lunedì 25 marzo 2013

Nati per invecchiare

Come tutte le donne sono molto attenta alla tematica dei 'peli superflui' e della loro rimozione che deve essere rapida, indolore e duratura. Di tutte le opzioni possibili da molti anni mi sono affidata alla macchinetta, il Silk Epil della Braun, quello strumento di tortura con una testina su cui sono posate decine di pinzette che strappano il pelo alla radice. Complice una soglia del dolore piuttosto alta ho affidato gambe e ascelle al mitico aggeggio che ha svolto in maniera egregia il proprio lavoro per ben 15 anni. Dopo, è stato rottamato per un modello più moderno, ultima serie, prezzo stellare, prestazioni da Formula 1. Peccato che il nuovo SilkEpil7 mi abbia dato un grande dispiacere: dopo aver speso circa 140 euro per il suo acquisto, la testina si è rotta dopo poco meno di due anni. Allora nell'ordine sono andata a cercare il ricambio che costa 29 euro e mi sono informata sull'obsolescenza programmata. Sembra infatti che da alcuni anni le aziende producano in maniera scientifica macchine destinate a rompersi esattamente dopo due giorni che è scaduta la garanzia. Credo che ognuno di voi possa raccontare una storia simile. Ma soprattutto hanno fatto in modo che i pezzi di ricambio siano così costosi che il cliente ritenga che non valga assolutamente la pena di riparare il bene ma decida di aqcuistarne uno nuovo. Per cui se la vostra auto ha due anni di garanzia potete ragionevolmente ritenere che a due anni qualche mese cominceranno le prime rogne. Mentre se avete comprato una Kia (non è il mio caso) si romperà dopo aver compiuto i 7 anni. A quanto dicono il fenomeno è abbastanza comune e interessa ogni tipo di elettrodomestico, device elettronico, telefonino o stampante. La strategia è quindi una scelta di meccanismi e materie prime che non debbano durare nel tempo ma che anzi, al contrario, abbiano il compito di sostenere i consumi e stimolare continuamente nuovi acquisti. Se non credete a me sappiate che alcuni gruppi ecologisti francesi stanno facendo pressione affinché per legge siano aumentati i tempi della garanzia degli acquisti (chiamata 'durata legale di conformità') e che passi a 3 anni dal 2014 e a 5 dal 2016. Se il provvedimento che tutela i consumatori passasse le aziende sarebbero costrette a costruire macchine più durature. I francesi chiedono inoltre di detassare i pezzi di ricambio e io aggiungo, abbassarne il prezzo. Ecco la politica Apple: sullo schermo dell'Ipod era apparsa una macchia nera, un danno del display, mi hanno chiesto circa 120 euro per cambiarlo. Che ne dite? Me lo sono tenuto con la macchia.

venerdì 22 marzo 2013

Certo però...anche il Vin Brulé...

L'intuizione che il vino avesse particolari proprietà antisettiche e terapeutiche risale agli sgoccioli del 1800 quando il patologo Arnold Pick fece un singolare esperimento: in un contenitore di acqua contaminato dal vibrione del colera aggiunse del vino rosso, lasciò decantare e dopo qualche minuto i batteri erano stati neutralizzati tanto da rendere l'acqua potabile. Numerosi studi si sono succeduti ed hanno portato alla conclusione che il vino abbia una spiccata azione antisettica, merito degli 'antociani' sostanze della famiglia dei polifenoli che contrastano la proliferazione delle proteine batteriche. Si tratta di sostanze antiossidanti presenti nei vegetali rossi e viola come le melanzane, i frutti di bosco e ovviamente l'uva nera. 
Ecco quindi come i vini rossi posseggano qualità antibiotiche: già nel 1977 alcuni ricercatori canadesi si erano appassionati al tema e avevano riscontrato che i tannini del vino rosso presenti nel Vin Brulé avevano anche una attività antivirale a cui si aggiunge la proprietà antinfiammatoria del 'resveratrolo', il magnesio e lo zinco che aiutano la risposta del sistema immunitario. Bevanda calda tipica del Nord Europa da sempre rimedio per prevenire e curare i malanni di stagione, il Vin Brulé è facile da preparare a casa. Ecco la ricetta: 
Mezzo litro di vino rosso
80 gr. di zucchero (io uso quello di canna) 
1 stecca di cannella lunga 
3 chiodi di garofano
3 chiodi di anice stellato
un pizzico di noce moscata 
mezza mela tagliata a rondelle sottili
la buccia di una arancia e un limone biologici 
Lasciate decantare mezz'ora gli ingredienti, poi mettete sul fuoco e girate con un mestolo di legno sino all'ebollizione, abbassate la fiamma, continuate a girare e fate bollire una decina di minuti per far evaporare l'alcol. 
Filtrare o meno, a seconda dei gusti. 
Curarsi non è mai stato così piacevole. 

Il potere terapeutico del brodo di pollo


In questi giorni in cui sono stata colpita dal malefico batterio della bronchite ho rispolverato la ricetta del brodo di pollo i cui poteri taumaturgici sono noti alle nostre nonne e alle nonne trisavole. Non guasta poi che si tratti di una bevanda calda che offre l’impressione di stare meglio sin dalla prima sorsata. Per non parlare del fatto che tale delizia veniva somministrata dalle amorevoli mani di mamme e nonne il che è un ottima strada per ottenere un effetto placebo pressoché immediato. Eppure, le virtù medicinali del brodo di pollo sono state studiate scientificamente e confermate. Già nel 2000 Stephen Rennard, pneumologo all’Università del Nebraska aveva studiato gli ingredienti del brodo attivi sul sistema immunitario grazie a test di laboratorio. Poi il dottor Jordan S. Josephson, otorino al Lenox Hill Hospital di New York City ne ha riconfermate le virtù: la bevanda è certamente in grado di ridurre l’infiammazione e la produzione di muco tipiche delle malattie da malattie da raffreddamento, inoltre possiede una attività ‘nervina’, stimolante del sistema nervoso centrale. 
E dato che quando la malattia è causata da un virus non c’è altro da fare che mettersi a letto, bere molto e al massimo assumere blandi analgesici, il brodo di pollo diventa un vero e proprio farmaco. Specialmente se la ricetta è ricca di vitamine e sali minerali che agiscono insieme: pollo, cipolle, porri, patate, carote, sedano, prezzemolo, coriandolo, pepe e poco sale. Ma attenzione, dicono gli esperti, del brodo va mangiato anche il pollo, capace di nutrire e apportare proteine facilmente digeribili, preziose quando c’è inappetenza. Gli aminoacidi infatti sarebbero in grado di ridurre l'infiammazione e aumentare la secrezione di muco stimolando i neutrofili oltre ad avere una azione simile all'acetilcisteina, un principio attivo contenuto nei farmaci tradizionali. Un ‘comfort food’, caldo, consolatorio come dicono gli americani, capace anche di favorire la sudorazione e combattere la disidratazione. E se l'appetito non è calato basta aggiungere una manciata di pastina. Un toccasana. Provare per credere. 

sabato 16 marzo 2013

Poveri polpi


Oltre che buoni ho sempre trovato i polpi creature piuttosto simpatiche anche se alcuni tra loro non sono propriamente fortunati: il famoso Polpo Paul a cui erano attribuite predizioni di ogni tipo ha tirato le cuoia al colmo della notorietà e un suo parente ha una storia tanto singolare quanto amara. Chiamato volgarmente 'polpo kamikaze' il Tremoctopus violaceus è un esserino minuscolo specialmente rispetto alla femmina della stessa specie più grande di circa 100 volte. La cosa mi riporta alla mente una vecchia barzelletta sul topolino e l'elefantessa ma non è molto elegante, ma anche in questa storia il sesso e la riproduzione la fanno da padroni. Nonostante le sue dimensioni poco dignitose al piccoletto spetta l'onere -è il caso di dirlo - della riproduzione. E non si pensi al peso della consorte che di certo è per lui uno svantaggio. Il fatto è che il poverino al primo accoppiamento ci lascia...i tentacoli. Per fecondare la femmina usa il 'tentacolo riproduttore' custodito in una sacca sferica tra gli altri tentacoli. Al momento in cui i due si accingono all'atto la sacca si rompe e il pene inietta lo sperma sulla punta del tentacolo che si stacca e rimane nel corpo della femmina dove feconda le uova. La procedura è talmente complessa che il poveretto ci rimane secco mentre la femmina raccoglie tentacoli di vari maschi per fecondare il maggior numero di uova e mettere al mondo svariata prole. Che, sinceramente, mai come in questo caso speriamo che sia femmina! 

giovedì 14 marzo 2013

A grande richiesta: il decalogo della Gattamorta


Gattamorta si nasce, non si diventa, e il prototipo è odiato dal genere femminile tanto quanto genera curiosità sulla sua fattispecie. Da molto tempo quindi con la mia amica Paola Crasso meditavamo uno studio fenomenologico della GM per capire cosa di essa generasse tanta attrazione nel genere maschile. Ora dopo lunghi mesi (non è che mi posso occupà solo di ste cacchiate) il documento scientifico è pronto, ma direi incompleto quindi siete invitati a completare con le Vostre osservazioni quella che potrebbe diventare la Bibbia della nostra eroina. 
Buona lettura 


Il decalogo della Gattamorta

  1. La GM non ha pensieri complessi, non fa analisi, non conosce le dietrologie, per questo è molto apprezzata dai maschi che le donne pensanti le hanno sempre digerite poco;
  2. La GM non si oppone, non discute, è semplicemente e apparentemente accomodante e accondiscendente, questo aspetto la rende molto gradita al genere maschile;
  3. La GM è subdola perchè riesce a far fare agli altri ciò che vuole o non ha voglia di fare, la sua frase tipica è 'tu lo fai molto meglio di me'... e intanto va a farsi fare le mani dall'estetista, cosa che tu non avrai mai il tempo di fare
  4. La GM dice sempre si alle richieste sotto le lenzuola, non ha grandi ambizioni, il suo unico obiettivo è compiacere il partner
  5. La GM a 16 anni ha già deciso l'uomo che sposerà e di solito è un campione di basket, un cantante, un attore, un politico o un avvocato di successo.
  6. La GM apparentemente non è interessata agli uomini, al loro potere, al loro successo o al loro denaro. Ho detto APPARENTEMENTE.
  7. La GM è sempre curata, sa di essere un trofeo da esibire e non si sente affatto sminuita o sopraffatta perchè l'essere piacevole è parte della strategia per ottenere ciò che vuole.
  8. La GM è la peggior nemica delle sue simili.Finge di essere interessata ai fatti delle altre per estorcere informazioni che userà a proprio vantaggio.
  9. La GM è quella che al TUO matrimonio flirta con TUO marito e ti manda per traverso la torta di pasta di zucchero
  10. La GM non è intelligente, è furba. E questo la rende pericolosissima.

martedì 5 marzo 2013

Le avventure delle calze elastiche

Dunque, sono il classico giornalista scientifico che predica benissimo ma razzola una schifezza. Quindi ho sempre rimandato il flebologo sino a quando l'estate scorsa, di fronte ai capillari che con il gran caldo gridavano vendetta ho preso il coraggio a quattro mani e sono finalmente andata a fare un eco doppler degli arti inferiori. Dopo averlo smarrito in casa ho anche deciso di andare dall'angiologo. Fa parte della mia fregola primaverile quanto provvedo ad un restiling che va dalla pedicure al parrucchiere passando per tutti gli altri distretti immaginabili. Ecco quindi che dopo una visita il povero dottore esclama: 'queste gambe sono state abbandonate a loro stesse' e, dopo avermi chiuso un vecchio capillare con la sclerosante ha emesso la sentenza: ' queste sono gambe da calze a compressione graduata'. Il che ha provocato in me un riflesso vagale per cui per poco non gli svengo tra le braccia. Si perché il termine 'calza a compressione' evoca in me lo spettro di vecchie carampane con le gambe a bitorzolo il che stride nettamente con l'immagine che ho di me stessa. Ciononostante se voglio sfoggiare delle gambine come si deve mi tocca abbassare la testa e affermare 'obbedisco'. Esco e mi reco nella prima parafarmacia che incontro e sono sollevata perchè mi ha prescritto quelle da 18-20 mm/mq alla caviglia, peccato che scopro subito che sono le più pesanti. Prima regola quindi: comprarle di una misura più grande. Regola numero due: avere sotto mano il numero di telefono di una ditta nel caso rimanessi incastrata nell'odioso presidio.
Stamattina mi appresto a indossarle e scopro che non scivolano nemmeno se ti ammazzi, va appresa una tecnica, comunque dopo cinque minuti buoni in cui mi dibatto come una assatanata riesco in qualche modo a portarle su. Ho il fiatone e l'ormone dello stress a livelli di guardia. Quando mi alzo la sensazione è di una muta da sub di una taglia più piccola ma confido nel fatto che mi abituerò a camminare in maniera innaturale. Ecco cosa si fa per la bellezza e la vanità e soprattutto per espiare le colpe della pigrizia: se camminassi di più, forse, avrei gambette più sane. Ma siccome non ho ancora imparato a scrivere al pc mentre passeggio, mi toccano le odiose, che, per la cronaca e le più insofferenti, esistono anche in versione autoreggente.

mercoledì 27 febbraio 2013

Il valore positivo delle esperienze negative: il Benefit Finding


Ho scritto molto spesso della 'resilienza' ossia la capacità di resistere all'impatto degli eventi negativi dell'esistenza senza soccombere. Una capacità psicologica mutuata dalla fisica dei materiali: di fronte ad un urto violento ad esempio il vetro va in mille pezzi mentre il plexiglas assorbe l'urto con poche conseguenze. Mentre leggevo un libro sulla psicologia della salute mi sono imbattuta in un concetto analogo e altrettanto interessante: di fronte ai traumi e al dolore ci si concentra sugli effetti negativi nel tentativo di curarli o minimizzarli e si trascura spesso invece il valore positivo di queste esperienze. Non a caso il dolore è spiacevole ma necessario a crescere e rappresenta una fase di adattamento, la forma più moderna di evoluzione naturale. Insomma la teoria del 'benefit finding' sostiene che gli eventi stressanti di matrice negativa  possano essere traumatici, certo, ma portare con sè un corollario positivo e benefico per l'individuo. Eppure è molto raro che di fronte ad un trauma ci si soffermi proprio sugli aspetti vitali e di crescita.
Sarebbe bene invece imparare a leggere la medaglia da entrambi i lati. Studi su pazienti con Disturbo Post TRaumatico da Stress hanno rivelato che il 70% dei soggetti intervistati dopo forti traumi riferiscono di aver tratto qualcosa di positivo da quella esperienza. Se pensiamo ad esempio ad un terremoto, avremo soggetti che perdono completamente la fiducia nel futuro o la speranza e si aggrappano a ciò che avevano perpetuando il senso di perdita e di desolazione e altri che, dotati di una psicologia 'positiva' riferiscono di aver scoperto un maggiore senso di responsabilità, di solidarietà, di aver stretto i legami con i familiari, aver rivalutato i rapporti umani, aver trovato dentro di sé nuove motivazioni aver trovato dentro di sè empatia o maggiore forza. Inoltre secondo altri autori (Tennen, Affleck, 2002) le persone che si confrontano frequentemente con le difficoltà 'imparano' a individuarne i lati benefici. Ecco come al posto di 'disturbo' un filone della psicologia della salute propone il termine di 'sviluppo post traumatico' in cui all'interno di un contesto di sofferenza si riscontrano e coltivano elementi di conoscenza e crescita. L'obiettivo di una terapia quindi non sempre deve essere un 'ritorno allo stato precedente' ma può essere il raggiungimento di uno stato nuovo e spesso più elevato.

Il bacio della mamma...ti salva la vita



Si chiama 'mother's kiss' ed è una tecnica di salvataggio poco nota ma che ha da poco ricevuto la conferma di efficacia dai ricercatori dell'Oxford University Hospital coordinati dalla dottoressa Stephanie Cook. E' una manovra di disostruzione delle vie aeree efficace nel rimuovere gli oggetti che i bambini piccoli possono accidentalmente inserirsi nelle cavità nasali. Inventata nel 1965 da un medico di medicina generale del New Jersey, Vladimir Ctibor, prevede che la madre (o comunque un adulto) ponga la bocca su quella del bambino allo stesso modo in cui si esegue una rianimazione cardio polmonare, occlude la narice libera con un dito, espira sino a che non avverte la chiusura della glottide del bambino e quindi soffia con decisione. In sostanza, il getto d'aria emesso dalla madre passa con forza nella narice chiusa e spinge l'oggetto estraneo verso l'esterno. La manovra è semplice, si apprende con facilità e può essere tentata senza che il bambino senta dolore e senza effetti collaterali. Il tasso di successo ammonta circa al 59% e in caso non si riesca a liberare la narice dall'oggetto inserito allora occorre rivolgersi al Pronto Soccorso. Nonostante sia una manovra molto preziosa e facile da praticare non è molto nota. Un articolo sul mensile della Società Italiana di Pediatria ne conferma la validità e speriamo che i medici la spieghino ai genitori in maniera diffusa.