martedì 7 aprile 2009

Affumicato? No grazie...


Dei tre additivi alimentari più utilizzati per dare un aroma di 'affumicato' agli alimenti, soltanto uno è risultato accettabile da parte dell'Efsa (l'ente europeo per la sicurezza alimentare). Gli scienziati deputati all'analisi di questi additivi hanno promosso quello denominato 'Smoke Concentrate 809045' suggerendo che l'utilizzo di questi è sicuro. Per contro si sono espressi molto dubbiosi nei confronti degli altri due additivi aromatizzanti, il 'Unismoke' e lo 'Zesti Smoke Code 10'. Secondo quanto pubblicato dall'Efsa a nome di Klaus-Dieter Jany, portavoce e presidente del team di esperti, i margini di sicurezza tra l'esposizione stimata ai due prodotti e le soglie superate che possono produrre danni alla salute erano insufficienti; per questo motivo i due aromatizzanti sono stati bocciati. Questo genere di aromatizzanti, e in particolare lo Smoke Concentrate 809045, lo si trova principalmente nelle carni, salse, formaggi, minestre, snack. Mentre i due additivi su cui si sono concentrati i sospetti per la salute si possono trovare anche in prodotti a base di pesce, frutta e verdure trattate, minestre e salse.

La Primavera è qui

Max (www.positanomylife.blogspot.com) l'ha fotografata dalla finestra, nel nostro giardino condominiale. Lei, immersa nel profumo di margherite, strappava ciuffi d'erba e se li buttava sulla testa, ignara di essere fotografata. Ha celebrato la vita e la primavera così, con tutto il suo corpo, come solo i bambini sanno fare. Ruote a ripetizione e 'rullate' imparate a pallavolo. E' la joie de vivre ed è mia. Stanotte me la sono tenuta nel lettone con me, per timore di una nuova scossa di terremoto. La voglio vicina per poterla acchiappare al volo se fosse necessario. Ho accanto al letto la borsa, una coperta, la bustina dei gioielli. Acchiapperei anche i gatti e il pc. Poi via, alla fine è così. Tutto quello che hai è dentro di te.

Dita


E' unica e si è costruita un ruolo assolutamente inedito in un mondo dello spettacolo standardizzato. Dita sa stupire, in maniera elegante e molto ironica. Queste foto, in particolare, ne sottolineano la bellezza.

Per lo shopping..






Solo un minuto di distrazione dal dramma, che mi colpisce profondamente. Non voglio e non posso immedesimarmi troppo, non ce la faccio a sostenere tutto quel dolore. Perdonatemi se mi permetto proprio in questi giorni, di proporre un post frivolo e stupido.



Pretesto o danno reale?


Aver creduto per sette giorni di avere l’Aids non rappresenta alcun danno morale.

La discutibile affermazione della Corte d’appello di Bologna viene confermata dalla Cassazione.
I giudici della terza sezione civile della Suprema Corte infatti, con la sentenza 7999, hanno respinto il ricorso di un uomo che per colpa di una diagnosi sbagliata di una casa di cura bolognese ha creduto di aver contratto l’Aids. Sette giorni più tardi però il laboratorio della struttura gestita dalle Piccole Suore della Sacra Famiglia, dove il giovane era ricoverato per la lesione del tendine d’achille, ripete i controlli e si accorge dell’errore.
Una volta passata la paura, il paziente ha chiesto un risarcimento per il ‘‘danno morale’’ rappresentato dall’aver vissuto per alcuni giorni con la convinzione di aver contratto una patologia gravissima. Ma sia i giudici di merito, sia la Cassazione, hanno stabilito che ‘‘sebbene sia comprensibile la gravissima agitazione’’ che in casi come questi si è costretti a vivere, ‘‘le abituali condizioni di vita’’ della vittima dell’errore non sono cambiate.
Per questo la casa di cura è stata condannata a pagare 25.000 euro a titolo di "sanzione" per la diagnosi sbagliata ma nessun altro tipo di risarcimento per danni. In sostanza, secondo i giudici, il danno morale non c’è dal momento che, per quanto con qualche preoccupazione, ‘‘la vita del ricorrente’’ non è cambiata.

lunedì 6 aprile 2009

La schicchera...


Come questo non lo avevo mai sentito, eppure ne ho una discreta esperienza, di terremoti. Mi sono fatta quello del Friuli, un paio a Roma. Stanotte alle 3.30 mi sono resa conto subito che non stavo sognando. Si muoveva il letto e il pavimento. Nello studio ho sentito tintinnare i soprammobili. Ho chiamato subito il mio amico Max che abita al terzo piano. Gli ho detto solo: 'hai sentito?' e lui 'si' e poi: 'posso salire'?

L'Ansa ha battuto la prima agenzia 30 minuti dopo e solo dopo 40 minuti il tg di Rai News 24 ha cominciato a parlare della cosa. Il conduttore ha esordito con: 'se state davanti alla tv probabilmente avete avvertito la scossa di terremoto'. Infatti!!! Cosa ci faccio io davanti alla tv alle 4 del mattino? Mica soffro d'insonnia... anzi, quando sono preoccupata, dormo per dimenticare. Peccato, perchè stavo sognando un ragazzo carino con cui c'era un certo feeling.

Abbiamo anche dovuto annullare il Congresso programmato a L'Aquila, ma fortunatamente Amedeo e la sua famiglia stanno bene.

domenica 5 aprile 2009

Viola...


L'idea di questo post me la da Diamante Rosa e accolgo volentieri così, per spiegare, perchè Viola ho chiamato la mia casa, il mio cane, la mia posta elettronica. Io non so perchè si ama qualcosa, Qualcosa di Viola e ci ho fatto anche un blog. Ma il viola è la perfetta sintesi di quello che sono: il rosso dell'estroversione e il blu della parte interiore e cerebrale. La mia vita è scandita da violette di ogni forma, tipo e cultivar. Villa Camilla di Roma, che una villa non è ma giusto un appartamento in città, mi ha accolta con delle minuscole violette spontanee che crescono timide ma forti nel giardinetto del condominio. Credo ai segni alle volte, così come la casa che rimpiango di non aver comprato, la cui padrona si chiamava Lidia come mia nonna. Le violette sono come le briciole di Pollicino per me, segnano la mia strada. Se ci sono violette quella è la mia strada. E' viola il mio biglietto da visita e tutte le pietre di cui mi circondo. E' un colore intenso e profondo, ma anche vezzoso e provocatorio. Sta bene col verde e con l'arancio, è divino col bianco, è strafottente col nero. Quei fiori sono minuscoli e solo apparentemente fragili. E se li secchi tra le pagine del tuo libro preferito sono eterni. Li potrà trovare mia figlia da grande. Una strada di violette tracciata per lei, tra pagine dimenticate, vecchie foto del matrimonio, album di ricordi, le violette ad acquarello sulle partecipazioni, tra i capelli biondi, sulle maniche dell'abito de Le Spose di Giò. Nei vasetti di ogni forma, nelle corone di tralci di vite seccata che ha fatto la mia mamma, strappandole da vecchie ringhiere di case abbandonate. Le cose cambiano, dobbiamo lasciare ciò a cui siamo affezionati. Sono solo oggetti, dice Bea. Ha ragione solo in parte. Le persone sono importanti ma ti tradiscono, molti, non tutti, ma sono imprevedibili. Ma questo è un altro discorso e non è questo il post-o giusto per farlo.

Il principe azzurro non ha il navigatore


Ho promesso a me stessa di non ammorbare nessuno con le ultime rogne. Mi sono sfogata e ora, silenzio stampa. Mi rimbocco le maniche e decido, risolvo. Ogni tanto al principe azzurro ci penso. In certi momenti mi manca condividere in maniera empatica le rogne. Vorrei appoggiarmi, c'è solo il muro. E' duro. Preferirei una spalla, un torace. Appoggiare la testa, sentire una mano che la accarezza e una voce familiare che mi dice: 'risolveremo tutto' e perdermi in quel plurale. Ci sono gli amici, è vero. Sono una grande fortuna, ma con loro hai sempre un po' di pudore e ognuno ha i suoi guai. Io poi sono molto pudica: se posso condividere gioia sono in prima linea, se la tendenza è al lamento preferisco sottrarmi. Mi chiudo.

Insomma, con una persona accanto è tutto più facile e sopportabile. Così faccio il triplo della fatica. Se qualcuno incontra il mio principe azzurro, per favore gli faccia una mappa. Io sono qui.


p.s. l'altra sera tornavo a casa e sulle scale del condominio ho trovato un rospo che si era evidentemente smarrito. Era spaventato, l'ho preso in mano e l'ho portato in un giardino. Voglio pensare che sia un segno...