lunedì 14 maggio 2007

Diamanti di sangue


Le mani venivano amputate entrambe a colpi d’ascia. Quelli che non morivano dissanguati avevano un destino da disabili. Venivano curati nel campo amputati e feriti di guerra di Medici senza Frontiere a Freetown, Sierra Leone. Un paese che la maggior parte della gente non saprebbe individuare su una cartina geografica. Dal 1991 questo paese è dilaniato da una guerra per il controllo dei suoi giacimenti diamantiferi, il cui possesso ne ha decretato il disastro. I soldati del Fronte Rivoluzionario Unito (RUF) combattono contro altri eserciti e contro i soldati del governo, anch’essi corrotti. La strategia è semplice: vince chi spara, uccide e sevizia di più. Vince chi applica meglio la strategia del terrore vero e senza scampo: stupri di massa, tortura, esecuzioni a casaccio ed altri reati innominabili perché è un orrore che il cervello – almeno il mio – si rifiuta di accettare.
Il campo di MSF è fatto di baracche di legno e teloni blu delle Nazioni Unite. Intorno vive quello che rimane di una varia umanità: uomini che hanno una protesi a forma di cucchiaio per poter mangiare da soli, donne che cullano i loro neonati tra i gomiti. Il tutto ruota intorno ad un’industria da 6 miliardi di dollari l’anno e destinato per l’80% a compratori americani. Un paese completamente allo sbando in cui il potere non è più nelle mani di nessuno. Sgretolato dalla corruzione, dai regimi dittatoriali, da leader criminali.
I diamanti hanno provocato in questa zona del mondo 3,7 milioni di morti e costretto all’esodo 6 milioni di persone. I gruppi ribelli hanno ben presto scoperto che gli acquirenti dei diamanti non mancano e sino a poco tempo fa ben pochi si preoccupavano del costo umano e delle sofferenze che i loro venditori infliggono a persone innocenti. Una pietra di un quarto di carato destinata a far parte di un braccialetto da mille euro rende al minatore 5 dollari.
I proventi dei “migliori amici delle ragazze” servono a finanziare le guerre civili, il terrorismo degli Hezbollah contro Israele e gli attacchi di Al Qaeda negli Stati Uniti. Un diamante è per sempre? Il prossimo lo voglio bello, enorme e soprattutto sintetico e quindi “politicamente corretto”. Promesso.
Il libro: Greg Campbell
Diamanti di sangue
Carocci editore
2005

1 commento:

Anonimo ha detto...

Pazzesco.
Non c'è limite all'imbecillità dell'uomo.