giovedì 4 giugno 2009

Eccelibro: Lasciami


Lasciarsi: un’esperienza che purtroppo non risparmia quasi nessuno.
L’amore, pare, non è eterno e coloro che amano e che sono amati devono fare i conti non solo con le delizie del cuore ma anche con il dolore della separazione. Le relazioni finiscono, e bisogna trovare un modo adeguato per congedarsi (o viceversa accettare di essere abbandonati) che non laceri la nostra identità, che non assimili la fine di un amore a un incidente mortale, a un fallimento totale della nostra vita, a un naufragio della nostra personalità.
Il rito dell’abbandono – specularmente a quello dell’unione, il matrimonio – richiede una competenza che non è solo individuale, naturalmente, ma che dovrebbe coinvolgere anche la società, il consesso degli amici. Il mondo occidentale non ha creato questi riti: le coppie che si separano devono elaborare il loro lutto in solitudine, vengono lasciate nel loro dolore che genera crudeltà, vendetta, rancore.
Sentimenti apparentemente lontanissimi dalla sfera dell’amore che le aveva tenute insieme. Uno dei compiti dell’antropologia, dice l’autore di questo libro, potrebbe essere proprio quello di aiutarci a vedere a che punto di ridicolo e di tragico siamo arrivati. E di formulare un galateo degli addii che distingua i cordogli dai passaggi, i lutti da morte da quelli di piccole resurrezioni necessarie. Per costruire una civiltà del congedo che renda sopportabile il dolore dell’abbandono.

Franco La Cecla

Lasciami. Ignoranza ai tempi dei congedi

Ponte alle Grazie

2009


Da non perdere: sono sicura che venderà milioni di copie. Chi non è mai stato lasciato o ha lasciato? E poi La Cecla è intelligente e brillante. Scommettiamo che va esaurito in 20 giorni o meno?

1 commento:

copenhagen_by_bike ha detto...

"un fallimento totale della nostra vita, a un naufragio della nostra personalità."
Centrato in pieno! Grazie x il suggerimento, questo libro mi sembra proprio quello che dovrei leggere! Ciao!