente obsoleti (la vita media di un telefono mobile non supera i due anni), e quindi inutili, spesso dimenticati in un cassetto, anche perché non si sa mai bene dove buttarli.
Attraverso la campagna di raccolta promossa dal Magis, i vecchi telefoni cellulari possono acquisire molto valore perché collegati a progetti sociali molto importanti.
La macchina della raccolta si è appena messa in moto: in questa prima fase, è in corso l’allestimento di alcuni punti per il recupero dei vecchi cellulari presso le case dei Gesuiti sparse sul territorio italiano (per ora Padova, Torino, l’Aquila, Napoli, Messina e Palermo, oltre ai due centri logistici della Ong a Roma e a Gallarate) e si sta mettendo a punto la rete dei responsabili di zona, che a loro volta si avvalgono di alcuni collaboratori territoriali.
Nei prossimi giorni verranno attivati anche altri centri di raccolta grazie anche ai movimenti aderenti al Magis – in particolare la Lega Missionaria Studenti e le CVX Comunità di Vita Cristiana - : l’obiettivo è quello di avviarne almeno 15 entro l’estate lungo tutta la penisola.

“L’iniziativa oltre che essere importante dal punto di vista ecologico, viene valorizzata ancora di più perché diventa un’occasione di solidarietà per cooperare con realtà difficili. Entreremo molto presto anche nelle scuole e nelle università per sensibilizzare tutti verso la cultura della cooperazione e della solidarietà”, ha detto padre Gianni Di Gennaro, responsabile del Magis (Centro-sud).
Nei prossimi mesi la campagna si allargherà ulteriormente, coinvolgendo istituzioni ed aziende a livello nazionale e locale ed aumentando il numero dei luoghi in cui sarà possibile depositare i propri apparecchi non più in uso, certi che dei proventi derivanti da questa operazione beneficerà chi ne ha davvero bisogno.
La Casa per bambini Nyumbani (termine swahili che significa “casa accogliente”) è stata fondata nel 1992 dal gesuita americano P. D’agostino ed ospita un numero crescente di bambini infettati da Aids. In molti casi si tratta di neonati abbandonati perché sieropositivi, anche se nel 75% dei casi diventano sieronegativi entro il primo anno di vita e non sviluppano mai la malattia. A Nyumbani, che ospita un centinaio di bambini e giovani, ci si prende cura dei piccoli fino ad una chiarificazione della loro sierologia. I bimbi che risultano negativi, sono adottati o trovano altre case. I bimbi positivi sono seguiti con assistenza nutrizionale, medica, in particolare antiretrovirale, psicologica, di istruzione, spirituale, e vivono a Nyumbani fino ad essere autosufficienti. La struttura è organizzata sul modello della casa-famiglia, con piccole unità abitative ed una madre di riferimento che si occupa dei piccoli a tempo pieno con l’aiuto di personale volontario.

In Ciad, invece, uno dei paesi più poveri del continente africano, il Magis punta a realizzare 100 cucine solari per migliorare le condizioni socio-familiari delle donne e delle loro comunità. L’intervento - già avviato da qualche anno nella Diocesi di Sahr e Mongo ove opera Fr. Rusconi sj - punta a coinvolgere oltre 300 gruppi di famiglie, che useranno collettivamente le cucine solari, riducendo l’estirpazione di cespugli e arbusti finora utilizzati per alimentare il fuoco e frenando così la desertificazione incombente. Una decina di giovani apprendisti saranno addestrati come fabbri per assicurare, tra l’altro, la manutenzione delle cucine solari. Si tratta di un’esperienza pilota che, sulla base dei risultati che verranno ottenuti e dei vantaggi conseguiti, punta a porsi nei confronti delle comunità circostanti come un modello da imitare, allargando progressivamente i benefici dell’iniziativa

Ad occuparsi del recupero e smaltimento dei telefonini è Cmr Corporate Mobile Recycling Ltd, azienda del Regno Unito specializzata nel riciclo dei telefoni cellulari usati, realizzato nel pieno rispetto del quadro legislativo europeo in materia ambientale. Nel corso del 2006, centinaia di società europee hanno affidato a Cmr il riciclo di centinaia di migliaia di cellulari: tra queste, la spagnola Entreculturas, ong “sorella” del Magis nell’ambito della rete Xavier, ed Oxfam, storica Ong inglese. In entrambi i casi, la raccolta ed il riciclo dei telefoni ha consentito di sviluppare una nuova fonte di reperimento finanziario per i progetti relativi alla cooperazione e allo sviluppo. La raccolta dei cellulari in Italia verrà spedita dal Magis a Londra: è nella capitale inglese che il Cmr si occuperà di separare i dispositivi ormai inutilizzabili da quelli ancora funzionanti. I primi vengono smaltiti in maniera adeguata, garantendo la corretta gestione di tutte quelle sostanze pericolose per l’ambiente. I secondi vengono riparati, se necessario, e immessi nel mercato dell’usato. In entrambi i casi, Cmr assicura al Magis un corrispettivo per ogni cellulare ricevuto dall’Italia.
Una volta prelevata dal telefono la scheda SIM, il donatore consegnerà esclusivamente il proprio telefono cellulare usato, di qualsiasi marca e modello, provvisto della sola batteria. La raccolta esclude qualsiasi altro accessorio (carica batterie, auricolari, fili elettrici, contenitori di cartone, ecc.).
Per ulteriori informazioni sulla campagna raccolta cellulari ci si può rivolgere a: Mario Greselin – tel. 06/69700280 – e-mail campagna.cellulari@magisitalia.org.

mercoledì 18 luglio 2007

Dating meme


Lancio nella Rete un nuovo meme, piuttosto estivo e disimpegnato. Cosa vi piace di lui/lei? Un test con voi stessi. Avete ben chiare le caratteristiche preferite e quelle che proprio non poteve sopportare? Io l'ho testato su di me ed ecco il risultato. Siete pregati di postare i vostri risultati tra i commenti, anche come anonimi, va bene lo stesso, ma e' un periodo che siete un po' stitici...

I 5 attributi fisici inaccettabili:

1 - capelli lunghi o look spettinato (con Pablita non ci ruberemo mai il fidanzato..)

2 - Sovrappeso o peggio

3 - Brutti denti

4 - Aspetto trascurato

5 - Troppo bello (mai piaciuti i troppo belli)


I 5 attributi preferiti:

1 - Gli occhi che 'ridono'

2 - Le caviglie sottili vestite da calzini rigorosamente grigi o blu

3 - Le mani affusolate e curate

4 - L'aspetto ordinato e profumato

5 - Il gusto nel vestire


I 5 attributi psico-caratteriali inaccettabili:

1 - Tirchio

2 - Volgare

3 - Pieno di se', egocentrico

4 - Indolente

5 - lamentoso


I 5 attributi psico preferiti:

1 - Ironico

2 - Entusiasta

3 - Equilibrato

4 - Ottimista

5 - Empatico


Astenersi perditempo.

martedì 17 luglio 2007

Se ne e' accorto anche Padoa Schioppa


Finalmente una buona notizia.....


PADOA-SCHIOPPA: CHI PAGA TASSE E' PENALIZZATO
ROMA - In Italia "chi paga le tasse è fortemente penalizzato": lo ha detto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa intervenendo ad una tavola dell'Udeur sul Dpef. Il ministro dell'Economia ha ricordato che "si stima che l'evasione fiscale sottragga dalle casse dello stato 100 miliardi l'anno. Se scomparisse l'evasione - ha ribadito - dovremmo rapidamente abbassare le aliquote. I frutti dell'evasione vanno restituiti all'economia, alle famiglie e alle imprese. Questo vuol dire ridistribuire il carico tra chi non evade e chi si prende parte dei 100 miliardi che sono sottratti". Insomma, secondo Padoa-Shioppa bisogna eliminare questa gravissima ingiustizia sociale, ma nessuno può pensare che l'evasione possa essere debellata di colpo. Sarebbe come smaltire venti chili di peso in una settimana e questo sarebbe dannoso. Ma il peso della pressione fiscale va comunque abbassato perché "chi paga le tasse è fortemente penalizzato". E non è un problema legato ad alcune categorie: "Alcuni non possono evadere - spiega Padoa-Schioppa - anche se vogliono. Ma le persone più oneste sono quelle che appartengono alle categorie dove è possibile evadere ma non lo fanno, e in queste categorie metà dei contribuenti fa il suo dovere. Capisco quindi il senso di offesa di chi fa il suo dovere" e comunque viene additato come evasore.

Meme, profumo di meme


Sono stata chiamata in causa sul vacanza-meme, che ho provveduto a compilare al piu' presto. Eccolo qui e un abbraccio a Maurice che mi ha 'chiamata alle armi'.


1 - Vacanze al mare, in montagna o altro?
Mare cristallino e tiepido, sabbia calda, sdraio comode magari all’ombra di una palma, sonnellini pomeridiani, ma soprattutto ozio, che per me significa una pila di libri da leggere in santa pace, qualche immersione e mojito al tramonto, candele sul tavolo e la compagnia di un uomo divertente, che sappia farmi ridere. Liberta’ dagli abiti, costumi colorati, pelle dal sapore di stella marina e dal colore dell’ambra.
2 - Cosa apprezzate di più delle vacanze?
La possibilita’ di staccare mentalmente, di lasciar vagare i pensieri in liberta’, il che per me e’ una cosa molto creativa.
3 - Se ci andate, dove andate quest’anno e in che periodo?
Se ci andro’ – il se e’ d’obbligo, staro’ nella mia casa di campagna, a curare le mie rose e ricamare. Non e’ molto riposante perche’ devo cucinare, sparecchiare ecc. ma posso fare milioni di riposini e giocare con la Gommosa alla ‘pioggia’, ossia io che la spruzzo con la pompa e lei che distrugge tutti gli ombrelli di casa, gia’ sgarrupati.
4 - Quale vacanza sognate?
Un viaggio in Cina e Giappone, completamente immersa in culture antichissime, dove dormire in alberghi tradizionali e scattare milioni di foto. Per il relax e il riposo Maldive, a rischio di annoiarsi, per un mese sabbatico, costa est dell’Australia sino a Cairns dove ammirare una delle piu’ straordinarie barriere coralline del mondo.

lunedì 16 luglio 2007

Pomodoro transgenico? Ho i miei dubbi


Sarebbe troppo chiedere di lasciare le cose come stanno? I pomodotri che sanno di pomodori, le fragole di fragole, i limoni dilimoni. Capisco che può essere divertente, così come la storia delle angurie a forma di cubo che permettevano un migliore uso dello spazio nel trasporto, ma la natura a mio parere è già perfette e sono sicura che molti la penseranno come me, Maurice in primis.


Pomodoro transgenico

Ricercatori israeliani ne modificano l'aroma ed il gusto di Nicoletta De Cillis

[ 27 giugno 2007 ]Una equipe di ricercatori israeliani ha sviluppato un nuovo pomodoro che esprime un profumo intermedio tra la rosa e il limone. Il gusto e l'aroma del pomodoro sono stati modificati inserendo nel genoma della pianta il gene per la sintesi del geraniolo proveniente dal basilico (Ocimum basilicum). Il pomodoro transgenico, a detta degli assaggiatori, è più gradevole di quello naturale, tuttavia si presenta alquanto sbiadito in quanto contiene due volte meno licopeni, un antiossidante noto per le sue proprietà anticancro. La modificazione della via metabolica conduce infatti ad una riduzione dei licopeni e all'accumulo dei terpenoidi, composti organici che ne allungano la conservazione. Nel presentare la ricerca su Nature Biotechnology, gli esperti dichiarano che un approccio simile può anche essere applicato per favorire l'accumulo di carotenoidi nei frutti e nei fiori di altre specie. I primi tentativi di diffondere il pomodoro transgenico risalgono al 1994, con il cosiddetto Flavr Savr sviluppato dalla Calgene negli USA, e ritirato dal mercato sebbene fosse stato autorizzato alla vendita. Israele è un importante produttore di pomodoro e gli istituti di ricerca stanno orientando i loro studi sulle biotecnologie di seconda generazione, in particolare sulle sostanze che rivestono un ruolo fondamentale nel metabolismo della pianta per ottimizzarne le proprietà qualitative, la capacità di resistere agli stress termici e allungarne la conservazione. Per saperne di più:Nature Biotechnology, "Enrichment of tomato flavor by diversion of the early plastidial terpenoid pathway"

sabato 14 luglio 2007

Definizioni

La morale può essere considerata come un insieme di comportamenti ispirati dall'idea di compiere il bene ed evitare il male.

venerdì 13 luglio 2007

Colpo di fulmine


Non trovavo qualcosa che mi piacesse davvero, ma poi sono stata folgorata da un paginone. Eccola, bella, aggressiva, cattiva, sportiva. Potrebbe essere lei la 'macchina VERA' che mi chiede sempre la Gommosa (non so perche' ma mette Carolina nell'elenco delle auto non vere)....

Vi piace? Datemi un consiglio anche se aspettero' a decidere...magari poi non se ne fa nulla, ma intanto....

mercoledì 11 luglio 2007

Superata la quota 10mila

10.000

Un bel traguardo, non c'è che dire. Qualche giorno fa è arrivata la statistica settimanale di ShiniStat che mi ha informata: ho superato le 10mila pagine viste del blog. Considerato che il contatore è stato inserito più tardi rispetto all'inizio del blog dovrebbero essere anche di più. E sono molte perchè vuol dire che ogni lettore (circa 4mila visite) legge più di un post. Considerato che è un blog molto riservato e poco pubblicizzato, beh, sono molto orgogliosa e vorrei ringraziarvi. So che molti leggono ma che non molti commentano, perchè non sono abili, perchè vorrebbero ma non ne hanno voglia, perchè preferiscono leggermi e basta. Va bene lo stesso e voglio ringraziare quelli che hanno seguito questa strana ma interessante e magnifica esperienza. Per me è un vero e proprio viaggio nella blogosfera durante il quale ho avuto modo di fare nuove conoscenze ma anche un modo per farmi conoscere davvero.
Talvolta quelli che mi incontrano per la prima volta si fanno un'idea superficiale e sbagliata di me. Guardano come mi vesto, guardano borsa, scarpe, capelli e si fermano lì. Il giudizio - sbagliato - è emesso, qualcuno mi ha dato della piccolo borghese. Credo di aver lasciato molte tracce di quello che sono in queste pagine, sia con quello che ho scritto, sia con quello che ho postato tra notizie e curiosità. Qui avete conosciuto i miei interessi e saputo cosa mi sta a cuore. Qui mi esprimo liberamente.
Approfitto delle diecimila pagine viste per ringraziarvi tutti di cuore.
Jo

Non mi posso lamentare


Commenti aziendali sulla sottoscritta, che ovviamente non potevano che farmi piacere.

Uno all'altro....

"Ma non ti sembra appena uscita da una soap opera anni '80. Bada bene, non anni '70 e nemmeno '90, ma proprio anni '80 (Linda Evans e Heater Lockear in Dynasty piuttosto che Brooke e Caroline del primo Beautiful)?"

Ci posso anche stare comoda, no? In quelle serie c'era il tutto glamour di un'america sostenuta da un dollaro fortissimo, immense praterie che anche se scavavi per mettere un geranio ti veniva su il petrolio e il mai troppo compianto 'edonismo reaganiano'.

Grazie ragazzi, questi si che sono complimenti veri.

Non si finisce mai di imparare


Giuro che non lo sapevo e il quesito è nato da uno scambio con la mia arguta bambina che mi ha chiesto: 'Mamma, ma perchè il pollice si chiama così e l'alluce colà? e quindi ho pensato bene di non fare troppa fatica e girare il quesito alla comunità di Answer che frequento ogni tanto. Mi viene in mente un 'perchè qualchecosa?' e lo giro al sito che provvede a fare il lavoro.

Oggi la sorpresa...

Le dita delle mani e dei piedi non si differenziano solo per il pollice/alluce ma quelle dei piedi hanno nomi del tutto diversi, eccoli:

i nomi delle dita dei piedi hanno un nome differente dalle dita delle mani e si chiamano:

alluce

illice

trillice

pondolo

minolo o mellino

E adesso rispondete siceramente.... non lo sapevate nemmeno noi......

Trasgressioni?


Oggi vorrei proporvi un piccolo sondaggio, o una minuscola indagine sociologica.

La domanda e':

In che cosa trasgredite? Perche'? E cosa intendete per trasgressione?

Spero in numerose risposte.

Buona giornata

Il secondo 'primo giorno'


Ho ricevuto congratulazioni, auguri, in bocca al lupo. Quelli a cui l'ho detto hanno partecipato affettuosamente.

Ieri il secondo 'primo giorno', una cosa un po' difficile da spiegare, diciamo che ho raggiunto la mia destinazione lavorativa quasi-definitiva (giacche' di definitivo vi e' solo la morte).

Sono contenta e piena di voglia di fare. Ho ritrovato persone che mi piaccionoe con cui sto bene, un bel team in cui so che mi trovero' bene, questo e' molto importante. Le ragazze sono brillanti come sempre, Saba il solito, di nuovo solo il capo area che pero' mi ha accolta con grande disponibilita' e per festeggiare il mio arrivo mi ha affidato una rogna un po' noiosa, ma va bene lo stesso. Nel frattempo penso anche alle mie proposte, una delle nuove sara'... ca va sans dire....i diamanti (bisogna pur fare cio' che piace nella vita).

Postero' di meno, avro' meno tempo per tutti, gli amici capiranno, gli altri sopporteranno la mia latitanza ( a patto che manchia qualcuno).

Il tempo libero lo dedichero' al Carolina Team e a qualche raduno, un po' di piscina e un pizzico di mare, anche per ammortizzare la spesa di due costumi moooolto carini.

Beh, e' l'ora, vado a lavura'.

lunedì 9 luglio 2007







Le donne si dividono in due categorie: quelle che vanno pazze per le scarpe e quelle per le borse. Io faccio parte della seconda categoria ma ho gli occhi per guardare e quando vedo qualcosa di straordinario lo riconosco. Ecco perche' vi posto le immagini di queste scarpe realizzate con i fiori. Fantastiche, anche se non ho capito... ma si possono indossare???

La Repubblica pubblica un ampio articolo sui cani avvelenati nella Cronaca di Roma. Visto che abbiamo vissuto questa cosa da vicino mi corre l'obbligo di proporvi questo articolo.

Bocconi avvelenati e minacce, Monte Mario "vietato" ai cani

Nella riserva non ci sono voci di bambini e neanche di adulti. Da mesi ormai parlano solo gli avvisi della polizia municipale, i cartelli che avvisano del pericolo di avvelenamento, i bigliettini di insulti e minacce ai padroni
di Stefania Parmeggiani

E´ diventato un parco fantasma: nella riserva di Monte Mario non ci sono voci di bambini e neanche di adulti. A parlare sono gli avvisi della polizia municipale, i cartelli dei padroni dei cani e anche quelli di chi considera gli animali solo un fastidio. Una guerra di parole, denunce e avvertimenti, che racconta cosa è accaduto domenica 17 giugno alle spalle del centro Don Orione. Una guerra che si ripete anche nel parco di Tor di Quinto e nell´area di Saxa Rubra.Le prime scritte non sono una novità. Da mesi, con un´assiduità che sfiora l´ossessione, qualcuno batte al computer poche parole: «Questo è il padrone del cane». Bigliettini tutti uguali, fatti in serie, anonimi, lasciati lungo la strada, ovunque un cane abbia fatto i suoi bisogni e il padrone non li abbia ripuliti. Un messaggio che fino a domenica 17 giugno non aveva preoccupato nessuno, anzi aveva raccolto consensi tra coloro che al parco ci vanno portando, insieme al guinzaglio, anche educazione e senso civico. Quegli stessi bigliettini oggi hanno un altro significato. Impossibile non metterli in collegamento con i bocconi avvelenati che venti giorni fa hanno ridotto in fin di vita due cuccioli e ucciso «tra convulsioni, vomito, irrigidimento ed emorragia dalla bocca» Birillo, Nanà e Amar, un pastore tedesco, una meticcia e un breton da caccia. «Stesso giorno, stesso luogo e stessa morte», come spiega un altro cartello, appeso ai cancelli e agli alberi del parco. I proprietari degli animali vogliono «dire basta al silenzio e ai gesti irresponsabili che mettono a repentaglio la nostra sicurezza, la nostra sfera affettiva, la nostra serenità». Sono stanchi anche perché «nel 2002 era accaduta la stessa cosa». E allora si era pensato al gesto isolato di un folle. Adesso, invece, ci sono quei bigliettini e anche minacce a viso aperto, come raccontano le denunce presentate dai proprietari dei cani. «Stiamo aspettando l´esito dell´esame tossicologico - spiega Monica Cirinnà, delegato del sindaco ai diritti degli animali - perché di certo il veleno utilizzato non era topicida». Il sospetto è che si tratti addirittura di stricnina.
Nell´attesa, sul parco di Monte Mario è calato il silenzio. Un anziano, con il suo meticcio, si tiene a distanza dal cancello, dietro il centro sportivo di Don Orione: «Li hanno ammazzati lungo quel sentiero, io non ci vado più». La stradina è deserta e a parlare, ancora una volta, sono i cartelli. Quello affisso dalla polizia municipale all´ingresso, «Pericolo avvelenamento», e quello scritto a mano dal proprietario di uno degli animali ammazzati, «esche avvelenate».In fondo al sentiero una signora guarda a vista tre cani di grossa taglia. «La proprietaria vuole che li porti al parco quattro volte al giorno - spiega -, ma vicino ai campi sportivi non vado più. Domenica mattina c´ero anche io, sono stata richiamata dalle urla di una signora. Adesso nessuno si avvicina più a quella zona». Lo stesso abbandono di Monte Mario si respira al parco di Tor Di Quinto. Ai cancelli d´ingresso e agli alberi c´è sempre lo stesso avviso: «Alcuni delinquenti hanno cosparso nel parco dei bocconi avvelenati. Segnalare le persone responsabili a qualunque questura di polizia o ai carabinieri». E´ caccia ai sospetti, ma per ora non ci sono segnalazioni, solo il vuoto di parchi improvvisamente vietati ai cani.
(28 giugno 2007)

Addio cravatte in ufficio si risparmia energia
Rivoluzione d'estate all'Eni: look informale e aria condizionata più bassadi CINZIA SASSO
Addio cravatte in ufficiosi risparmia energia" L'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni
MILANO - Alle cinque e mezzo del pomeriggio Pierluigi, impiegato di medio livello, esce dal quinto Palazzo Uffici di San Donato Milanese, sede dell'Eni. Spinge la porta girevole ed eccolo in strada, spaesato: fino a venerdì era il classico colletto bianco, camicia abbottonata, giacca di lino, cravatta a disegnini geometrici, uguale agli altri ventimila colleghi. Adesso invece indossa solo una polo e spesso si sente a disagio, perché la giacca è una divisa, certo, ma anche uno status symbol. È che i problemi globali, e il tentativo di trovare per questi una soluzione, sono arrivati fin qui, nella casa di una delle prime aziende italiane. Cari colleghi - ha fatto sapere la direzione - da ora in avanti siate più smart: lasciate a casa giacca e cravatta, sarà un vantaggio per tutti. Se vi vestite in modo meno formale, sarà possibile tenere l'aria condizionata più bassa e risparmiare energia. L'idea è venuta direttamente a Paolo Scaroni, l'amministratore delegato che nel primo giorno di entrata in vigore della direttiva è in viaggio verso il Kazakistan. La settimana scorsa ha proposto ai suoi più stretti collaboratori la rivoluzione ed ora eccola compiuta. Un referendum interno - "siete favorevoli all'adozione di uno stile di abbigliamento più informale durate l'estate?" - ha dato un esito bulgaro: il 90 per cento ha detto di sì. Complice la moda, che racconta come nell'anno che verrà il massimo dell'eleganza sarà indossare i bermuda; gli esempi che arrivano dall'estero, a cominciare da Spagna, Giappone e Cina; e la nuova, diffusa sensibilità ambientale, che porta un ex vice-presidente americano a farsi promotore di un concerto con palcoscenici in tutto il mondo per attirare l'attenzione sulla necessità di salvare la Terra dal drammatico problema del riscaldamento globale.
Per l'Eni, l'iniziativa è una delle tante sul fronte dell'impegno per l'efficienza energetica e la sostenibilità, e si basa su dati scientifici: un solo grado in più negli edifici consente di risparmiare circa il 9 per cento di energia elettrica e una proporzione equivalente di Co2.
(Foto: le belle cravatte di Marinella a Napoli)
Quando la realta' supera la fantasia... ecco una notizia davvero divertente. Piu' che smascherato e' stato 'defogliato'.

Usa, rapina una banca travestito da albero. Smascherato, viene arrestato

MANCHESTER (New Hampshire) - Gli olmi si sono fatti più poveri in Olm Street, a Manchester, nel New Hampshire. Sì, perché alcuni rami sono stati strappati e attaccati con un nastro adesivo al corpo di un uomo, James Coldwell. Il 49enne americano aveva pensato di travestirsi da albero per rapinare la locale Citizens Bank. Ma non gli è bastato: è stato arrestato, dopo una segnalazione anonima. Il piano di Coldwell è scattato sabato mattina, verso le 9, all'apertura della banca. L'uomo, di corporatura magra, capelli scuri, jeans, t-shirt bluastra e occhiali spessi, si è ricoperto di foglie, ha preso la sua macchina e ha percorso Elm Street fino a raggiungere la Citizens Bank. Poi, senza mostrare armi, si è avvicinato allo sportello e ha chiesto candidamente del denaro. Nessuno è intervenuto. Alla fine, Coldwell se n'è andato, con una somma imprecisata e con la maschera intatta, come ha dichiarato il capo della polizia locale, Ernie Goodno. L'uomo-albero ha ovviamente suscitato la curiosità dei passanti e dei clienti mattinieri della banca. Uno di questi l'ha smascherato. Più dei cani che hanno "sniffato" foglie d'albero per identificarlo, ha potuto infatti un anonimo personaggio che ha segnalato il suo nome alla polizia. E il rapinatore a mano disarmata, dorme ora in un carcere. (9 luglio 2007)
(Fonte: La Repubblica)

sabato 7 luglio 2007

Sbadiglio dunque sono...sveglio



Sbadigliare non denota l'approssimarsi del sonno, ma serve a corroborare il nostro cervello. Lo dicono due psicologici statunitensi.

Di solito lo sbadiglio non è quello che vogliamo provocare ai lettori con i nostri articoli, ma provate a sbadigliare adesso. Vi sentite più freschi? Vi sentite più concentrati? Secondo gli psicologi Andrew Gallup e Gordon Gallup della State University of New York, presso Albany, questo è il motivo per cui sbadigliamo: stimolare la circolazione del sangue e rinfrescare il cervello.
E non solo. “Il raffreddarsi del cervello – sostiene Gordon Gallup - spiega come mai sbadigliamo tutti contemporaneamente. Pensiamo che lo sbadiglio contagioso sia dovuto a meccanismi di empatia che servono a mantenere alta la soglia di vigilanza di un gruppo”. In altre parole, lo sbadiglio contagioso è frutto delle tecniche evolutive atte a mantenere alta l’attenzione di tutti i membri di un determinato gruppo.
I due scienziati hanno reclutato 44 studenti e hanno fatto loro vedere individualmente delle pellicole che raffiguravano persone nell’atto di sbadigliare. Durante la proiezione, poi, registravano il numero di sbadigli che ogni volontario emetteva. Agli studenti era stato detto di inspirare ed espirare in una sola di queste quattro modalità: solo via bocca, solo via naso, via bocca con un tappo al naso oppure respirando normalmente.
Il 50 per cento delle persone a cui era stato detto di respirare normalmente o via bocca, sbadigliava alla sola vista di individui che sbadigliavano, mentre nessuno tra coloro a cui era stato detto di respirare col naso ha sbadigliato. I ricercatori hanno anche scoperto che le persone che avevano un pacco di ghiaccio applicato sulla fronte non subivano il contagio dello sbadiglio dal video, mentre coloro che avevano pacchi caldi oppure a temperatura ambiente sbadigliavano con costanza.
“I vasi sanguigni nella cavità nasale – rivela Gordon Gallup – inviano sangue fresco al cervello. Respirare dal naso, quindi, oppure raffreddare la fronte, contribuisce a rinfrescare il cervello ed elimina il bisogno di sbadigliare. Egli sostiene che il nostro cervello è più efficiente quando è fresco e che sbadigliare aumenta le sue capacità. “La nostra ipotesi – conclude – è che sbadigliare non concilia il sonno, ma lo combatte”.
“I paracadutisti – commenta Robert Provine dell’Università el Maryland - dicono di sbadigliare spesso prima di lanciarsi nel vuoto. Lo sbadiglio è un segnale di transizione fra lo stato di veglia e quello di sonno, oppure fra lo stato di noia e quello di attivazione”.
(Fonte: Scienza 7)

Come far colpo sulla...passera.


Oggi mi sento spiritosa....


Per fare colpo sulle proprie compagne i passeri non solo devono essere intonati, ma devono anche saper cinguettare le ultime tendenze musicali del momento.

Così come lo stile di un album dei Bee Gees potrebbe suonarci un po' antiquato rispetto alle ultime uscite dei più recenti gruppi hip hop, sembra incredibile ma anche il cinguettio degli uccelli può andare fuori moda. Secondo alcuni ricercatori, questi periodici cambi stilistici nel canto degli uccelli potrebbero spiegare perché a partire da un certo momento sorgono delle barriere selettive nell'accoppiamento degli uccelli. Ad esempio, accoppiandosi solo con gli esemplari che hanno sviluppato le nuove capacità sonore, gli uccelli fanno sì che spontaneamente venga a crearsi una nuova specie.Gli ecologisti che studiano il comportamento degli animali sanno da tempo che alcuni uccelli sviluppano delle forme di "dialetti" locali nel loro modo di cantare, e che gli uccelli che vivono in una certa area geografica sono molto più sensibili a cinguettii che riconoscono appartenere al proprio dialetto, piuttosto che a "lingue", anzi, canti sconosciuti.Meno informazioni si hanno invece su come e quanto rapidamente queste differenze nel canto degli uccelli vadano formandosi.Per studiare come questi dialetti cambiano nel tempo, Elizabeth Derryberry, una ecologista del comportamento della Duke University di Durham, nel North Carolina (Stati Uniti), ha comparato le registrazioni dei cingettii di esemplari maschi di passeri dalla corona bianca raccolte a partire dal 1979 (ovvero quando i Bee Gees raggiunsero la cima delle classifiche), fino al 2003.Le "canzoni moderne", ovvero i nuovi cingeuttii che sono andati formandosi nel tempo, sono emersi essere più lenti e con tonalità più basse. Questa piccola differenza risulat essere però molto importante per gli uccelli. Riproducendo le registrazioni alla presenza di 10 esemplari femmina e 20 esemplari maschio di questo tipo di passero, Elizabeth Derryberry si è accorta che le femmine reagivano più spesso sollecitando l'accoppiamento, e i maschi assumendo atteggiamenti aggressivi di protezione del territorio, quando ascoltavano la versione più moderna dei cinguettii, seppure tutte le registrazioni fossero della stessa qualità e gli uccelli non si "conoscessero" tra loro. Come spiega Elizabeth Derryberry, il risultato dello studio dimostra che differenze significative negli stili di cinguettio possono emergere anche in pochi anni, facendo in modo che si creino velocemente barriere di accoppiamento che portano alla nascita di nuove specie.

Fonte: Scienza 7


Il passero (o Passera d'Italia), e' l'uccello piu' diffuso in Italia, (ne esistono quattro specie). Lungo una quindicina di cm, vive normalmente in branchi, salvo il periodo della riproduzione quando si formano le coppie; nidifica in cavita' di alberi o rocce.Le uova (3/7) vencogo deposte in aprile, e entrambi i genitori si alternano alla cova, che dura un paio di settimane. I piccoli resteranno nel nido per circa tre settimane.si nutre di insetti e semi di ogni genere. Si adatta a vivere in ogni ambiente.Segnalato in val Pogallo.

Mamma sei nervosa?


Mi ha così apostrofata mia figlia domenica scorsa.

Se ne è ormai accorta: se ho in mano un pennello (grosso) e un barattolo di vernice bianca, e sto aggredendo nel vero senso del termine qualche mobile di casa, beh allora sono necessariamente nervosa e sto scaricando le mie tensioni.

L'alternativa è che BUTTO la roba, faccio pulizie, straccio montagne di carta, preparo buste di vestiti vecchi per i poveri e faccio finire nel secchio della spazzatura soprammobili di ogni foggia e tipo che mi capitino a tiro.

Meglio quindi mettere a riparo tutto ciò a cui tenete perchè in quei momenti sono una furia scatenata. Poi mi passa. Domenica scorsa, quando mi è passato, il letto della Gommosa era ormai, definitivamente, bianco titanio. E anche lo stipite della porta del bagno. Le porte attenderanno agosto per essere sverniciate e decapate.

Vittorie (ma anche Chi parte e chi torna)


Giornate di fuoco. Vittorie. Con il loro corollario di paure.

Poco tempo per adattarsi al cambiamento. Voluto per carità, ma pur sempre uno sconvolgimento.

Ce l'ho fatta. La notizia che attendevo da un bel po' è arrivata. E' ufficiale.

Sono di nuovo in pista.

Il motore è un po' arrugginito, un po' ingolfato. E come ogni volta che aspetti tanto qualcosa, ora che è arrivato mi sento 'confusa e felice'. Mille cose da organizzare in soli due giorni. Tutto da inventare, la vita intera. Timori, sarà la stanchezza. La notte in cui è stato dato l'annuncio non ho chiuso occhio e chi mi conosce sa quanto per me la cosa mi stravolga. Ieri l'angoscia.

Oggi la calma. Come un guerriero mi preparo, come un pugile mi concentro. Il ring mi attende e i round saranno tanti.

Io parto per una nuova avventura, Bree torna dalla sua. Ha dato l'annuncio che lascia. Si prende agosto per impostare la strategia per lavorare 'in solitaria'.

Come potete vedere il tono del mio testo è moderato. Niente fuochi d'artificio. Non perchè non sia felice, per carità, era quello che volevo, ma mi sento concentrata.

Fatemi gli auguri.

Caccia alla vecchia 500, su ebay prezzi alle stelle


Il lancio della nuova 500 Fiat, come era previsto, ha fatto andare alle stelle la febbre per il vecchio modello. E su ebay al lomento ci sono migliaia di pezzi e auto in vendita. Si va dai modelli storici a quelli più recenti, dagli accessori ai ricambi, nuovi e d' epoca, ma anche gadget, magliette e veri e propri cimeli, oppure realizzazioni creative: c'è chi con i pezzi di una 500 ha costruito anche il proprio letto. Tra le curiosità anche una Fiat 500 L del 1969, frutto di una lavorazione totalmente artigianale e con la carrozzeria in vetroresina; anche il colore è stato creato artigianalmente ed esclusivamente per questa vettura. La fama del gioiello Fiat si è diffusa anche oltreoceano e su eBay.com è stata venduta per oltre 45.000,00 dollari una Fiat 500 Jolly del 1966, completamente restaurata. All' asta sul web anche la quinta edizione originale del 1964 di un raro libretto di istruzioni della Fiat 500 Station Wagon, tutto in inglese, ed un ormai introvabile volume di 286 pagine del 1993 riguardante la storia della Cinquecento, forse il più completo. Tra gli oggetti più curiosi in vendita su eBay.it, un letto interamente costruito con pezzi originali della Fiat 500 vecchio modello di colore rosso.
(Fonte: La Repubblica)

mercoledì 4 luglio 2007

Addii

Il 3 luglio di un anno fa moriva mio padre. Ieri, 3 luglio 2007, un altro padre è mancato. Coincidenze? E quindi a lei, alla mia amica, sono ancora più vicina. Che cosa le dirò? Cosa saprò dire oltre alle solite frasi di circostanza? Non lo so, non ci sono parole giuste per questi momenti. A me mio padre è mancato improvvisamente, avevo ancora un milione di cose da dirgli. Mi ha lasciata definitivamente, tra le mani solo i ricordi di due brevi incontri, dolci e amari allo stesso tempo, con tutti i limiti di parlare due lingue diverse. Null'altro. A distanza di un anno sono ancora arrabbiata, ma non ne citerò i motivi. Abbiamo avuto tempo e occasione di dire loro che li amavamo o che li odiavamo? Non sempre e non comunque.
Non vado ai matrimoni ed evito le nascite, ma ai funerali ci sono. Lo sanno tutti che ho simpatia per la morte e di fronte a questo evento mi sento serena. Tento di dare serenità, sostegno, presenza, amicizia. Io ci sono, per tenerti la mano, per un the, per rimanere in silenzio sino a che non avrai voglia di parlare, per sostenerti se avrai voglia di piangere. Io sono qui nei momenti bui, per tingere una giornata grigia di un po' di azzurro e un po' di...celeste.

martedì 3 luglio 2007

Blue mood



Un pizzico di delusione, un grammo di amarezza, una spruzzata di tristezza, un cucchiaio di umor nero, due di misantropia ed ecco il mio stato d'animo di questi giorni.

Tanta voglia di fumare ma il pacchetto ancora chiuso nella borsa. Mille pensieri, più o meno cupi, di certo dolenti. Cose che finiscono e non hai alcuna voglia di correre ai ripari per salvarle.

Solo il desiderio di contemplare la disfatta, le cose che vengono giù, come un maremoto o una valanga, non la fermi mica una valanga...

Eppure, eppure, in fondo lo stato d'animo di questi giorni, intimista e ferito, non mi dispiace affatto. C'è qualcosa di bello, di riposante, di in fondo sereno, qualcosa di maturo, un momento da accogliere e tenere ben stretto. Mi vedo affacciata alla finestra del mio studio, quella che da sul piccolo parco, a guardare gli alberi, a contemplare quei bei cedri del Libano e quel fico che non da mai frutti. Guardare senza fare nulla, guardare verso l'oltre, aspettare, contemplare.

Insomma, ho scoperto qualcosa di bello in qualcosa che anche solo poco tempo fa non avrei apprezzato. E invece essere così, più giù che su, è molto riposante, consolante. E non sento nemmeno il bisogno che qualcuno mi coccoli. Io mi coccolo da sola. Anche perchè l'ultima volta che ho avuto bisogno di essere consolata sono stata delusa. E' il guaio di quelli come me, quelli forti, quelli, uomini e donne 'che non devono chiedere mai'. Una vera rottura. Ma c'è qualcuno che va oltre e Linette mi ha fatto una telefonata che ho apprezzato moltissimo. Non mi sentiva da un po' ed ha mangiato la foglia. Le ho detto: ho i nervi, sono preoccupata, non voglio lamentarmi e quindi mi isolo. Mi ha detto: 'è una cazzata ma io faccio esattamente come te'. Lei le cose le 'sente' ed ha una sensibilità acutissima e un affetto grande come una casa. Linette, ti voglio bene!!

domenica 1 luglio 2007

La Gommosa

La foto è di qualche anno fa ma le guance dovrebbero suggerire cosa intendo e il resto è all'altezza del nomignolo. Il soprannome è nato da pochi pochissimi giorni mentre la coccolavo nel lettone, cosa che succede tutte le mattine. E mentre la pizzicottavo di qua e di la mi è balenato in mente che lei non è morbida, o tenera, è molto ma molto di più, è Gommosa. E anche questo soprannome è destinato a rimanerle un po' appiccicato come la colla di certi cerotti, che non viene mai via bene. Insomma ora è Gommosa ed è un vero piacere toccarla specialmente perchè con la bella stagione ha sempre tutto all'aria e io la acchiappo anche a tradimento.
E' lei la ragione di tutto, l'inizio e la fine. Lei mi ha fatta crescere, mi ha maturata, lei è la ragione di quello che faccio. Il perchè non mi lascio prendere dallo sconforto, il perchè mi tira fuori tutta la dolcezza. Lei è il mio unico grande immenso amore e lo sa, perchè non faccio che dirglielo e dimostrarglielo perchè non serve amare qualcuno se poi quello non lo sa. La mia dolce Gommosa.....

Vuoi rimanere giovane? Gioca!

VIDEOGIOCHI, LA “CARICA” DEGLI OVER 30
Un giocatore europeo su 3 è tra i 30 e i 75 anni
Come sta cambiando il pubblico tradizionale dei videogame

I dati di una ricerca condotta a livello europeo presentati oggi a Milano in occasione del lancio di More Brain Training


Milano, 28 giugno 2007 – Videogiochi? Sempre più una faccenda da grandi. In Europa, dove le persone tra sei e 75 anni che hanno giocato ad un videogioco almeno una volta nel corso del 2006 sono 68 milioni, quasi 3 giocatori su 10 (quindi più di 18 milioni) hanno tra 30 e 75 anni, e quattro su 10 sono donne. Se a questi si aggiungono anche i 3 milioni e mezzo di giocatori cosiddetti “inattivi”, che cioè hanno giocato almeno una volta nei 12 mesi precedenti la rilevazione, la percentuale sale al 34 percento.

Il fenomeno è stato illustrato questa mattina a Milano in occasione della presentazione alla stampa di More Brain Training di Nintendo, in vendita da domani in Italia.

Gli over 30 sono dunque un “esercito” che ha raggiunto ormai le dimensioni del pubblico tradizionale e “storico” dei videogiochi, quello degli adolescenti e pre-adolescenti fra i 10 e i 19 anni, pari a 20 milioni (poco meno del 30% dei giocatori attivi).

“Zoccolo duro” di questo nuovo pubblico di videogiocatori maturi sono proprio i trentenni, i cosiddetti “giovani adulti” delle classificazioni di mercato: rappresentano infatti il 14% dei giocatori attivi e il 19% del totale (cioè compresi gli inattivi), sorpassando complessivamente i 13 milioni. Non solo; uno su tre è donna, confermando un significativo trend di femminilizzazione.

“Il mercato dei videogiochi si sta allargando sempre di più. Si tratta di una vera e propria tendenza consolidata, legata alla nascita di nuovi software adatti a tutti. Il grande successo di Brain Training del Dr. Kawashima, che dal lancio nel 2006 ha venduto oltre 7,7 milioni di unità, dimostra la sempre maggior attenzione per tutto ciò che contribuisce al benessere complessivo della persona, tra cui una mente in forma è sicuramente un fattore centrale”, ha commentato Andrea Persegati, general manager Nintendo Italia, intervenendo durante l’incontro con la stampa. “More Brain Training, che in Italia sarà in vendita da domani, in Giappone è già stato scelto da 4,3 milioni di persone”, ha sottolineato Persegati.

Il videogioco ha dunque una funzione di allenamento della mente, oggi non meno importante di quella del corpo: secondo il professor Damiano Galimberti, presidente Associazione Medici Italiani Antiaging, “esercizio, socializzazione e alimentazione sono fondamentali per tenere in forma la mente, tanto più di fronte ad un progressivo innalzamento generale dell’età media e delle più alte aspettative di vita”