lunedì 24 marzo 2008

Il purosangue arabo

Non si può imbrigliare un purosangue arabo, è evidente. Se lo domi perde una parte della sua istintualità, perde un pizzico di ispirazione e genio.
Solo il cavallo stesso può decidere di migliorare al massimo la sue prestazione, di piegare la testa per un attimo per prendere lo slancio e correre ancora più veloce. Anche il più veloce e il più potente stallone può aver bisogno di concentrarsi di più, migliorare una falcata, misurare un passo. Perchè talvolta, per vincere la corsa è necessario conservare le energie all'inizio, essere costanti, e tenersi un po' a freno per lo sprint finale. Una lezione che voglio imparare proprio dalle creature che amo di più. Non si finisce mai di domarsi, di educarsi, lo chiamano crescere e come dice il mio amico Valter, si deve tendere sia alla perfezione che all'equilibrio. Ci siamo vicini, caro amico, ma ogni tecnica si può ancora migliorare, raffinare. Io mi sento Varenne, c'è poco da fare. E ogni tanto mi capita quindi, come tutti i cavalli di razza, di dare una sgroppata, di alzare un po' di polvere, di rischiare, per troppa dedizione, di disarcionare il mio cavaliere. Un errore di entusiasmo, perchè anche i campioni sbagliano, ma poi sanno recuperare. Quel tipo di sangue, quello del deserto, quel sangue misto, è difficile da far circolare in maniera regolare. Va da sè che anche questo possa dare qualche svantaggio ;)

1 commento:

Anonimo ha detto...

ma quanto è fico cavalcarlo...mx positanomylife