lunedì 8 febbraio 2010

Eccelibro: Single? No grazie!


Partiamo dal presupposto che per alcuni essere single può essere uno stato di grazia, altri una scelta, altri ancora una fase temporanea. Il libro di Andrew Marshall si rivolge a coloro i quali sono single ma non vorrebbero e si trovano in qualche modo bloccati nella gabbia della solitudine affettiva.
E’ uno dei pochi libri davvero intelligenti e seri sull’argomento. Nessuno strategia su come accalappiare il partner, qui si lavora su se stessi e vi ho trovato riferimenti sui miei saggi preferiti. In realtà, e sottoscrivo, una vita affettiva serena è un elemento basilare della vita e per alcuni necessario, nonostante sono convinta che non debba diventare una ossessione. O meglio, per stare bene con qualcuno bisogna prima essere capaci di stare bene con se stessi.
Detto ciò, ciascuno di noi si porta dietro qualche fardello: rapporto e modello con i propri genitori, esperienze passate, dolori, delusioni. Ce ne sarebbe abbastanza per decidere di metterci una pietra sopra, mentre in realtà, chi più chi meno siamo tutti alla ricerca di qualcuno che condivida un pezzo della strada della nostra vita. Esigenza fisiologica giacchè siamo ‘animali’ sociali.
Uno dei problemi, sono completamente d’accordo, è la diffusione dei siti di dating ondine che offrono una scelta sconfinata e sono fuorvianti. Barry Schwartz, sociologo americano, ritiene che una scelta illimitata sia negativa quanto la mancanza di scelta. E’ quello che io chiamo ‘effetto supermercato. In realtà studi rigorosi hanno dimostrato che quando l’offerta di un prodotto è troppo ampia la gente non sceglie e che le opzioni migliori sono quelle limitate a ‘pochi prodotti’. Se siamo in un negozio di dolci e possiamo mangiare ciò che vogliamo l’eccesso di possibilità ci porterà a mangiarne di meno, anche questo provato scientificamente. Inoltre, mentre il primo giudizio avviene sulla valutazione di qualità esteriori, sono proprio quelle interiori (lealtà, disponibilità e generosità) a costituire gli elementi decisivi per la riuscita di una relazione. Elementi che per essere valutati hanno bisogno di tempo. Sembra invece che la gente abbia fretta di definire e salti le fasi di un rapporto: rischiando in realtà di amarsi prima di cnoscersi e quindi aprire la strada alle delusioni. Marshall rivela che una delle differenze più importanti delle coppie che stavano insieme era il fatto di aprirsi nei primi cinque appuntamenti, essere sinceri e non mentire su di sé. Mentre un altro fattore predittivo della longevità di una relazione è il fatto di gestire il conflitto e superarlo perché tutto ciò che non è detto rimane sospeso ad incombere sulla relazione. I problemi così si accumulano e si arriva facilmente alla rottura. Su questo sono particolarmente d’accordo, parlare è la chiave per superare. Può non essere gradevole sentirsi rivolgere una critica o ammettere di aver sbagliato ma credo sia l’unico modo di andare avanti. Credo invece che chi alza un muro di incomunicabilità difficilmente potrà avere una sana vita di relazione.
Comunque dopo 308 intense e interessanti pagine arriviamo al culmine, sette lezioni chiave di cui la prima dovrebbe essere iscritta nella pietra: ‘da come inizia una relazione generalmente si può capire come continuerà’, versione elaborata del più comune: ‘il buongiorno si vede dal mattino’ e nonostante Marshall ci inviti ogni tanto a sospendere il giudizio e limitare le aspettative concentrandosi sui punti positivi del partner, c’è poco da fare, se uno si presenta tondo, difficilmente diventerà quadrato, se sin dall’inizio compare e scompare come un mago, se si lancia in dichiarazioni d’amore che non corrispondono ai fatti, difficilmente le cose cambieranno. Ma soprattutto, diamo una chance al nostro istinto che forse è peccato, ma quasi sempre ci azzecca, specialmente il nostro. E se sentiamo puzza di bruciato e qualcosa non ci torna, ad ignorarlo si rischia di scottarsi anche noi.

Andrei G. Marshall
Single? No, grazie!
Corbaccio
2009
Euro 16,60

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