domenica 21 ottobre 2007

Considerazioni sul matrimonio


Ci si può sposare qualcuno che non si ama, succede dalla notte dei tempi. Ci si può sposare per convenienza, per interesse, per non restare soli, per tenere sotto controllo qualcuno. Trovo particolarmente triste invece sposare qualcuno per 'riconoscenza'. Triste per chi lo fa e ancora di più per chi riceve una proposta che dovrebbe essere improntata se non all'amore, almeno al piacere di stare insieme. Un piacere che talvolta non c'è.

Partire col piede sbagliato, in una situazione già deteriorata, mi sembra assurdo come le coppie in crisi che decidono di avere un figlio nella - vana - speranza che quel poveretto abbia la capacità di mettere a posto le cose. Una responsabilità che non auguro al mio peggior nemico.

Come si può sposare qualcuno con cui litighi e urli già? Come puoi pensare che un impegno simile faciliti le cose? Come si può farsi sposare usando un ricatto o una minaccia? Eppure sono situazioni all'ordine del giorno.

Si tratta di pesone che non si amano e che non sanno proteggersi.

Sarebbe ovvio pensare che se non stai bene con qualcuno non te lo ordina il medico di starci, se quella coppia non funziona, perchè ostinarsi a tenerla in piedi? Eppure è così, alcune persone, anche di quelle apparentemente intelligenti, non riescono a sottrarsi a rapporti distruttivi e ad insistere in errori già commessi.

Mi rattristano molto questi uomini e donne incapaci di stare da soli, bene con se stessi, che cercano nell'altro un amore che non hanno per se stessi, una legittimazione, un ruolo. Ma se non sei capace di essere felice nessuno potrà darti il pretesto per esserlo.

Il primo matrimonio può essere un errore di gioventù, il secondo sfortuna, il terzo comincia ad essere reticenza e superficialità e il quarto, beh....ditemelo voi.

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