giovedì 31 maggio 2007

Coming soon

Presto, prestissimo, su www.bistrotchezmaurice.com la recensione del ristorante BRASS a South Barrington, Illinois.

mercoledì 30 maggio 2007

Vi segnalo il Progetto Pollicino

LUGANO - Genitori detenuti e separati forzatamente dai propri figli. E’ una situazione che si trovano a vivere diverse mamme straniere e ticinesi. Tutte però si trovano nella medesima situazione: gestire il difficile e delicato rapporto con i figli. Dentro le mura, se il figlio ha meno di 3 anni. Attraverso incontri settimanali quando il figlio è più grande. Come si fa a vivere la maternità o la paternità in un contesto come quello del carcere? Lo abbiamo chiesto ad Edith Cohen, psicologa e psicanalista, responsabile di un progetto all’interno del carcere la Stampa di Lugano.
Come si svolge e in cosa consiste il vostro lavoro con le madri e i padri detenuti?Il progetto “Pollicino” si colloca nel campo della prevenzione di fenomeni come la rottura dei legami genitori-figli conseguente l’incarcerazione. La maternità e la paternità non si interrompono con la detenzione. La relazione coi genitori è un diritto per i bambini, perché ne va della costruzione della loro identità, della capacità di sapere chi sono e di mettere in atto delle relazioni positive. I detenuti che sono interessati a questa proposta devono richiedere il colloquio che può essere anche individuale oltre che familiare. Questo incontro li interroga sulla loro responsabilità verso la realtà esterna e verso i ruoli che hanno oltre a quello di carcerato. Spesso infatti prevalgono atteggiamenti di perdita di responsabilità e infantilizzazione dal momento che quasi ogni aspetto della propria vita è gestito dal penitenziario.Pollicino è un luogo dove si cerca di ritornare se stessi, cioè Soggetti: un padre, una madre, un figlio, prima che un detenuto, una sposa infelice, o un bambino solo.
(Fonte: Ticino online)

Sondaggio: ritenete giusto che bambini sino a tre anni vivano in carcere insieme alle madri? E che alternativa vorreste proporre (arresti domiciliari, separazione dei bambini? Che altro?)

Cinismo

Ma perchè non mi stupisco? Perchè lo sospettavo dall'inizio? Sono diventata cinica?

Omicidio donna incinta, arrestato il marito
Sviluppi nell'inchiesta sul delitto nella casa di Compignano. L'uomo fischiato e insultato dalla folla. Funerali, lungo applauso al feretro

Roberto Spaccino portato via dai carabinieri (Arcieri)PERUGIA - Roberto Spaccino, 37 anni, è stato arrestato per l'omicidio della moglie Barbara Cicioni, 33 anni all'ottavo mese di gravidanza, uccisa nella sua abitazione di Compignano . L'uomo, accompagnato dai suoi legali Michele Toti e Luca Gentili, aveva lasciato intorno alle 14 la sua abitazione di Compignano e ha raggiunto la caserma di Marsciano, da dove poi è stato portato in carcere. I legali, parlando con la stampa, hanno affermato di non conoscere ancora i contenuti dell'ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip di Perugia Marina De Robertis su richiesta del pubblico ministero titolare delle indagini Antonella Duchini. All'uscita, per essere accompagnato in prigione, l'uomo è stato fischiato e insultato dalla folla di persone che si era raccolta fuori dalla caserma dei carabinieri.
INDAGATO PER OMICIDIO VOLONTARIO - Antonella Duchini, il sostituto procuratore che coordina le indagini per l'omicidio, ha reso noto con un comunicato che Roberto Spaccino «è indagato per i delitti di omicidio volontario aggravato (futili motivi, crudeltà verso la vittima, rapporto di coniugio) per aver cagionato la morte della moglie Barbara Cicioni, maltrattamenti nei confronti della medesima e dei figli minori, calunnia nei confronti di ignoti, simulazione di reato».
GLI INDIZI - «Gli indizi - prosegue la nota - consistono principalmente in pregressi, usuali, gravissimi maltrattamenti nei confronti della Cicioni, comprendenti violenze fisiche e morali; nella palese simulazione dei reati di furto e rapina; nelle cause della morte (meccanismo combinato di natura asfittica - soffocamento - e neurologico - inibizione da compressione del nodo del seno con conseguente bradicardia - arresto cardiaco, derivante principalmente da azione violenta produttrice di lesioni di natura contusiva profonda); nell'ora della morte contrastante con la versione dell'indagato».

Colpo di clacson


Ogni volta che incrocio un altro Duetto sulla mia strada faccio un colpetto di clacson e agito la manina. In genere mi rispondono. Lo faccio istintivamente, se vedo un altro col Duetto so che ha qualcosa in comune con me, di certo una certa idea della vita. Specialmente se è la tua unica macchina il Duetto prevede un modo di pensare, sportivo, semplice, sano, leale. Devi fare molta fatica, io ad esempio non ho il servosterzo e ho due bicipiti da paura, la maniglia del finestrino mi rimane sempre in mano, la portiera scricchiola, il deflettore a 120 va per ...AZZI suoi, quando piove gocciola anche dentro ma io so che non c'è altra macchina al mondo capace di darmi le stesse emozioni. Ce l'ho da sei anni ed è come la prima volta. Sapete com'è? Come una amante, bella, sexi, che a letto di fa impazzire ma alle volte è un po' bizzosa e glielo perdoni perchè lei è l'unica. Discorso da maschio, lo so, ma ho passato la vita in compagnia di maschi, in moto, in macchina, in triciclo, sempre l'unica donna in mezzo ai maschi e mi sono trovata benissimo. Ma bando ai ricordi nostalgici (anche se devo ancora coronare il sogno di comprarmi una Yamaha FZR750 o che so io), voi tra Duetti, vi salutate?
(Nella foto: raduno CARD in Friuli)

Teoria del caos


Mi piacciono le persone capaci di farmi riflettere, quelle che mi propongono una chiave di lettura a cui non avevo assolutamente pensato. Mi arricchiscono, è ovvio e quindi le apprezzo. Tendo talvolta a non avere mezze tonalità, o bianco, o nero e quindi il primo che mi mette sotto al naso una scala di grigi è molto apprezzato. Avendo un caratterino piuttosto forte ho anche delle idee piuttosto precise ma non sono così stolida da non tenere in considerazione l'opinione degli altri.

Le critiche non mi fanno piacere ma le accetto se mi fanno crescere e se non sono gratuite.

Non sono perfetta e lo so benissimo, conosco i miei limiti e alcuni di essi ho davvero voglia di superarli.

Conosco anche i miei difetti, alcuni lati spigolosi, un certo caratteraccio, ma ho un pregio: parlo chiaro e non mando messaggi tra le righe. Quello che dico vuole essere sempre diretto, lineare, chiaro. Quindi quando non vengo capita, quando quello che dico viene travisato, quando mi si attribuisconon messaggi collaterali mi dispiaccio moltissimo. Io sono la classica persona per cui le parole sono un patrimonio inestimabile, e ne faccio un uso molto accurato. Mi servono per focalizzare, capire, esprimere emozioni e sentimenti. E quando vengo fraintesa il dolore è enorme. D'altro conto quando si è in due ognuno mette nella conversazione e nella comprensione di essa il suo vissuto e il suo modo di essere.

Io sono complicata ma chiara e mi secco se mi attribuiscono retropensieri. Si, complicata, ma non incomprensibile, anzi le mie chiavi sono piuttosto semplici.

Ma ho una mia natura ben definita e non riesco a tradirla, non riesco a recitare, a fingere o a mentire. Quello è uno zoccolo duro che non posso sradicare, pena non essere più me stessa e a me Jo piace molto, con tutti i suoi difetti e tutta la sua voglia di non commettere lo stesso errore due volte di seguito. Quando non posso essere me stessa smetto di interagire e mi smonto, il mio entusiasmo scivola via come un rivolo costante e inarrestabile, e sento il bisogno di rifugiarmi nella compagnia di persone che credono a ciò che dico e ne comprendono perfettamente il senso perchè prive di sovrastrutture. Ma non ci avrete capito nulla e a stento ci ho capito qualcosa io.

domenica 27 maggio 2007

Cena da chef a...10.000 metriLa


La potete leggere, in esclusiva, solo su www.bistrotchezmaurice.com

28 maggio: giorno della memoria.

C'è una bandiera di fronte ad ogni casa, su ogni palazzo, c'è una bandierina nei taxi, sul cruscotto di moltissime auto e sul bavero della giacca di manager ed impiegati. Per gli americani la bandiera è una faccenda estremamente seria, qualcosa che 'sentono', che li fa sentire parte di qualcosa. Inevitabile bisogno di sicurezza, forse, per un paese patchwork, fatto mille origini, mille etnie, di gente che era altrove e ora è americana. Inevitabile, forse, in un paese così vasto, sconfinato. Non fanno testo le metropoli come New York, Seattle o Chicago. In alcuni zone rischi di essere circondato dal nulla a perdita d'occhio e quindi hai bisogno di sapere che questa è "America".
Il 28 maggio l'America si ferma a commemorare i propri patrioti, i caduti delle guerre vicine e lontane: la seconda mondiale, il Vietnam, il Golfo e ora l'Agfanistan.
Il cimitero di Arlington è il simbolo di tutto questo. Al suo interno una zona speciale per i caduti di guerra. Un club al quale nessuno vorrebbe appartenere è quello fatto dai parenti di questi caduti: madri, padri, mogli, figli che qui si riuniscono, che solo qui trovano conforto e qualcuno che può veramente capire. Ad Arlington si sono formati spontaneamente gruppi di persone che hanno subito lo stesso destino, quello di perdere qualcuno che si amava. Qui si può parlare o tacere: ci sarà sempre qualcuno che ti ascolta o che ti mette un braccio intorno alle spalle. Nella tragedia, una benedizione, perchè se ti chiudi nel tuo dolore sei morto anche tu.
Domani l'America si ferma, i negozi sono chiusi, si ferma la grande macchina dell'indutria. Ci vuole un giorno per ricordare, perchè tutti, anche per quelli che non hanno perduto in un paese lontano un figlio di 22 anni.
Sono con loro.

Cum grano salis


Nella blogosfera ne parlano tutti, o quasi.
Lo cita nel suo profilo Diamante Rosa, gli fa eco Maurice.
E io chi sono? La figlia dell’oca nera? Babbo Natale?
Io, che uso per i miei arrosti il Fleur de Sel della Camargue, ho pensato di farvi cosa gradita, lasciandovi di sale, per la mia….sapienza. Ma queste note usatele…cum grano salis.

Nelle saline di argilla della costa Atlantica francese, si forma per evaporazione grazie all'azione del sole e del vento, il sale di Guérande. Raccolto in modo artigianale, nei mesi da giugno a settembre, secondo l'antico metodo celtico che prevede l'uso solo di pale in legno e non di metallo che potrebbe contaminarne la purezza.
Questo sale non viene trattato con sbiancanti e non subisce alcun tipo di raffinazione, per questo conserva il suo caratteristico colore grigio. Contiene circa 80 minerali, tra i quali: magnesio, calcio, potassio, manganese, fosforo, iodio...
Fiocchi di sale di Cipro
Delicati fiocchi di sale marino di Cipro, di forma piramidale, prodotti col metodo tradizionale dalle acque del Mediterraneo, senza alcun additivo artificiale.
Di un colore bianco luminoso naturale, con un gusto fresco e dolce, privo del retrogusto amaro, tipico negli altri sali.La sua particolare consistenza gli permette di sciogliersi immediatamente a contatto con il cibo, e la sua intensa sapidità ne consente un uso contenuto. Utilizzato sia in cucina che sulla tavola, è molto apprezzato su carne, pesce, verdure e insalate.
Sale marino grosso dell’Algarve
Sale dell'Atlantico, prodotto con metodi artigianali fin dal tempo dell'Impero Romano, nell'area protetta del parco nazionale di Rio Formosa nell'Algarve (Portogallo). Viene raccolto manualmente ogni 2/3 settimane, solo il sale di affioramento che è quello più bianco e puro, ricco di minerali e oligoelementi. Prima di essere confezionato, viene lasciato essiccare naturalmente al sole per 5 giorni. Questo sale è certificato da "Nature & Progress" fin dal 1999, ed ha ottenuto il Premio Slow-Food per la Bio-Diversità nel 2001.

Feur de sel
Fleur de Sel (Fior di Sale) è un condimento raro e pregiato. Questo sale marino artigianale consiste in una brina di “giovani” cristalli che si formano in modo naturale sulla superfice delle saline.
Nei mesi estivi viene quotidianamente raccolto a mano in piccole quantità.
Naturalmente candido, viene chiamato anche
“Il caviale del sale”, ed è molto apprezzato dai migliori chef e gourmet di tutto il mondo.

Sale delle Hawaii
Alaea è il tradizionale sale da tavola Hawaiano, che prende il nome da un minerale naturale, un argilla rossa di origine vulcanica. Durante il processo di evaporazione si mescola con il sale e lo arricchisce di ferro, conferendogli il suo caratteristico colore rosso.
Ha un gusto molto più intenso degli altri sali, ed un grammo di sale Hawaiano contiene una quantità di ferro fino a cinque volte superiore a quella contenuta nel sale comune. Si utilizza su carni alla griglia (agnello, maiale, ecc.) o per i barbecue, e per la sua particolare colorazione è usato dagli chef per decorare e guarnire piatti importanti.
Sale australiano

Il Murray River è il più grande fiume dell'Australia. Dalle acque saline di un suo bacino sotterraneo, dopo aver riposato per migliaia di anni, nascono questi fiocchi di sale quasi impalpabili e assolutamente puri, senza alcuna traccia di sostanze chimiche inquinanti.I piccoli fiocchi di un tenue color albicocca hanno un gusto delicato e sono consigliati per tutti gli arrosti e i piatti che richiedono una cottura al forno. Per il suo colore caratteristico, viene anche utilizzato dai cuochi per guarnire piatti di alta cucina.

My compilation

Tra le varie cose che ho fatto durante la mia trasferta americana c'è stata la Compilation. Ho scelto con grande cura la musica da sentire nel corso del viaggio e ora ve la propongo. Se la selezione vi è piaciuta e volete acquistarla sarò lieta di inviarvela, masterizzata su un CD rigorosamente viola.
Prima tappa.
Partenza da Roma e viaggio verso New York via Monaco e Francoforte:
  • I'll fly for you - Spandau Ballett
  • Seven days - Sting
  • Lovelight - Robbie Williams
  • You don't know my name - Norah Jones
  • Do ya think i'm sexy - Paris Hilton
  • By night forever - Rosario Giuliani
  • The blessing - R.G.
  • Sul sentiero - Sergio Cammariere

Nella business lounge, sorseggiando la mia bevanda preferita quando sono all'estero: un Bloody Mary senza vodka ma condito di tutto punto e se c'è un gambo disedano, tanto meglio:

  • The runaway - Janet Jackson
  • Don't cry - di Faith Evans (solo in caso manchi il sedano)

Ore 19.50 anzi 20.59 atterraggio a NY, ho ascoltato:

  • Nightlife - Sergio Mendes

Gli echi del tramonto si diffondono sui vetri dei grattacieli, ci sta bene:

  • Living for the city di Stevie Wonder
  • You're not a man - Syleena Johnson
In volo verso Chicago, quando la città è sotto di noi ma le nuvole sono ancora protagoniste assolute del paesaggio:
  • Let's take a ride - Justin Timberlake
  • Heaven - Kelly Rowland

Per l'atterraggio ho pensato di omaggiare il bravo Mario Biondi che qui farebbe un figurone. Grazie anche ad Attilio che me lo ha fatto conoscere un attimo prima che diventasse famoso anche perchè - e non è poco - ci ha suonato insieme, quindi:

  • Burning Tree - Mario Biondi

Dopo questa intensa e talvolta concitata cavalcata americana mi preparo al ritorno a casa. Ho preso alcune decisioni, ho nuovi spunti di riflessione. La musica?

  • No place like home della compilation Club Med divinamente suonata - alla chitarra - da Attilio e cantata da Mario Biondi ante fama globale. E poi il titolo è perfetto anche se, lo giuro, me ne sono accorta solo dopo.

Atterraggio a Francoforte:

  • the hidden agenda - Craig David

Finalmente a casa: l'unica musica possibile è la vocetta di mia figlia, l'unico strumento accordato il suoi baci bavosi sulla mia faccia.

Esercizi di stile


In una vecchia agenda ho trovato alcuni piatti: quando leggo un menu che mi piace copio i titoli e poi li uso come spunti per rifare a casa qualcosa di simile.
E' una sorta di esercizio creativo: non avendo le ricette non sarà la stessa cosa ma alla fine funziona come un tema scolastico: io ti do' il titolo e tu lo sviluppi come vuoi.
Purtroppo non ricordo il ristorante in cui le ho prese ma non è poi così importante.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

Ecco l'elenco che io ho trovato molto stimolante:


ENTRée
Scaglie di parmigiano spruzzate di aceto balsamico (e fin qui non c'è nulla da sviluppare però l'idea mi sembrava carina)


PRIMI

paccheri con branzino e broccoletti al peperoncino e olio d'oliva
Pici ai frutti di mare, favette e coulis di gamberi


SECONDI

Gallinella in guazzetto di vongole veraci
Baccalà in tempura di riso con mango marinato al lime (suggestione molto creola)
Millefoglie di orata con polpa di melanzana e avocado con pomodori confit


DESSERT

Spuma al cioccolato con pera marinata al Grand Marnier
Coppa di fragole con spuma di mascarpone e aceto balsamico
Cilindro di fondente con macedonia di mango alla menta
Gelèe di melone in salsa di liquirizia e spuma di Lambrusco.
Che te ne pare????? A me è venuta una aquolina....

Dimmi qualcosa di verde

Carina l'idea del Corriere Magazine dell'articolo intitolato: "Dite qualcosa di verde".
Vogliamo provare a lanciareun sasso nel mare della blogosfera?

Più pannolini per tutti

Si sono avverati tutti i miei incubi. Ecco il pannolino per lui. Per carità, in alcuni casi può essere necessario ma fa un po' tristezza e credo che i meschietti, anche se ageé avranno qualche resistenza psicologica: infatti il pannolino è 'roba di femmene' e tale rimane nell'immaginario maschile. Inoltre sono sconvolta dalla foto scelta per la pubblicità, ditemi che è orribile. Assolutamente assurda e grottesca. Ma chi l'ha ideata sta campagna????

Nuove mode anche in azienda.

Applaurire alla fine di una relazione? Assolutamente OUT. Nelle riunioni non si applaude più (in realtà non l'ho mai trovato opportuno se non in rare circostanze): ma si batte delicatamente con le nocche sul tavolo.
Perchè? Non lo so, almeno, non lo so ancora, per ora mi limito a osservare e descrivere un fenomeno, diffuso sia in Europa che in America.

sabato 26 maggio 2007

Il pepe di Kuching?

Ebbene si, è la risposta al sale di Guerande, una piccola provocazione a tutti i miei amici che col sale me l'hanno fatte a peperini (tradotto: mi hanno esaurita).
Anche se ho una sopresina per voi in fatto di sale, si tratta solo di avere pazienza.
Lo spunto me lo ha dato un trafiletto apparso sul Corriere Magazine: l'amante del caffè Gianni Frasi, titolare di una famosa torrefazione a Verona si è appassionato alle bacche del pepe. Ne conosciamo in genere quattro qualità: il bianco, il nero, il verde e il rosa ma c'è molto di più. Allora il buon Frasi in compagnia della figlia non solo si è premurato di andare proprio nei luoghi in cui il pepe nasce, ma anche di creare una piccola azienda chiamata Maricha che proprio di questo si occupa. Le bacche di pepe devono essere lavate in acqua fredda, passate poi in acqua calda e alla fine essiccate, il tutto entro 24 ore dalla raccolta per preservarne al massimo la qualità e il gusto. Una delle qualità più ricercate è di certo la Kuching che viene raccolta da piante di età variabile dai 4 ai 10 anni coltivate nello stato di Sarawak in Malesia. Un pepe straordinario, potentissimo, dal profumo esplosivo, che va macinato al momento con il macinapepe manuale. Volete provarlo? Si compra qui: Maricha - tel. 045-6862462 oppure Pasticceria Sirani - BS - 030-6821179. Prezzo: dai 6 ai 12 euro. Equo per una esperienza nuova. Consiglierei accostamento con piatto semplici onde dal modo al pepe di dare il meglio di sè. Per favore Maurice, suggerisci un abbinamento adeguato.....

La scatola dei giorni perfetti (meme)


Raccolgo lo spunto di Diamante Rosa e copio qui un post scritto a mano prima della mia trasferta americana.
Sono certa che esistano i giorni perfetti ma chissà perchè stento a identificarli, ricordarli. Ricordo attimi di felicità intensa ma faccio fatica a pensare ad intere giornate, o forse no, basta fare un po' di mente locale.
Ricordo una passeggiata a cavallo in mezzo alla neve, a Cortina. Un momento di grazia e bellezza irreale, il rumore felpato e sottovoce degli zoccoli e la contemplazione di un bosco candido e fatato. La magia che attribuisco a quel ricordo è ancora più grande se penso che aspettavo mia figlia, anche se ancora non lo sapevo.
Conservo nella scatola tutti i giorni in cui sono stata innamorata e le 10.07 del 13 novembre 99 quando è venuta alla luce mia figlia. Momenti perfetti, flash, lampi, gocce di memoria, direbbe Giorgia. La prima volta che ho visto Miami ed era un tripudio di cielo e di nuvole. Il mio primo articolo ed era il 24 novembre 1990. Ogni volta che ho chiuso un cerchio e concluso qualcosa di importante. Il primo salto da 1.20m e il cavallo che sarà sempre nel mio cuore, Aquario. Non amo molto cullarmi nei ricordi, i giorni perfetti sono quelli che verranno, ma per me, per come sono fatta, un giorno è troppo. Mi basta un momento. Nella scatola così ci sarà più posto.

Ad ognuno il suo

Personalmente ho altri hobby, che possono piacere o meno. Ma vorrei porre alla vostra attenzione l'esistenza di un Fan club molto particolare, quello degli amanti della serie Star Treck e dei suoi personaggi, tra cui il vesuviano dottor Spock. Nonostante possa assicurarvi che i vesuviani sono tra noi, o almeno i loro discendenti (conosco una persona con un orecchio a punta), ho scoperto che questi appassionati hanno abitudini a dir poco singolari tra cui riunirsi una volta all'anno vestiti come i protagonisti della serie. Io non so dove sarà il prossimo meeting ma se qualcuno ne viene a conoscenza lo prego di avvisarmi, non credo di potermelo perdere.
E comunque...per ora continuo a preferire il club del Duetto.

Ballerina girl

Queste nella foto sono di J.Crew e costano dai 158 ai 228 dollari e sono Made in Italy. Di ballerine ai piedi di giovani ed eleganti newyorkesi ne ho viste diverse e la cosa mi fa molto piacere, primo perchè sono delle scarpe deliziose e a casa mia non sono mai passate di moda. Secondo perchè aborrisco l'abitudine di andare in ciavatte ovunque, tipico degli americani. Le sleepers, le infradito, insomma, le hawayane (si, Vale, lo so, dobbiamo andare a cercarle), le ammetto solo in spiaggia e se si hanno piedi se non perfetti almeno belli.

Io le ho comprate di recente: nere di vernice e color cipria, bellissime. E quando le metterò, mi sentirò un po' a New York, che per quanto caotica ha sempre il suo fascino.

Bentornata


Bentornata Mamma!!!
Questo si che è stato un bentornato. C'erano proprio tutto, umani e bestie di pelo e di stoffa. E poi i fiori, e la corona. Un cartello a colori tutto tempestato di violette. Erano davvero felici di vedermi, e io loro, che mi sono mancati. C'era anche Otto con la scusa di fare visita alla sua bella, anche se sono sicura che non volesse mancare. Ecco perchè è bello partire ma è molto, molto più bello tornare.

Dovere di cronaca

La pubblicità era sul quotidiano USA Today e, curiosa come sono mi sono fermata a leggere. Si tratterebbe di mini-salviette che contengono non so cosa, una non meglio specificata formula. Si applicano come un salvaslip e dovrebbero rilasciare. ritengo. delle sostanze localmente che hanno un effetto sui genitali femminili. Ora, come possano agire sul desiderio, che parte, come è noto, dal cervello è un mistero. Ma la mia curiosità era tanta. Il sito ufficiale è oscurato (chissà perché). Comunque se qualcuno ne sa di più vi prego informatemi, mi urge un dovere di cronaca.

Un post dall'ospedale

Tra i pazienti ricoverati e i loro familiari negli Stati Uniti stanno spopolando i blog.
La finalità è quella di tenere informati i conoscenti e gli amici circa le condizioni di salute dei propri cari: i più usati sono CarePages and CaringBridge.

Un giornalista del Chicago Tribune, Eric Zorn, ha dato eco sul suo giornale a questa esperienza che ha scoperto in un modo particolare. Un giorno Zorn ha ricevuto una mail in cui lo si avvisava che il suo medico curante aveva avuto un gravissimo attacco cardiaco. Il giornalista aveva grande stima del suo medico, ma non si sentiva nella posizione di poter telefonare alla moglie per avere sue notizie. È stato molto contento, allora, quando in calce all’e-mail ha visto che era segnalato un link cliccando il quale si è collegato ad un blog in cui la moglie del suo medico riportava quotidianamente le condizioni del ricoverato. Nella pagina chiunque ne avesse voglia poteva lasciare dei messaggi per il medico. Si è aperta così agli occhi di Zorn la grande realtà dei blog dei pazienti, che si sta diffondendo a macchia d’olio negli Stati Uniti. Tra gli obiettivi dichiarati di questi blog, il cui supporto tecnico a volte è gestito da privati e a volte dagli stessi ospedali, è quello di fornire un sostegno morale ai pazienti nel momento di maggiore bisogno; ma non solo. Per molte persone questo è anche un modo per condividere informazioni sulla malattia attraverso le esperienze dei singoli.
(Fonte: www.pensiero.it)

venerdì 25 maggio 2007

La Cina sara' pure vicina...

...ma l'America e' ancora lontana se considerate che partiro' alle 21.45 di venerdi e tra riffe e raffe saro' di nuovo a casa o meglio a Roma sabato alle 17.20 e a quel punto vorrei vedere tanto una faccia amica e invece vedro' quella di un tassinaro. Comunque, c'est la vie.
Ho un milione di cose da dirvi tra cui che ho subito due controlli antiterrorismo nello stesso viaggio, credo che Prodi abbia fatto incazzare Bush perche' lo hanno fatto solo a due italiane e mi hanno forzato il lucchettoche quindi ora devo ricomprare. Sara' una giornata lunga ma ho buone notizie per Maurice: ieri la cena e' stata interessante e ancor di piu' i vini, quindi ho molto da raccontare.
Mi mancate moltissimo tutti. Ora devo andare...tremate, sto per tornare.

giovedì 24 maggio 2007

Confermo, saro'...chez Maurice

New York - L-atmosfera e' la solita, caotica ed eccitante. Mille cose da fare e il nuovo incarico da inviata speciale in cucina.
Ho gia' assaggiato, raccolto impressioni, valutato, locali, preso montagne di appunti, ma di scrivere da qui nemmeno l'ombra di una possibilita', I'm very sorry. Dovrete aspettare ancora un po' ma... stiamo lavorando per voi!
Non sara' facile mettere ordine tra appunti, foto, ricordi, corse ma questa e' una citta' cosi': sei tu che devi adeguarti a lei e non viceversa.
Posso solo dire che ieri sera ho cenato nella Steack House preferita da George W. Bush, ma sta cadendo la connessione........

mercoledì 23 maggio 2007

0.69 centesimi di dollaro al minuto...


Quindi saro', per forza di cose, breve.
Imbarcata a Francoforte mi e' toccata un'altra ora di ritardo, poi le canoniche 8 ore e 44 che quando puoi stare sdraiato volano e poi un'ora di fila all'immigration con corollario di foto semi-segnaletiche e impronte digitali, come se avessi la faccia di una cellula terroristica. Poi in limousine un'ora di assordo viaggi per tutte le cicrconvallazioni di NY per arrivare in una sorta di cittadina che si chiama White Plains. Nanna presto e stamane all'erta alle 6 per fare tutto con calma ma tanto non avevo piu' sonno e poi se c'e' una cosa a cui non resisto e' farmi il caffe' con la Coffee Machine che c'e' in tutte le stanze d'albergo d'America.
Ora vado ma ho gia' una recensione per maurice, che gli mandero' al mio ritorno.
Ieri mi sono sparata anche l'intervista a Al Gore che per vincere le elezioni, a patto che si voglia ripresentare, dovrebbe dimagrire quanche chiletto. Ma e' una opinione del tutto personale.
A presto cari amici vado off course, cioe' DE CORSA.

martedì 22 maggio 2007

Un, due, tre, Stellar

E´ un gioco anche questo, tutto femminile, tra lo shopping e il makupping.
Si puö giocare anche da soli anche se io gioco con Stefi. Vabbe´ rivelo la cretinata, mi sono comprata il piü magnifico dei lucidalabbra, che avevo finito e che non avevo il coraggio di ricomprare. E´ lö Stellar Gloss di Helena Rubinstein e vi posso assicurare che mantiene ogni promessa. Ha una consistenya particolare, non appiccica, gonfia le labbra, le lucida e le fa brillare proprio come le stelle in una notte buia.
Se proprio devo pensare ad una notte la prima che mi viene in mente e´ una notte in Sardegna in cui speravo di essere baciata, e invece mi e´ andata buca, la seconda e´ ancora piü bella: sull´amaca in campagna, in inverno, coperti da un piumino a guardare la bellezza dell´universo sopra di noi.
Momento perfetto.

Nomen omen

In taxi verso l´aeroporto stamane mi rendo conto che il conducente si chiama, di cognome, Caronti. Quale miglior lavoro che non traghettare passeggeri da un lato all´aätro della cittä?
Allora dato che probabilmente a quell´ora non mi veniva nulla di piü brillante ho cominciato a pensare a quante volte nome e professione coincidano quasi profeticamente.
Qualche esempio: S. Calvieri e´ uno stimato dermatologo esperto in calvizie, diradamenti, alopecie e chi piü ne ha piü ne metta. Il dottor Strano e´ un criminologo e profiler, si occupa di pedofili, serial killer e sette sataniche, cose inconsuete. Per la veritä anche lui ha un´aria "strana" anche perche´ sorride molto poco ed e´ evidentemente disabituato a tale esercizio emotivo nonostante poi sia un uomo sensibile.
Bene che ne dite quindi di partire ad un nuovo, quanto estemporaneo, "nome omen meme"?
Raccontatemi dunque persone che hanno un cognome assolutamente coerente con il lavoro che fanno. A me ne verranno altri in mente, ci sto giä pensando.

Nota: chiedo scusa per la mancanya di foto in questi post ma questo passa il convento.

Altro giro, altra corsa


Scrivo da Francoforte, la cittä verde, almeno secondo la veduta aerea, una distesa infinita di alberi, e un centro piccolo, a misura d´uomo. La Germania e´ cosmopolita almeno a quanto si puö capire transitando in un aeroporto: donne e uomini di varie origini ed etnie, indiani, cinesi, orientali in genere che fanno parte dell´equipaggio della Lufthansa. Tutti vestiti in blu con accessori gialli, cosa che sarebbe molto piaciuta al mio ex marito e scusate la divagazione.
Non avevo mai tenuto un diario di viaggio LIVE come questo. Ogni tappa un post e se possibile anche di piü anche se ho assolutamente bisogno di riposare un po´ ma senza dormire perche´ quando arriverö saranno le otto di sera e dovrö sbatte la panza a letto.
Una bad news per Maurice...tutte le mie peripezie volanti, si che mi sembro una circense, hanno una triste conclusione: niente ristorante stasera, con tutto ciö che ne consegue.
Pazienza, mi rifarö nei giorni seguenti e porterö a casa il compito promesso, fosse anche il famoso HOT DOG in quinta strada. Ogni promessa e´ debito.
La mia cucciola mi manca talmente tanto che per sentirla piü vicina sto ascoltando le canzoni del suo cantante preferito, Jesse McCartney, uno che sul cognome ci ha marciato mica poco....

Antropologia del viaggio

Marc Auge´ li chiama non luoghi, tutti quelli di passaggio, dove ci sono agglomerati di persone che si sfiorano, si incontrano, incrociano per un nanosecondo i loro destini ma non si conosceranno mai. Aeroporti, stazioni, anche supermercati in cui uomini separati di fresco si recano in cerca di una nuova occasione, salvo poi non conoscere affatto gli orari giusti per il ´cucco´ da banco frigo.
Ma non e´ questo di cui voglio parlare.
Vorrei dirvi che Dio esiste perche´ mi hanno pagato il viaggio in business e il che significa la Lounge dell´aeroporto di Monaco da dove sto scrivendo in questo momento. Il che significa che ho perso l´aereo ma non sto perdendo tempo perche´ c´e´ un pc e da qui posso postare il che mi fa sentire metropolitana ma anche apocalittica e molto molto integrata. Essere qui e li allo stesso tempo, tra un volo per Francoforte e uno per New York, altro che storie.
Non sono nemmeno seccata, forse perche´ sono alla ricerca della giornata perfetta, e tra lßaltro mi sono innamorata del paio di scarpe piu´ belle del mondo, di Escada, rosa lillato con impunture e fiocchi, roba da principesse.
Insomma, mi dovrete sopportare anche a distanza perche´ ho gia´ messo in memoria un sacco di stimoli, di suggerimenti, di idee che spero di postarvi anche a distanya il che fa molto, ma molto global e in fondo GLOCAL.
Vado a continuare il global trip. Vi abbraccio tutti.

lunedì 21 maggio 2007

Alla conquista del West o meglio, torno a casa


Mi sento un po' Colombo, un po' Magellano, insomma, un po' confusa e felice. Mancano poche ore alla partenza. Non faccio nulla di speciale ma avevo davvero voglia di allontanarmi qualche giorno. Il bagaglio non è pronto, non so cosa mettermi per il viaggio, le scarpe coi tacchi? Si, per la sera a New York sono obbligatori così come le ballerine nuove color cipria con la fibbia di strass, magnifiche e chic. La valigia è troppo piccola per contenere il mio entusiasmo, mi ci dovrò sedere sopra. Avrei voluto fare un salto da papà, portare un fiore sulla sua tomba ma non credo sarà possibile, il programma è troppo fitto. Ci tornerò con Grace e una bandiera americana perchè è stato un patriota. Sono orgogliosa di te papà e sono felice di tornare, sia pure per pochi giorni in una patria che è anche mia. Mi manchi. Avevo ancora un milione di cose da dirti.

venerdì 18 maggio 2007

Per la serie:se non è la tua ora

Donna sopravvive a «decapitazione interna»
Shannon Malloy ha avuto il «distacco della testa dal collo» per un incidente, ma i chirurghi hanno «stabilizzato» la situazione

DENVER - La storia sembra incredibile. Shannon Malloy, una donna americana di 30 anni, secondo quanto riportato dal sito DenverChannel.com, ha subito una «decapitazione» il 25 gennaio scorso e poi ha raccontato la sua esperienza in un video su internet. A «decapitare» Shannon è stato un incidente d’auto avvenuto in Nebraska, che l’ha sbalzata fuori dall’automobile su cui viaggiava. A causa dell’impatto il cranio si è «separato» internamente dal collo, nel senso che la donna non aveva più alcun controllo sui movimenti della sua testa. Shannon ha subito fratture del cranio, edema cerebrale e varie lesioni neurologiche, ma è sopravvissuta.«Tecnicamente il fenomeno si chiama decapitazione interna», ha spiegato Gary Ghiselli, del Denver Spine Center, dove la paziente è stata curata. «Mi era già capitato di vedere un caso del genere, ma il paziente non era riuscito a sopravvivere» ha precisato il chirurgo.Il trattamento cui è stata sottoposta Shannon Malloy è stato quello di stabilizzazione della colonna vertebrale e del cranio attraverso l'inserimento di cinque viti nel collo e di quattro nel cranio con l'aggiunta del posizionamento di un tutore per tenere la testa diritta e per permetterne i movimenti in qualche misura.

Ripensare l'amore romantico


L'amore e il concetto di amore falliscono perchè anacronistici.

Siamo schiavi inconsapevoli del mito di Jane Austen.

La filosofa Adriana Cavarero sul magazine Io Donna racconta in un libro che ciò che rende infelici le coppie, e soprattutto le donne, è un eccesso di investimento in un concetto idealizzato di amore. Secondo questo modello la coppia è un valore di per sé, indipendente dalle vite dei singoli che lo compongono.

"Siamo spinti a credere di poter costruire le nostre vite modellandole sul successo della relazione". In parte perchè la globalizzazione ha messo in crisi molti valori certi e rassicuranti, in parte perchè forse è proprio il modello tradizionale ad essere in crisi. Ma allora si possono scoprire nuovi modelli di amore? Nuovi tipi di relazione?

Negli Stati Uniti è stato realizzato un telefilm su una famiglia poligama, in Italia un uomo su tre (almeno nel padovano) va con le prostitute. L'insoddisfazione è massima proprio nel momento in cui il Family Day dimostra frange di integraisti della famiglia abbarbicati a quella che non è altro che una idea.

Mi permetto però alcune osservazioni in risposta alla Cavarero che di certo propone una lettura molto intelligente: in realtà l'amore romantico è una INVENZIONE sociale recente. Ha forse meno di 100 anni. Tutto il precedente è stato matrimoni combinati sulla base di convenienze. Quindi è probabile che il modello non abbia funzionato proprio mai e quindi mi domando quali siano questi valori tradizionali, termine a cui attribuisco un fenomeno di più lungo periodo.

C'è molta insoddisfazione e se ci guardiamo appena un poco indietro, ai matrimoni delle nostre nonne e dei nostri genitori mi pare chiaro che salvo rare eccezioni la famiglia tradizionale è stato un luogo dove più che il piacere c'era il sacrificio e la fatica di stare insieme. Come se tutto questo non fosse fisiologico, come se in realtà contraddicesse la teoria ecologica per cui è necessario che una coppia stia insieme per procreare e sino a che la prole non sia indipendente (cosa che negli umani viene travisata giacchè si intende l'indipendenza fisica - mangiare e vestirsi da soli - non l'indipendenza economica che talora i figli raggiungono a 30 anni e passa). Ecco quindi matrimoni in cui i coniugi sono indifferenti, in cui la noia regna sovrana, in cui si sta insieme perchè si deve in cui la realizzazione personale avviene sempre al di fuori. Questo significherà pur qualcosa e lo dico non con spirito rivoluzionario ma come osservatrice del mondo che mi circonda. Infatti ciò in cui credo io non lo dico, almeno qui e ora.

Purtroppo


Non ci potrò essere, ma ci sarei andata molto volentieri. Lancio l'invito qui così chi vuole ci fa un salto e magari poi mi racconta.

Passeggiata nel nulla


Bello, bellissimo, ieri mi sono persa nella campagna romana. Ho sbagliato strada e mi sono trovata nel nulla, senza avere la più pallida idea di dove fossi.

Ad un certo punto avevo alle spalle case e cantieri e di fronte a me colline di un verde esplosivo, cespugli di rose spontanee, montarozzi di velluto, spianate di spighe di grano ancora immature. Andavo a 60 all'ora verso una direzione qualsiasi, attraversando il nulla, l'ignoto. Mi sono ritrovata qualche tempo dopo ed è stata quasi una delusione perchè mi piace moltissimo partire per nonsodove e arrivare chissaquando.

Ci vuole ogni tanto.

Poi sono arrivata a destinazione. Il vento caldo sulla pelle, una sensazione su cui concentrarsi, da catturare. Due ore di libertà a telefonino spento. Dove sei? Dov'eri. Ero via, nel nulla e ci stavo benissimo.

Uno su tre fa sesso a pagamento



''Nel padovano un uomo su tre richiede le prestazioni delle prostitute''
Le stime dell'associazione Mimosa. Guiotto: ''Non è una popolazione marginale. Molti pagano anche solo per avere una persona che li ascolti''. Aumenta la prostituzione volontaria
PADOVA - Nel territorio padovano un uomo su tre richiede le prestazioni delle prostitute. Circa 500 ragazze lungo le strade e presumibilmente altrettante nelle case private erogano questo servizio. Per la maggior parte provengono dall’Africa e dall’Est Europa (circa il 70%), mentre le restanti arrivano dall’America latina, ma sono soprattutto transgender. Sono questi alcuni dati forniti dall’associazione Mimosa, che stima in circa 350.000 le prestazioni sessuali a pagamento fatte ogni anno, per una popolazione potenziale di circa 300.000 clienti.


(Fonte Redattore Sociale)




Credo che un dato così eclatante meriti un commento. Non mi soffermerò sui rischi per la salute di tale pratica, rischi che poi corrono maggiormente le inconsapevoli mogli o compagne che sono esposte al contagio di malattie veneree o all'Hiv.


Voglio riflettere su una sempre più accentuata deresponsabilizzazione dei rapporti, su una certa incapacità di relazionarsi in modo maturo, impegnato e profondo. Sono numeri troppo alti per non interrogarsi.


Posso capire se al sesso a pagamento ricorrono uomini single di lunga data, magari molto timidi, magari con qualche problema, magari anche qualche curioso che vuole fare una esperienza. Mentre mi sorprende che sia un pratica diffusa perchè ha di certo ben poco di eccitante e molto di squallido. Il sesso è sempre più unicamente genitale e sempre meno relazionale ed emotivo.


Ci siamo forse resi conto che la gestione di relazioni ed emozioni è un vero pesante lavoro, un impegno che stanca e spesso non da le soddisfazioni che si attende. Tanta fatica e poi anche il matrimonio è vissuto da molti come una gabbia, in cui si sono chiusi volontariamente.


Vorrei conoscere, davvero, il vostro parere. Io come donna ho, ovviamente una visione parziale e l'idea della mercificazione del corpo non mi piace, ma accetterei volentieri uno scambio di opinioni. Un uomo su tre è davvero tanto.

giovedì 17 maggio 2007

Da oggi a....oggi. Mi sono chiesta mezza giornata e mi sono risposta, perchè no?????
Quindi, a presto, forse stasera, di certo non in giornata.
Baci
Jo

mercoledì 16 maggio 2007

La frase del giorno


"Quando vedo un'Alfa Romeo, mi tolgo il cappello"

(Henry Ford)

Notte stellata


Anche stamane mi culla e mi porta lontano la musica di Jill Scott. Corse in macchina verso il mare con i finestrini aperti e il vento che scompiglia i capelli e li gonfia dell'aria dell'estate, tiepida.

Sorrisi e sguardi. Silenzi, perchè al bisogno non c'è bisogno di precisare nulla.

Progetti di cose piacevoli.

Attese.

Promesse fatte a se stessi.

Libertà di essere, libertà di rischiare, cosa che apprezzo.

Libertà di rinunciare alle sovrastrutture.

Desiderio di liberarsi da corazze, rigidità, di tuffarsi in acqua e lasciarsi trasportare dalle onde. Dove? Non è poi così importante.

Ho davvero bisogno di un luogo dove ritrovarmi, dove abbandonare ruoli e obblighi. Un luogo non c'è dovere ma solo piacere. Un'ora di nuoto, una chiaccherata, una corsa in macchina con il pedale schiacciato al massimo e la musica a tutto volume.

Gli ultimi sono stati anni bellissimi ma impegnativi in cui la concentrazione e l'impegno hanno raggiunto il massimo. E' ora di mollare un po', di concedersi spazi di nulla e di emozioni.

Tramonti, stelle, cieli all'alba. Tornare indietro di otto anni almeno, solo per un po', solo per tornare più forte.

Ed è pure carino...


Suona il sax divinamente che fa sexy, mooolto sexy, è giovane, carino, italiano, talentuoso, relativamente noto al grande pubblico il che lo rende quel tocco elitario.

E' il jazzista Rosario Giuliani. Se vi capita di sentire che suona dal vivo beh, fatemelo sapere perchè ho intenzione di andarci e anche di corsa.

Intanto buongiorno....
p.s. a New York mi porto pure lui. Non è un viaggio di lavoro, è una colonia estiva.

martedì 15 maggio 2007

La colonna sonora del mio prossimo viaggio

E' deciso, è lei. Non è notissima al pubblico italiano ma è di una raffinatezza unica, il sound morbido adatto al mio prossimo viaggio a New York, atmosfere rarefatte e metropolitane. La musica è stata protagonista di tutta la mia vita, sono forse l'unica persona al mondo la cui vita ha una colonna sonora.
Una canzone per ogni giorno, una per ogni emozione, una per ogni stato d'animo. Ho consumato i nastri, solcato le tracce dei CD fino a quasi farle scomparire, ho ascoltato e riascoltato la stessa canzone sino a numeri mai pronunciati. Io sono musica, io sento musica con ogni cellula. Incinta di nove mesi ballavo io e ballava lei, gongolando nel liquido amniotico.
Jill Scott viene con me, la custodisco nel mio Ipod nuovo ma già stracolmo, consumati 4 giga in un baleno. Non sapevo nemmeno di conoscerle mille canzoni.
Who's she?
E' la cantante Jill Scott e il suo album Beautifully Human, con un titolo che mi piace moltissimo. Ho molte cose a cui pensare durante questo prossimo viaggio. Adoro volare, rimanere staccata da terra per ore, balzare in un altro continente, svegliarmi mentre in Italia la mia piccola dorme, respirare un paese che è anche un po' mio. D'altro canto sono una globetrotter, figlia di un globetrotter, buon sangue non mente papà, hai segnato tu il mio destino di donna con la valigia.
Jill, preparati, partiamo, finalmente!

Devo in concerto in Italia


E chi so'????? Già me lo immagino lo sguardo sgarrupato...effettivamente questa è roba per intenditori, non il mio genere, direi, sono 5 esauriti che fanno musica elettronica, sgarrupata pure quella, ma gli estimatori del genere, intellettuali d'alto bordo, dicono che siano un vero mito.
Ora, io a miti sono piuttosto democratica: riconosco come tali il Che, Marilin Monroe e James Dean, questi tra l'altro sono vivi e quindi partono col piede sbagliato perchè per essere un vero mito devi essere un po' defunto, tipo John Lennon, meglio se sparato da qualche fanatico integralista, meglio ancora se cì'è il dubbio che in realtà ci sono di mezzo i servizi segreti che fa figo. In questo modo vendi un sacco di dischi (postumi) e fai anche meno fatica.
Comunque siccome c'è una persona a cui piacciono molto mi fa piacere segnalarvi i prossimi concerti del gruppo in Italia e soprattutto, la loro esistenza.
;)

Scusate ma ve lo DICO....


Sono stufa e amareggiata, della politica, della gente, dell'ipocrisia. Del Family Day e quindi mi corre l'obbligo di dirvi la mia opinione.

Intanto vorrei sapere come è possibile che ognuno rivendichi la paternità di una parola, che ognuno dica all'altro che è giusta la propria versione, che si sia così intransigenti e così bigotti, così ipocriti.

I politici contrari ai DICO spesso convivono, la Chiesa l'ha fatta fuori dal vaso quando afferma che ammettere i DICO è come autorizzare incesto e pedofilia. Un dialogo tra sordi, una querelle inesistente. E i più odiosi sono proprio quei piccolo borghesi, piccolo nel senso di ristretto, ottuso, che si sentono minacciati dalle famiglie anomale, che rifiutano diritti sacrosanti ai conviventi, che sono abbarbicati al pezzo di carta, alla burocratizzazione dei sentimenti e stanno lì col ditino alzato a fare, no, questo non si fa. Gli stessi che hanno relazioni extraconiugali, che hanno tradito la moglie quando era incinta ma che una breve confessione ha cancellato tutto, altro che Mastro Lindo perchè tre ave marie tolgono anche il calcare più ostinato. Quelli che dicono che loro sono giusti e gli altri no, che hanno il dono della verità rivelata, che ammettono solo quello che è regolamentato, che non hanno mai amato il coniuge ma poi incassano la pensione di reversibilità.

L'amore universale? Non sanno nemmeno dove sta di casa. Quelli che fanno finta di avere una mentalità aperta e tollerante ma solo se conviene a loro. Abbiamo dimostrato di essere ipocriti e soprattutto provincialotti.

Faccio un esempio pratico: volete dire che io e la mia adorata bambina non siamo una famiglia solo perchè al mio fianco non c'è un marito? Ah, è vero, la mia la chiamate famiglia monoparentale, e che differenza ci può essere tra la mia e quella di due persone che stanno insieme, si amano, condividono il destino, si sostengono ma decidono, ad esempio, di non avere figli? E come vogliamo chiamare quelli che, traumatizzati da storie familiari fatte di divorzi sanguinosi preferiscono non mettersi la fede al dito? E come chiamare quella della donna americana che, single, ha adottato tredici bambini disabili? Quella NON è una famiglia? Per me lo è eccome, e più di tutte quelle di lei con l'abito bianco, la chiesa, gli amici, i parenti che odiate ma che proprio non potevate invitare e dopo un anno lui sta fuori casa fino a tardi con la scusa del lavoro mentre ha una tresca con la segretaria. Ma meglio salvare le apparenze, l'unica cosa che ci interessa, non la dignità, non la verità, non l'amore, l'apparenza, un involucro sociale di ipocrisia che non ci salverà. Mi spiace, ma sono molto, molto arrabbiata sull'argomento. E non ho nemmeno parlato dell'amore gay, che a mio parere ha lo stesso sacrosanto diritto di quello di chiunque altro.

Passione Alfa, ma Duetto



Non c'eravamo fisicamente, ma mentalmente si. Lo abbiamo mancato il nostro primo raduno della Delegazione Lazio del Club AR Duetto, ma il prossimo ci saremo. Io, Grace e Carolina abbiamo anche qualche idea da scambiare con l'ottimo Gaetano, dove andare, cosa fare. E ho già voglia di un raduno a Cortona con grigliata nel nostro giardino. Ci state ragazzi? Noi abbiamo molta voglia di far parte di questa magnifica avventura. Un equipaggio un po' strambo: una mamma, una figlia, una gatta e una macchina che si chiama Carolina. Ci volete lo stesso? Pensateci.
Prima di accettare potrete conoscerci ad un aperitivo al Fungo. Nel frattempo lucido la carrozzeria, controllo la pressione delle gomme, sospiro di fronte alle cromature, smadonno per una maniglia del finestrino che mi rimane in mano.
E' come avere una figlia, e la ragazza quest'anno compie vent'anni, che ne dite di una festa di compleanno? Il tema è il rosso.
A presto.

Così è se vi pare


Sono come il mare: magari increspato in superficie ma immobile sul fondo fatta eccezione per alcune grandi correnti stagionali che mi attraversano. Ho i miei giorni di mare mosso, nubi squarciate da raggi di sole e grandi ondeggiamenti, qualche tempesta, raro lo tsunami che tutto rade al suolo, ma può succedere. Anche se sostanzialmente sono un mare tropicale, placido e caldo, uterino.

Non mi ritrovo nell'immobilità granitica della montagna, su cui ogni intemperia si posa e i cambiamenti si verificano nell'arco di secoli. Non sono la calma del lago increspato dal vento lieve ma dal fondale opaco e limaccioso.

No, sono mare trasèparente e a tratti bizzoso e irrequieto. Popolato da profondità ricche di abitanti colorati e in perenne movimento. Si, sono mare, che può cullare o sbattere con violenza sugli scogli. Quelli a cui non piace possono prenotare una tranquilla e rilassante settimana bianca. Non mi offendo.

Perchè sono Susan


In molti mi chiedono perchè delle Casalinghe Disperate io sia Susan, quella separata con una figlia (e qui ci siamo), con una vita sentimentale affollata (insomma, si, qualche ammiratore) e specializzata in gaffes.

In quest'ultimo ci sto tutta, tanto che stamattina ne ho combinata una delle mie e non è nemmeno la prima volta. In effetti è una delle cose più umilianti per un giornalista, una delle più frustranti: tentare di intervistare un morto.

Homandato una mail con la richiesta di una intervista ed ho richiamato anche un po' seccata perchè non avevo ricevuto risposta. La voce all'altro capo del telefono mi ha fatto notare che il professor Taldeitali è deceduto nel 2004 e di solito i morti non rispondono alle mail.

Ecco perchè sono Susan e scusate se è poco.

Che disastro!!!!

lunedì 14 maggio 2007

Diamanti di sangue


Le mani venivano amputate entrambe a colpi d’ascia. Quelli che non morivano dissanguati avevano un destino da disabili. Venivano curati nel campo amputati e feriti di guerra di Medici senza Frontiere a Freetown, Sierra Leone. Un paese che la maggior parte della gente non saprebbe individuare su una cartina geografica. Dal 1991 questo paese è dilaniato da una guerra per il controllo dei suoi giacimenti diamantiferi, il cui possesso ne ha decretato il disastro. I soldati del Fronte Rivoluzionario Unito (RUF) combattono contro altri eserciti e contro i soldati del governo, anch’essi corrotti. La strategia è semplice: vince chi spara, uccide e sevizia di più. Vince chi applica meglio la strategia del terrore vero e senza scampo: stupri di massa, tortura, esecuzioni a casaccio ed altri reati innominabili perché è un orrore che il cervello – almeno il mio – si rifiuta di accettare.
Il campo di MSF è fatto di baracche di legno e teloni blu delle Nazioni Unite. Intorno vive quello che rimane di una varia umanità: uomini che hanno una protesi a forma di cucchiaio per poter mangiare da soli, donne che cullano i loro neonati tra i gomiti. Il tutto ruota intorno ad un’industria da 6 miliardi di dollari l’anno e destinato per l’80% a compratori americani. Un paese completamente allo sbando in cui il potere non è più nelle mani di nessuno. Sgretolato dalla corruzione, dai regimi dittatoriali, da leader criminali.
I diamanti hanno provocato in questa zona del mondo 3,7 milioni di morti e costretto all’esodo 6 milioni di persone. I gruppi ribelli hanno ben presto scoperto che gli acquirenti dei diamanti non mancano e sino a poco tempo fa ben pochi si preoccupavano del costo umano e delle sofferenze che i loro venditori infliggono a persone innocenti. Una pietra di un quarto di carato destinata a far parte di un braccialetto da mille euro rende al minatore 5 dollari.
I proventi dei “migliori amici delle ragazze” servono a finanziare le guerre civili, il terrorismo degli Hezbollah contro Israele e gli attacchi di Al Qaeda negli Stati Uniti. Un diamante è per sempre? Il prossimo lo voglio bello, enorme e soprattutto sintetico e quindi “politicamente corretto”. Promesso.
Il libro: Greg Campbell
Diamanti di sangue
Carocci editore
2005

Ufficio Oggetti Smarriti


Le cose perdute, gli oggetti smarriti. Dicono, quelli che hanno studiato, che non succede per caso che tu perda quella cosa e non un’altra. Che quando perdi qualcosa in realtà te ne vuoi allontanare, che lo vuoi abbandonare. Allora tento di pensare alle cose smarrite della mia vita: le chiavi di casa molte volte, si perché in quel momento forse a casa non ci stavo poi così bene e quindi la tesi quadra.
Il mio adorato cane di peluche, Pociotto, dimenticato in treno durante un viaggio di ritorno da Viareggio: che volessi liberarmi dal simbolo della mia fanciullezza?
Ricordo bene una bella sciarpa beige e bianca, morbidissima, bei disegni cachemire, finita chissà dove. In verità la persona che me l’aveva regalata non mi aveva mai fatto particolare simpatia…
E poi uno zainetto, regalato dalla mamma, bello e coloratissimo, molto amato, acquistato sul lungomare di Santa Margherita Ligure insieme al primo paio di Tod’s della mia vita, più o meno vent’anni fa. Ma per quanto mi sforzi non riesco a trovare una ragione per averlo perduto. E poi che altro? Decine di paia di occhiali e di ombrelli. Banalità se pensate che all’Ufficio Oggetti Smarriti delle Ferrovie hanno rinvenuto anche una dentiera e un’arto artificiale. Oggetti per i quali invocherei una consulenza specialistica sulle motivazioni dell’abbandono.

A spasso con la papera


Ore 8.45. Lungotevere. Mi sto scapicollando per arrivare ad aprire lo studio almeno cinque minuti prima. Oggi mi tocca. Non ha nemmeno suonato la sveglia. Quindi sono piuttosto trafelata.
Dopo il ponte di fronte allo Stadio Olimpico però sono costretta a frenare, anzi ad inchiodare: una papera, insomma una di quelle nocciola, con qualche penna verde e blu sta per attraversare la strada. Non è il posto più adatto per un animaletto di quella risma. Tento di convincerla a tornare sul marciapiede, è evidentemente smarrita e confusa, capisce benissimo da sola di essere nel luogo sbagliato e nel momento sbagliato. Di acchiapparla nessuna speranza e poi che faccio, mica me la posso portare al lavoro? E poi a casa, chi glielo dice al mio gatto che non è la sua merenda ma un’ospite? E poi come si tiene una papera in casa, nella vasca? Insomma, mi limito ad evitare che faccia una brutta fine e spero che qualche anima buona la rimetta nel fiume, tra le sue amiche papere… Certo cento metri più avanti vedo un gattone in attesa. Forse è la mia immaginazione ma sembra leccarsi i baffi, chissà se la mia amica dalle zampe palmate riuscirà a sfuggire ad un destino certo non roseo, almeno all’apparenza. Se esiste un angelo custode delle papere gironzolone che si attivi, subito, presto, immediatamente.

domenica 13 maggio 2007

Vita affollata

Vita affollata la mia.
Non mi faccio mancare nulla. E poi c'è un gran via vai di persone, amici, affetti, amori. Chi va, chi torna, chi si allontana per una incomprensione, ma poi, come mi piace dire, tutti tornano per cercare di appendere cappello. Si sta bene a casa Mason, si sta bene con noi, c'è sempre un pizzico di confusione, c'è sempre un sorriso e una tisana, c'è sempre un'idea, c'è sempre compassione, c'è tanta voglia di esserci. E' una vita affollata di affetto e raramente qualcuno va via per sempre, magari si litiga, non ci capisce, si ha voglia di mettere spazio e tempo, ma poi tornano, quasi tutti e alla fine spesso ho dimenticato perchè ci si è lasciati per un po'.
Non tutti possono capire, non tutti accettano, non tutti comprendono, ma è così. Chi non rimane fisicamente rimane nel cuore, ex amori si sono tramutati in amicizie, amori mai nati in cose senza nome ma sempre calde e vibranti. E' un mondo ricco il nostro, chi vuole stare con noi è il benvenuto e nulla ci emoziona e commuove più di un ritorno. Anche se non sappiamo cosa sarà domani, non ne capiamo il senso, anche se è solo per un attimo, un saluto e poi ripartire per la propria vita. Non possiamo trattanere nessuno per forza, nè un amore nè un genitore. Ma qui, da me, alla fine, sono tornati proprio tutti prima o poi. Ed è la mia ricchezza.
Qualche giorno via dalla pazza folla. Non che qui in Paradiso, il mio, il nostro, non ci sia da fare: l'erba era alta come Grace, l'Enel ha bel pensato di staccare la luce, abbiamo dovuto disdire un invito, e la polvere a quintali e le amiche ragne tutte in dolce attesa di ragnetti altro che Spidermen al cinema, ce l'ho qui.
Però è un'altra fatica, ti alzi con il canto degli uccelli, ti addormenti cullato dal canto d'amore del cuculo, fai colazione con il rospo Filippo, e poi le rose da potare e un milione di altre cose. Tanto diverse, che mi sono dimenticata del pc e dell'intervista che dovevo fare. Ho rimandato. E ho avuto conferme e sorprese.
La bellezza di questo posto è tale che mi ha insotto a cambiare idea, cosa che non mi succede spesso.
Questo è il mio paradiso, è la villa che porta il nome di mia figlia e del colore che amo, mica per nulla l'abbiamo chiamata Villa Viola del Papiso. Questo è un regalo e tra 15 anni sarà mia e dopo di mia figlia e dei suoi bambini. Qui sa di erba tagliata e di torte alle more, di panna cotta e di rosa, quel profumo che nessuna rosa acquistata avrà mai. Le mie rose sanno di vaniglia, il lillà è alto circa due metri. Mi sono concessa anche un'ora di sole, la pelle ha quel colore ambrato che sa di stare bene. Io sono questo posto e quindi tutte le scelte fatte prima sono rimandate, a data da destinarsi.

lunedì 7 maggio 2007

Buongiorno


Primavera dintorno brilla nell'aria e per li campi esulta.

sabato 5 maggio 2007

Finito!


Ci lavoro dal 25 aprile, ci ho lasciato su gli occhi perchè lo schema era di quelli in bianco e nero, ma mi piaceva così tanto....Ci ho lavorato in ogni pausa, ogni minuto libero e oggi lo festeggio con voi. Diventerà un cuscino. Spero vi piaccia, io lo adoro. Ora scusate, devo scappare a finire la borsina con gli orsi per la piccola Pippi, la mia nipote acquisita e adorata. Prossimamente su questi schermi.

Il libro del pane


Dicono che non si viva di solo pane, ma è vero solo in parte. Il pane è così buono che può essere gustato e apprezzato anche solo. Immancabile e costante sulla tavola di poveri e potenti si può dire un cibo "democratico". Forse non a caso quella della panificazione è un'arte millenaria. Alessandra Meldolesi, giornalista enogastronomia, sommelier e food writer ne percorre la soria, ne svela aneddoti e farcisce il tutto con 128 ricette, dalle più tradizionali alle più creative.
Oltre al grano, molti altri cereali possono essere panificati dopo essere stati ridotti in farina come la segale, diffusa nel Nord Europa, che contiene mucillagini che assorbono molta acqua e tende a formare impasti poco elastici. Come l'orzo, dolce e profumato, il mais, molto usato in America, il farro ricco di proteine e il miglio di vitamine. C'è da soddisfare i palati più esigenti e proprio questa parte del libro è una delle più interessanti (almeno per la sottoscritta): capire cioè il radicamento di un certo tipo di pane nella cultura del territorio. Il pane è infatti strettamente legato alla cucina del suo luogo di origine. La cucina toscana, sapida e decisa, ricca di salumi (prosciutti, salsicce di cinta senese e cinghiale) si accompagna ottimamente al tipico pane sciapo. Quella meridionale più speziata trova il suo complemento ideale nelle semole che smorzano il piccante. Cucine ricche di intingoli generosi come quella lombarda e piemontese richiedono pani ricchi di mollica capaci di raccogliere i sughi. Per una cena a base di pesce sarà bene optare per un pane alle olive, all'olio di oliva, o, se volete strafare, alle alghe. I salumi? Vanno a nozze con le paste dure della tradizione emiliana e il fois gras tocca vette inattese se accompagnato da fette di pan brioche. E poi la storia, e che storia, perché il pane ha ben 6000 anni alle spalle e infine o meglio lo sterminato capitolo dei pani italiani e quello dei pani creativi, una vera tortura leggerli senza poterli assaggiare uno ad uno.

Alessandra Meldolesi

Il libro del paneeditore

Ponte alle Grazie

2007


(JoMason per www.cooker.net)

venerdì 4 maggio 2007

Fossero tutte così, le terapie......


LONDRA, 24 APR - Altro che palestra: per mantenere il cuore sano e vivere piu' a lungo basta fare sesso, almeno per 30 minuti al giorno . E' lo spot della campagna pubblicitaria della British Heart Foundation che in poster ironici e provocatori vuole mostrare come anche semplici attivita' come lavare l'auto,fare giardinaggio o portare a spasso il cane- se praticate con costanza, almeno 30' al giorno- possono servire a prevenire le malattie cardiovascolari. La campagna e' rivolta agli over 50.

(Fonte Ansa)

Increbile: lo sposo è ubriaco e al matrimonio va il fratello


PATNA, India (Reuters) - Gli invitati a un matrimonio, in un paesino dell'India occidentale, hanno deciso che lo sposo era arrivato troppo ubriaco per sposarsi e così la futura moglie è stata fatta maritare con il fratello più sobrio . Lo ha riferito oggi la polizia."Lo sposo era ubriaco e si era comportato male con gli ospiti e con la famiglia della sposa", ha spiegato a Reuters Madho Singh, funzionario di polizia, dopo il matrimonio nel villaggio nello stato di Bihar.Il fratello più giovane si è subito dimostrato pronto a prendere il posto dello sposo accanto alla giovane moglie, su invito della famiglia, secondo quanto hanno riferito testimoni."Lo sposo si è scusato per il suo comportamento", ha aggiunto Singh al telefono.

Abituati male.....


Abituati male i miei lettori, e che sono io, il Corriere della Sera che devo stare in edicola alle 5 del mattino???


Comunque oggi è stata una giornatona, fatte molte cose, congresso della Società Italiana di Medicina Estetica incluso, con il suo corollario di creme miracolose che applicherò con costanza sino al giorno della fatidica prova-bikini (per i casi più seri www.endocell.com).

C'è di tutto e anche di più ma mai che i relatori si portino in tasca una fialetta di botulino, quello si che sarebbe un omaggio, io ho una ruga di espressione in mezzo alla fronte che mi secca molto.


Alla conferenza stampa accanto a me c'era un bell'uomo anziano, con delle rughe magnifiche, davvero affascinanti, che mai avrei voluto che qualcuno pensasse lontanamente di spianare. Deve essere stato un bel giovane, ma il viso di oggi raccontava molto più di quanto può fare una bellezza algida e perfetta. Lo ammiravo in silenzio mentre i professori parlavano di filler e creme miracolose, di integratori per allungare la vita sino a 115 anni e di arrivarsi anche in piena forma, fisica ed estetica.

Raccontavano di una signora di 77 anni che aveva chiesto un seno nuovo per timore di essere vista nuda e brutta dopo la morte, spero che sia solo un aneddoto perchè ho trovato la cosa orrenda. Pensate al corpo riesumato di una donna con protesi al seno: dopo un ragionevole numero di anni si troverebbero uno scheletro e due sfere di silicone. Assurdo, ma è così, le protesi ci sopravvivono....


Ma torniamo al mio bel medico attempato, ad un certo punto gli ho chiesto "per chi scrive?" intendendo per quale testata fosse li e lui mi ha risposto "perchè quello che dicono è più variegato di ciò che è scritto sul comunicato?" ?????????? Boh..... Che vor di?

Tutto mi si è chiarito quando dopo la domanda di una dottoressa che parlava di etica della chirurgia plastica il mio amico mi ha chiesto: "dove se li è tolti i polipi??" al che ho capito: è sordo come una campana......


Altro argomento: per vivere a lungo occorre mangiare meno ed effettuare una restrizione calorica di almeno il 20-30%, in questo modo si può sperare di superare il secolo di vita. Ora, siamo seri, personalmente non vorrei essere longeva e affamata ma vivere i miei 85 anni in pace di Dio e morire sazia.

giovedì 3 maggio 2007

Ore 8 e 32: al lavoro

Ma che cavolo ci fai attaccata al pc alle 8 e 30 del mattino? Per la verità avrei già preso il caffè e ricamato un'oretta quel benedetto cuore con gli iris che mi sta facendo perdere il lume della vista (e in parte della ragione).
Il progetto di una zingarata al centro commerciale è saltato, un milione di cose da fare, non si possono rimandare. E poi la posta, che pizza, il bancomat, la spesa e poi vestirsi e andare a lavorare, scrivere e telefonare di quelle telefonate che rimandi per un mese e poi non puoi più.
Ho postato, fatto una visitina a Diamante Rosa, fatto una lista.
Ora indosso l'abito mentale di quella che si da da fare. Certo, preferirei cominciare quel vaso di orchidee che mi chiama, un tripudio di sfumature rosa, ma non si può ragazzi. Prima il dovere...e io di senso del dovere ne ho da vendere al mercato.
Buona giornata a tutti.

Otto


E’ la stagione degli amori, è la stagione degli ormoni.
Maschietti ricettivi sono in piena caccia di donzelle riottose.
Nascono amori, flirt e fidanzamenti.
Quanto durerà, chi vivrà vedrà.
La nostra gatta ci ha presentato il fidanzato, deve essere una cosa seria se lo ha portato a casa dalla mamma (io).
Certo lui è un figaccione, ha scelto bene la pulzella, nero con zampine bianche e occhi azzurri, un Gorge Clooney del mondo felino.
Non lo ha fatto avvicinare per una giornata intera, hanno flirtato in salotto, a studio, hanno mangiato dalla stessa ciotola, hanno baruffato per futili motivi.
Il giorno dopo lei era anche più languida, più disponibile, tante attenzioni devono averle fatto piacere.
Se rimane lo teniamo, avevamo voglia di un altro gatto.
Lo abbiamo chiamato Otto, diminutivo di Stupidotto.
E’ il minimo per uno che ha fatto per due giorni la corte ad una gatta sterilizzata ;)

Il Caro Estinto o dei 18 anni


E’ il mio modo di definire un ex, il fu, passato remoto e lasciare aperta la porta al futuro prossimo, meglio se venturo.
E’ Caro perché è stato amato e qualcosa ha lasciato ma si è estinto, per carità, mica morto, solo diluito e dileguato, smarrito nel cuore, perso.
Al quale auguro un mondo di bene se bene mi ha fatto e un mondo di nulla se mi ha fatto male perche si sa, gli accidenti tornano e quindi è meglio pararsi.
Oggi meditavo su una fede a tre ori di Cartier, che faccio la tengo? La regalo? La vendo su Ebay? Vabbè la tengo, è comunque un ricordo del Caro Estinto, la lascio per i diciotto anni di mia figlia, gliela faccio lucidare, Cartier è sempre Cartier. E quello non si estingue mica così facilmente.

Super Mamme, Super Mogli, aspiranti Wonder Woman. Hanno giornate di 62 ore (altrimenti non si spiega) almeno tre figli che fanno tre sport a settimana ciascuno. Organizzano feste per i bambini, roba che nemmeno al matrimonio di Carlo e Diana. Fanno the con le amiche che sembrano convention di Forza Italia, non mancano ad una riunione scolastica, fanno a mano i regali per le maestre e comunque hanno una solida carriera.
Impeccabili, unghie e capelli perfetti, palmare per guardare le mail anche dalla piscina del piccolo. Per la colazione offrono ciambellani fatti la sera prima, ai compleanni delle amiche del cuore grembiuli divinamente ricamati a punto croce.
Passano dal commercialista, fanno la spesa e guidano un costoso SUV.
Non vanno mai a letto senza essersi struccate, applicato una crema per il contorno occhi e un velo di anticellulite Endocell si intende, perché si sa, prevenire è meglio che curare.
Una volta a settimana si concedono un’ora di nuoto e una lezione di pilates perché il corpo è importante, si, ma non ce la mettiamo anche una carezza per l’anima?
Quelle che non hanno un lavoro fuori casa ed hanno scelto di badare solo ai figli lo fanno come una missione. Altro che i gioielli di Cornelia. Crescono piccoli Einstein, minuscole Margherite Hack, le più frivole hanno in casa le Rita Giannini e le Paris Hilton del futuro e chissà che non sia meglio così.

Allo stesso tempo i mariti riescono a fare una cosa per volta e talvolta neanche quella, ma si rifanno con un gioiello a Natale perché in fondo nessun’altra li potrebbe tollerare con i loro difetti e soprattutto le loro debolezze.

Passano sopra con stile a piccoli tradimenti, sopportano e aspettano che passi, altre decidono che la misura è colma e scelgono di ballare da sole. Ma in fondo, disperate, non lo sono proprio mai, hanno loro stesse e questo basta, anzi, in questo caso, avanza.

mercoledì 2 maggio 2007

Ore 11 e 18: diluvio


Non è un diluvio, di più, grandina pezzi di ghiacchio grandi come cubetti per il Martini...Non ci posso credere, e io che avevo deciso di mettermi i nuovi Capri pants bianchi con i sabot verdi.

Comunque l'acqua serve, solo che piove ogni volta che devo uscire e questo mi rode non poco.

Io devo lavorare? E allora piove.... Mi toccheranno le galosce, se non i moon boot. Ma che diamine di stagione è questa? Non è che non esistono più le mezze stagioni, al contrario, le stagioni si sono frantumate, moltiplicate, parcellizzate, il giorno prima 32 gradi, quello dopo 22 e rischi la polmonite.


Non sono dotata di Arca, anche se avrei un bel po' di animali da metterci, tutti di pezza e peluche, di ogni tipo e risma, dagli orsi alle giraffe, non ci facciamo mancare nulla.


Colgo l'occasione per pensare a qualcosa di intelligente, del tipo che tutta questa acqua laverà qualcosa, non a caso si dice 'lavare l'onta, l'offesa' anche se in quel caso si lava col sangue.

Ma si sa, dopo la tempesta, c'è sempre la quiete.

Ma lei fuma signora?


No, non fumo, ma a questo portacenere non potevo resistere e già mi mangio le mani per non aver preso anche il piatto a forma di cuore con scritto BONHEUR che serve sempre. Il fatto è che mi prendono questi attacchi di "braccino corto" colpa delle mie lontanissime origini ebree che ogni tanto fanno capolino nella coscienza.


Il portacenere già posizionato sulla mia scrivania è di Le Jardin d'Ulisse ed è stato acquistato in un delizioso negozio di Reggio Emilia, insieme ad un cuore imbottito grezzo su cui è ricamata la parola Amour, di buon auspicio anch'essa.


Il fine settimana è finito a schifìo come si dice nella mia adorata Sicilia ma il portacenere resta e questa è la cosa importante.

Vorrei ma...


Si, vorrei, ma, no, non posso....


Sono seduta su uno yacht da circa 30 metri, tre piani di cui l'ultimo una plancia per prendere il sole, bar e vasca ad idromassaggio, un giochetto da 2 milioni e mezzo di euro, mica bau bau, micio micio.


Ma per venti minuti ho voluto giocare alla milionaria e mi sono fatta portare in lungo e in largo, ho valutato, saggiato, chiesto specifiche, visionato cucine e camere da letto, criticato qualcosina (che fa sempre chic) e poi mi sono fatta coccolare.


Sarei salpata volentieri, una bella vacanzetta di lusso con le casalinghe e un paio di tate per tenere a bada le pargole, che in caso di eccesso di casino possono essere buttate fuori bordo con ciambella e un paio di marinai di colore dal fisico perfetto, pantaloncini bianchi e maglietta aderente col nome della barca. Quale nome?


Ma Viola, ovviamente.