domenica 5 aprile 2009

Il principe azzurro non ha il navigatore


Ho promesso a me stessa di non ammorbare nessuno con le ultime rogne. Mi sono sfogata e ora, silenzio stampa. Mi rimbocco le maniche e decido, risolvo. Ogni tanto al principe azzurro ci penso. In certi momenti mi manca condividere in maniera empatica le rogne. Vorrei appoggiarmi, c'è solo il muro. E' duro. Preferirei una spalla, un torace. Appoggiare la testa, sentire una mano che la accarezza e una voce familiare che mi dice: 'risolveremo tutto' e perdermi in quel plurale. Ci sono gli amici, è vero. Sono una grande fortuna, ma con loro hai sempre un po' di pudore e ognuno ha i suoi guai. Io poi sono molto pudica: se posso condividere gioia sono in prima linea, se la tendenza è al lamento preferisco sottrarmi. Mi chiudo.

Insomma, con una persona accanto è tutto più facile e sopportabile. Così faccio il triplo della fatica. Se qualcuno incontra il mio principe azzurro, per favore gli faccia una mappa. Io sono qui.


p.s. l'altra sera tornavo a casa e sulle scale del condominio ho trovato un rospo che si era evidentemente smarrito. Era spaventato, l'ho preso in mano e l'ho portato in un giardino. Voglio pensare che sia un segno...

1 commento:

angelo ha detto...

"Si nasce e si muore soli. Certo in mezzo c'e' un bel traffico". Credo proprio che questo concetto aderisca bene alla situazione di ognuna di noi e non poteva essere partorita se non da un artista illuminato come Paolo Conte. Aggiungerei che siamo soli per scelta, a volte e che l'abitudine a questo status non facilita il nostro rapporto col prossimo. Questa scelta si paga, a volte a caro prezzo. "Si faccia una domanda e si dia una risposta" direbbe Marzullo, ma e' quello che faccaimo tutte noi quando optiamo per la strada piu' facile dell'isolamento. Ci si abitua alle persone carine e a quelle brutte che magari siamo costrette a tollerare sul lavoro, ma ci capita di essere piu' severe con quelle carine perche' non possiamo tollerare un loro errore. Allora ci rendiamo conto di non essere piu' capaci di tollerare il 'traffico' che c'e' nel mezzo, di non avere la forza che credevamo di avere e il coraggio di chiederci se siamo davvero portate al dialogo piuttosto che all'isolamento. Si puo' essere sole in mezzo alla folla, in mezzo agli amici, col proprio compagno. La solitudine o il dialogo sono dentro di noi e una persona capace di pensieri profondi come te, non puo' permettersi chiusure.