venerdì 3 febbraio 2012

The perfect day



Metti la Capitale sommersa da una nevicata annunciata, metti le scuole chiuse, la Pociolla che scende alla Balduina a giocare a palle di neve e la mia anima bambina che non resiste a tanto biancore. Mi sono imbacuccata col piumino quello pesante, ho calzato i Moon Boot e mi sono avventurata nella città incantata. Una passeggiata nel bianco, le macchine ferme, alcune abbandonate, poche, pochissime. E tante persone, cani col naso nella neve stupiti, gruppi di filippini, tante mamme coi i bambini da un lato e la macchinetta fotografica dall'altro. Ci siamo incrociati con le persone, alcune indifferenti, ma molte altre sorridenti, ci siamo scambiati silenziosi ed eloquenti sorrisi di intesa. Che bello, che meraviglia, che giornata perfetta. Poi era proprio necessario rientrare, rischiavamo di essere noi i pupazzi di neve, carota compresa. Ma non riesco a smettere di guardare fuori dalla finestra, lo sguardo incantato a questo scenario magnifico. La città si è bloccata, ma anche quelli che hanno problemi, in fondo, non riescono a smadonnare sino in fondo. Sembra un tempo sospeso e io rispondo, non faccio niente oggi, mi godo l'incanto, il naso al vetro e la voglia di mettere la tuta da sci e scendere in giardino. La figlia dei vicini ha fatto un pupazzo di neve. Roma non è mai stata così bella. Ma soprattutto tale bellezza mi rende ottimista, se è possibile tanta perfezione, tanta purezza e stupore penso che tutto andrà bene, no, di più, che nulla potrà andare male.

domenica 22 gennaio 2012

Le occasioni mancate



Ci sono personi che cercano costantemente metodi per avere molto facendo poco. Ebbene ad essi voglio dire: non ne conosco e anche se li conoscessi, non li userei. Perchè quello che non è faticato, sudato, desiderato, non mi attrae nemmeno un po'. Voglio premi per l'impegno e l'ingegno. Mi è capitato diverse volte di dare buone idee, buoni suggerimenti e anche offrire progetti di lavoro a persone di buona capacità che però non vogliono impegnarsi davvero. Qualsiasi cosa preveda un vero, reale impegno viene liquidato. Sono le occasioni mancate, quelle perdute per sempre. L'occasione di mettersi alla prova, di guadagnarsi della visibilità meritata, l'occasione di guardare oltre al proprio terrazzino. Eppure queste offerte sono spesso fatte cadere con noncuranza, senza coglierne affatto le potenzialità. E scatta poi la lamentela, sul fatto che non ci siano poi vere opportunità. A casa mia mi hanno insegnato poche cose, tra queste, il fatto che le opportunità si creino, se si vuole. E allora io, personalmente, anche nel WE mi chiudo in casa e scrivo, scrivo e poi scrivo ancora...

Un mese e mezzo!!!!



Mi sono resa conto di trascurare tantissimo il mio piccolo blog!!! Ho i sensi di colpa, questo è il primo post del 2012 e siamo già al 22. Il tempo passa troppo velocemente per i miei gusti, non faccio il tempo a smontare l'albero di Natale che devo già di nuovo tirare fuori gli scatoloni e ho messo un'altra candelina sulla torta e un'altra fialetta di filler sulla fronte :S Ora, non è che io non voglia invecchiare, è solo che mi sembra troppo presto e poi mi è sempre piaciuto avere un aspetto curato ed ordinato: anche se non devo uscire mi metto una crema idratante colorata e un velo di lucidalabbra...



L'anno nuovo è iniziato con grande entusiasmo, sto lavorando ad un nuovo libro e presto uscirà quello terminato nel 2011 sull'ecologia. Il tutto deve essere conciliato col mio lavoro, quello che paga le rate di mutuo, e la mia professione di mamma e capofamiglia, ma le cose facili non mi sono mai piaciute e questa è la vita che voglio. Anche se in ritardo, buon 2012 a tutti!!!!

lunedì 5 dicembre 2011

Instabile e impulsiva

E' evidente che ogni tanto perdo il controllo del mio umore e delle mie emozioni che in qualche modo si prendono gioco di me. In un momento in cui non so granchè del mio futuro anche le ultime cime si sciolgono e mi portano verso una strana deriva. Ho fatto il mio dovere ma in questo caso non so se sono stata ricompensata. In realtà essendo nata sotto il segno di un tradimento e di un abbandono questo segno rimane in me per sempre. E' come una cicatrice incancellabile. Forse negli anni si sta schiarendo, sta diventando più trasparente ma quello che so è che io non mi fido di me. Perchè sono stata troppo ingenua, troppo idealista, troppo sicura. E ho sbagliato e alla fine ho dovuto ammetterlo e come posso fidarmi ora di quello che provo? Sono ormai convinta che sia solo una gradevole illusione e quindi non mi abbandono più. Troppo grande per farlo. Conosco troppe cose di come funziona il cervello e di come ci comandano gli ormoni per fidarmi dei 'sentimenti' che sono così effimeri e labili. Preferisco una calma serena, anche priva di emozioni che non siano quelle genitoriali e professionali. Non l'ho scelto, è così, io di quella cosa che cantano tutti non mi fido più e non mi ci affido. Non ritengo che solo essa dia il senso all'esistenza, ci sono milioni di altre cose più profonde, la solidarietà, l'amicizia, la maternità, il lavoro che ami. Tutto il resto è qui ed ora e non riesco più a farci un progetto e a credere che si possa far girare una esistenza intorno al fulcro di una illusione.

martedì 22 novembre 2011

L'ultima lacrima



Lo diceva anche Carmen Consoli che a me, siciliana e con quella voce così particolare è sempre piaciuta. Il problema è forse che io di lascrime ne ho sempre meno, così con la capacità di emozionarmi e commuovermi. Forse nasciamo con un numero programmato sia di ovuli da fecondare che di lacrime da versare e io le mie temo di averle finite. Ce ne sono state tante anche non versate, che nonostante il cuore spezzato non ne volevano sapere di scendere e sono, semplicemente evaporate. Ma anche le persone più forti possono avere un momento in cui non cadono, ma certamente vacillano. Momenti in cui quando non riescono a tenere le redini sentono che il cavallo ha preso il galoppo e li porta dove vuole lui. Spesso di nuovo nella stalla perchè il cavallo torna sempre a casa. Ecco, io ho smarrito la casa e ho perso un filo di certezze. Succede sempre in questo periodo dell'anno. Ma la cosa più strana è che quella persona che mi guarda dalle foto io non la riconosco, quasi non so chi sia. Forse il profumo della Lampe Bergère mi ha dato alla testa e serve un po' di sole per scaldare il cervello e tornare a farlo funzionare. Ho di nuovo bisogno di ordine, di cose che girano e funzionano regolari. Sarà per questo che mi piacciono gli orologi e i metronomi. Non so se reagire o abbandonarmi e aspettare che passi questa malinconia in cui non so cosa mi manca. Farò così, lascerò che sia il cavallo a decidere che col suo istinto, forse, ne sa molto più di me.

martedì 15 novembre 2011

C'è da fare...



Ci sono state, e ci sono ancora, diverse cose da fare e altrettante da capire. E' tempo di sistemare, cambiare e assestare. E' tempo di mettere a posto le cose e cominciare qualcosa di nuovo. Mettere a frutto l'esperienza, avere nuovi stimoli, accettare una nuova sfida. Per accelerare bisogna prima rallentare, riprendere fiato. E poi tra poco è Natale e qui lo prendiamo molto sul serio tanto che la mia personale aspirazione sarebbe un mese sabbatico tutto di palline rosse, gocce di cristallo e nastrini sui pacchetti. E ancora la nostalgia per il mio posto del cuore, quello dove l'aria sa di legna bruciata ma non c'è mai il tempo per andare. Insomma, momento così, un po' disordinato, del cambio di stagione, anche psicologica. Ma intanto...si pensa e si legge, tanto, tantissimo, si cercano ispirazioni e si coltivano nuovi interessi come quelli per le tecniche di interrogatorio legale. Potrebbe servire, sai mai...

sabato 8 ottobre 2011


domenica 2 ottobre 2011

E se fosse...

Ho passato un sacco di tempo a contestarti, a detestarti, a innervosirmi, a non capire perchè non riuscivo a far pace con te. Una situazione scomoda per me che non amo il conflitto e cerco l'armonia. Ho trascorso e sprecato un sacco di tempo, ma negli ultimi tempi, forse, comincio a capire. E' poco più di un dubbio sottile e tagliente, una di quelle verità così lampanti e luminose che anche quando le hai davanti agli occhi non le vedi. Sono nata sotto il segno di una perdita, di una assenza, di un dolore. Sono stata amata da tutti e ho trascorso la vita ad inseguire l'amore di chi non mi voleva, che sembrava il più prezioso e ambito. Sono stata amata da te in maniera esclusiva, ma più ti avvicinavi più io sfuggivo, ti tenevo a distanza. Era paura. Paura di perdere anche te, paura di rivivere lo stesso lancinante e infinito e acuto dolore per il quale non c'è terapia. Dolore straziante, quello sordo e in sottofondo. Riesco ad abbracciarti più spesso ora e a dire: 'ho bisogno di te'. E insieme a questo coraggio si eleva il timore di perderti. Io che ho avuto sempre e solo te. E tu mi hai lasciata fare, e ti sei fatta massacrare, mi hai permesso di allontanarti e aggredirti. E' solo paura. Il vuoto di lui l'ho colmato quel pomeriggio a Chicago e poi è morto ma io avevo chiuso il cerchio e andava bene così. Ma tu sei stata il centro, il fulcro. Forse ho rifiutato te per vendicarmi che tu avessi permesso a lui di rifiutare me. Ma tu sei stata forte come sempre e non hai mai smesso di dirmi 'ti amo'. E allora si, sei la mia mamma, ti ho messa a dura prova e tu non hai mollato, mai e poi mai. Dopo questa prova anche io devo essere forte, accettare di amarti immensamente e accettare il dolore che sarà, un giorno spero lontanissimo. Ti amo, mamma.